Giovani Attivisti alla COP30 in Brasile
La COP30, tenutasi a Belém, in Brasile, ha visto la partecipazione di giovani provenienti da tutto il mondo, ognuno dei quali affronta le sfide del cambiamento climatico in modi unici. Durante la conferenza di novembre, Mongabay ha avuto l’opportunità di interagire con rappresentanti giovanili provenienti da Gabon, Malesia, Bangladesh, Germania e Brasile. Sebbene la conferenza abbia portato a qualche progresso tecnico, come nella trasparenza e nei parametri di adattamento, ci sono stati significativi ostacoli su questioni cruciali come l’abbandono dei combustibili fossili e il finanziamento climatico prevedibile.
Felix Finkbeiner, tedesco di 28 anni e fondatore dell’organizzazione Plant-for-the-Planet, ha commentato: “Quando le voci giovani si uniscono a conferenze come la COP30, ispirano speranza, innovazione e responsabilità, ricordando al mondo che il cambiamento non è solo necessario, ma possibile.”
Le Esperienze dei Giovani Rappresentanti
La crisi climatica a cui assistiamo oggi è il risultato di scelte passate, una realtà ben compresa dai giovani attivisti in Brasile. Loïc Moukagni-Mounguengui, 26 anni, rappresenta la gioventù del Gabon e ha avvertito che la sua città, Port-Gentil, rischia di scomparire nel giro di 50 anni a causa dell’innalzamento del livello del mare. “Il clima è completamente disturbato,” ha detto, “e molti semi stanno scomparendo mentre nuovi si infiltrano.”
Dal canto suo, Tan Yin Yi, noto come Henry, un giovane di 24 anni dalla Malesia, ha fatto sentire la sua voce sugli effetti del cambiamento climatico nel suo paese, tra cui inondazioni e frane. Henry è uno studente di ingegneria civile che si concentra su infrastrutture resilienti al clima e design sostenibile. “Essere qui a Belém è significativo; è un’opportunità per apprendere e portare la voce della gioventù malese nello spazio climatico globale,” ha scritto Henry a Mongabay.
Jasmima Sabatina, una ragazza di 23 anni dal Bangladesh., ha sottolineato i problemi creati dall’incremento della salinità dell’acqua che colpiscono le comunità costiere. Rappresentando il gruppo YOUNGO della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ha evidenziato la crisi di finanziamento che affligge i paesi del Sud Globale, dove i progetti di gioventù rimangono senza il supporto necessario. “Abbiamo molti esperti, molti giovani che sono consapevoli e attivi. Stiamo lavorando per affrontare il cambiamento climatico,” ha affermato.
Felix Finkbeiner ha iniziato Plant-for-the-Planet quando aveva solo 9 anni, dimostrando come i giovani possano avere un impatto significativo nella lotta contro la crisi climatica. La sua organizzazione continua a sviluppare strumenti innovativi per il monitoraggio della riforestazione e a promuovere investimenti sostenibili.
Iniziative e Sfide Globali
La crisi climatica non conosce confini e colpisce tutti gli ecosistemi. Erleyvaldo Bispo dos Santos, fondatore e amministratore delegato del Resilient Waters Institute, ha condiviso la sua esperienza di vita nella regione dell’Agreste, in Brasile, dove l’acqua scarseggia. La sua iniziativa, che si occupa di giustizia idrica per le comunità vulnerabili, ha vinto il premio Youth4Climate. “Siamo fuggiti dalla scarsità d’acqua e dalla mancanza di servizi igienico-sanitari; questa esperienza è la base del nostro lavoro,” ha dichiarato Bispo dos Santos.
Per i giovani attivisti che hanno partecipato alla COP30, il consolidamento della loro voce è fondamentale per garantire un futuro sostenibile. “Abbiamo visto che ci sono state alcune evoluzioni, ma ci sono ancora molte sfide di fronte a noi,” ha affermato Henry.
Il percorso da seguire non è semplice, e molti di questi giovani hanno espresso sentimenti misti riguardo ai risultati della conferenza. A dispetto di alcune realizzazioni, come l’avanzamento nella trasparenza e nell’adattamento, ci sono stati forti resistenze politiche su questioni vitali come il finanziamento degli impegni climatici e la transizione giusta.
I giovani credono che eventi come la COP siano spazi fondamentali per far avanzare l’agenda climatica. Finkbeiner ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, conferenze come questa possono generare importanti progressi, evidenziando che gli accordi di Parigi sono uno strumento essenziale per tenere gli stati responsabili.
La COP30 ha concluso un altro ciclo di dialogo internazionale, ma la crisi climatica continua a presentarsi in forme sempre più estreme. Con la prossima edizione della conferenza fissata per il 2026, la comunità globale dovrà unirsi per affrontare questa crisi in modo collettivo e incisivo. I giovani, con le loro idee innovative e la loro determinazione, possono svolgere un ruolo cruciale nel plasmare un futuro più sostenibile.
Le voci unite dei giovani attivisti alla COP30 ricordano al mondo che il cambiamento, pur essendo necessario, è anche possibile, e che ogni azione conta nella lotta per un pianeta migliore.
Fonti:
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it