Legge brasiliana propone divieto dell’uso di satellite per rallentare la deforestazione in Amazzonia.

La proposta di legge contro i “veti remoti” in Brasile

L’industria agricola brasiliana sta accelerando la proposta di una legge che intende bandire i “veti remoti”, uno strumento che consente agli agenti ambientali di bloccare terreni disboscati tramite dati satellitari. Questa misura influenzerà le operazioni di IBAMA, l’Agenzia brasiliana dell’ambiente, e rischia di compromettere il sistema che ha ridotto a metà la deforestazione dell’Amazzonia durante l’amministrazione di Lula. Funzionari di IBAMA avvertono che abolire tale tecnologia equivale a “tornare alla macchina fax”, rendendo l’applicazione della legge in aree remote significativamente più lenta e costosa.

Questa proposta fa parte di un più ampio “Pacchetto di Distruzione” che sta guadagnando terreno nel Congresso, in vista delle elezioni generali di ottobre. Secondo i rappresentanti del Climate Observatory, ci sono oltre 70 proposte in discussione, molte delle quali criticate per il loro potenziale impatto sulla legislazione ambientale e sui diritti delle popolazioni indigene.


I motivi della protesta dagli agricoltori

Nel maggio del 2025, una delegazione di politici e agronomi dell stato brasiliano di Pará si è recata nella capitale per protestare contro le azioni di IBAMA. La loro frustrazione era dovuta ai veti imposti dall’agenzia su 544 proprietà rurali nel comune di Altamira, uno dei punti critici per la deforestazione dell’Amazzonia. Le immagini satellitari avevano infatti rilevato la deforestazione illegale, spingendo le autorità a bloccare queste aree da ulteriori attività produttive.

Il governatore di Pará, Helder Barbalho, ha ribadito: “Tutti sono qui per presentare le loro preoccupazioni e chiedere soluzioni per le aree produttive dello stato di Pará”. Quasi un anno dopo, il loro risentimento si è trasformato in un nuovo disegno di legge che propone di vietare i cosiddetti veti remoti.

Oggi, IBAMA utilizza l’analisi delle immagini satellitari per individuare i luoghi di deforestazione illegale. Quando viene rilevata una zona recentemente disboscata, gli agenti ambientali verificano l’esistenza di una licenza ambientale per quell’area. Circa il 90% della deforestazione in Amazzonia avviene senza autorizzazione. Quando non c’è una licenza, l’agenzia emette un veto come misura preventiva.


Il sistema ha contribuito a dimezzare i tassi di deforestazione in Amazzonia dall’inizio della presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva nel 2023. Wallace Lopes, rappresentante dell’associazione degli agenti ambientali ASCEMA, ha evidenziato la capacità di utilizzare immagini satellitari ad alta risoluzione per incrociare informazioni provenienti da diversi database.

IBAMA emette circa 4.000 veti all’anno in Amazzonia, coprendo quasi 500.000 ettari di terra. Circa la metà delle imposizioni avviene tramite sistemi remoti, ottimizzando così i costi e aumentando l’efficienza. Un agente di terra, ad esempio, può emettere mediamente due veti al giorno, mentre grazie al sistema remoto si riesce a arrivare fino a dieci veti quotidiani, riducendo sensibilmente i costi.

Gli esperti avvertono che la proposta di legge minaccia i diritti dei proprietari di terreni, limitando la loro possibilità di difendersi prima dell’emissione del veto. Attualmente, i proprietari possono comunque appellarsi dopo l’imposizione del veto. Se la legge sarà approvata, sarà necessario che gli agenti di IBAMA notifichino prima i trasgressori, garantendo loro così la possibilità di presentare una difesa.


Le aree sottoposte a veto non possono ricevere finanziamenti dalle banche e possono essere escluse dalle liste di fornitori di macelli e commercianti di cereali, creando un impatto economico significativo per chi disbosca. Secondo Márcio Astrini, segretario esecutivo del Climate Observatory, “nessuno che ha subito un sequestro della propria proprietà può accedere al credito pubblico”. Questo rappresenta una sanzione aggiuntiva per i trasgressori.

In questo contesto, la nuova legge mette in discussione tutte le “misure precauzionali” adottate dagli enti ambientali, comprese le operazioni di sequestro e distruzione delle attrezzature usate durante le operazioni di terra. In caso di raid contro l’estrazione illegale, gli agenti ambientali spesso distruggono macchinari pesanti, poiché rimuoverli dalla foresta risulta complesso.

Le misure precauzionali sono temute dai trasgressori, in quanto hanno un impatto immediato sulle loro attività. Le sanzioni possono essere impugnate in seguito, ma statisticamente oltre il 95% delle multe non vengono pagate del tutto. Molti dei trasgressori riescono a eludere tale onere grazie a ricorsi legali.


IBAMA ha adottato l’uso di immagini satellitari per monitorare la deforestazione illegale dal 2016 ed ha incrementato questa strategia dal 2023, sotto la direzione di Marina Silva. Questo approccio ha portato a una riduzione record della deforestazione durante l’amministrazione attuale. La legge sta attualmente subendo una rapida revisione nella Camera dei Deputati, la quale potrebbe approvarla a breve. Data la forza del caucus agrario, le possibilità di successo sembra siano elevate.

“Vogliono tornare indietro, abbandonando i nostri telefoni cellulari per tornare a inviare messaggi tramite fax”, ha dichiarato Schmitt. I promotori di questo disegno di legge cercano di limitare gli sforzi di enforcement e, in un certo senso, di favorire i trasgressori.

Per ulteriori informazioni, puoi consultare le risorse ufficiali come il sito di IBAMA e il Climate Observatory.

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Luigi Salemi: