Américo Pascuala Tumisha: La Tragica Fine di un Leader Ashéninka
Il 23 agosto 2023, Américo Pascuala Tumisha, un noto leader della comunità indigena Ashéninka, è stato assassinato mentre pattugliava il territorio della comunità Onconashari nella regione di Ucayali, in Perù. Pascuala ha perso la vita in un confronto con estrattori di copaiba che operavano senza permesso, segnando un tragico capitolo nella lotta per la difesa dei diritti territoriali degli indigeni.
Le segnalazioni di invasioni da parte di estrattori non autorizzati di copaiba sono iniziate già nel 2020, con minacce rivolte ai membri della comunità che si opponevano a tali attività. Américo Pascuala, all’epoca coordinatore del comitato di sorveglianza territoriale della comunità, aveva una lunga esperienza nella monitorizzazione del territorio e nel contrasto a tali attività illegali. Sotto la sua guida, la comunità ha ottenuto nel 2025 il riconoscimento ufficiale del governo per il suo comitato, diventando custode delle foreste e della fauna locale.
Un Contesto di Insicurezza e Violenza
Secondo l’organizzazione regionale AIDESEP Ucayali (ORAU), Pascuala si trovava in pattuglia quando ha incontrato alcuni estrattori di copaiba che stavano operando illecitamente nel territorio della comunità. Dopo un confronto, è stato colpito mortalmente. Questo evento tragico non è isolato; Global Witness ha rilevato oltre 60 omicidi e sparizioni di attivisti ambientali e difensori della terra in Perù dal 2012. AIDESEP ha denunciato che almeno 38 difensori indigeni sono stati uccisi nell’Amazzonia peruviana tra il 2014 e il 2026.
Già nel 2023, un rapporto dell’organizzazione peruviana “Derecho, Ambiente y Recursos Naturales” (DAR) aveva documentato l’estrazione illegale di copaiba da parte di un gruppo proveniente dalla comunità vicina di Nueva Luz de Arara, che entrava nel territorio di Onconashari senza permesso. Il rapporto evidenziava anche le minacce rivolte ai residenti di Onconashari che si erano opposti a tali atti.
L’estrazione di copaiba nell’area è aumentata durante la pandemia di COVID-19, quando si è creata una domanda elevata per l’olio, utilizzato in medicina tradizionale e prodotti commerciali. I funzionari della comunità hanno documentato le incursioni, rivolgendosi alla loro federazione indigena e alle autorità locali. Tuttavia, nonostante queste segnalazioni, non sono state adottate misure protettive concrete.
Nel 2025, il governo regionale di Ucayali ha formalmente riconosciuto il comitato di sorveglianza della comunità di Onconashari, con membri accreditati come custodi delle foreste, autorizzati a pattugliare il territorio e a denunciare attività illecite. Robinson Pascual, allora capo della comunità, ha dichiarato: “È importante prendersi cura del nostro territorio perché a volte i nostri vicini non rispettano i confini. Con questo riconoscimento, saremo in grado di proteggerlo meglio.”
Nonostante gli sforzi, Américo Pascuala aveva già segnalato in precedenza l’ingresso di estranei nel territorio senza ricevere supporto statale o misure protettive. Ufficialmente, l’ufficio del pubblico ministero peruviano ha avviato un’inchiesta sul suo omicidio.
Il sistema di allerta precoce di AIDESEP ha messo in evidenza la necessità di proteggere i difensori indigeni in un contesto di crescente violenza. Miguel Guimaraes, vicepresidente di AIDESEP, ha dichiarato: “Nonostante gli sforzi per affrontare le attività illecite, i leader indigeni continuano a essere uccisi. Serve azione concreta sul campo per proteggere i difensori.”
Le comunità Ashéninka sono un popolo indigeno di lingua arawak, presenti nelle regioni di Ucayali, Pasco, Junín e Huánuco in Perù e nella regione di Acre in Brasile. Il Ministero della Cultura peruviano stima che circa 15.300 persone vivano nelle comunità Ashéninka, con una popolazione correlata, quella degli Asháninka, che conta circa 120.000 individui.
L’omicidio di Pascuala mette in luce non solo la violenza sistematica contro i leader indigene, ma anche la lotta continua per il diritto alla terra e alla vita. Pensare a strategie efficaci per garantire la sicurezza delle comunità indigene è divenuto imperativo. Le istituzioni e le organizzazioni devono lavorare insieme per proteggere chi difende la terra e la biodiversità, affinché simili tragedie non si ripetano.
Fonti: Global Witness, AIDESEP, Derecho, Ambiente y Recursos Naturales (DAR), Ministero della Cultura del Perù.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it