Le vaccinazioni dei minori, una questione non solo medica e sanitaria
Giovanna Perricone Autorità Garante dei Minori Regione Siciliana
Giovanna Perricone Autorità Garante dei Minori Regione Siciliana
I recenti dolorosi fatti di cronaca che riguardano Minori non vaccinati riportano ad una situazione purtroppo radicata nel tempo , cbe malgrado l impegno costante dei pediatri, degli infettivologi, dei Servizi sanitari ospedalieri e territoriali della Sicilia, è rimasta precaria e deficitaria, oltre che spesso tema di scontro politico.
Tali considerazioni implicano la ricerca di nuovi paradigmi per l’implementazione delle vaccinazioni; un paradigma che non può affidare la sensibilizzazione, la prevenzione solo all’area medica.
La complessità che accompagna, infatti, il rifiuto, la paura, il sospetto, l’incapacità predittiva relativa alle ricadute disfunzionali per la crescita e per lo stesso futuro dei rapporti umani, implicano tanti fattori di natura diversa,che, non presi in carico, rischiano di fare naufragare qualunque intervento di natura medica e sanitaria.
In tal senso è giusto esprimere un plauso per le misure avviate con significatività in questi giorni dalla Procura, dall’ ASP. e dalla stessa Regione.
La complessità della situazione e nello stesso tempo però, la precarietà e insufficienza delle vaccinazioni, suggeriscono che la costituzione della neonata task force possa prevedere oltre ad eccellenze di area medica e sanitaria, anche altre figure professionali: un pedagogista che potrà orientare il coinvolgimento della scuola, non solo sul piano dell’adempimento giuridico giudiziario, o di sporadici interventi, ma prevedendo un inserimento nell’offerta formativa, nell’ intervento didattico, per es attraverso il coinvolgimento delle funzioni strumentali.
Il gruppo non può fare a meno di uno psicologo dello sviluppo responsabile dell’accompagnamento dei genitori a capire il rapporto tra le vaccinazioni e la salute dei processi del bambino o dell’ adolescente, nel predente e nel futuro. Va integrata nella composizione anche la figura di un assistente sociale, che consente il controllo di aspetti sociali disadattivi delle famiglie che impediscono o rendono difficile la decisione dei genitori di fare vaccinare i propri figli. Non ultimo va previsto l’inserimento di un avvocato, preferibilmente di area minorile.
Forse anche la presenza e il contributo dell’Autorità Garante dell’ Infanzia e dell’Adolescenza regionale potrebbe essere funzionale, non solo sul piano di un rafforzamento delle risorse, che la Regione può mettere a disposizione, ma anche per rispondere a quanto previsto in tsl senso dalle numerose aree di riferimento della normativa che istituisce l’Autorità Garante per questa Regione, a garanzia del Benessere dei Minori.
