Scoperte sorprendenti sui grandi alberi tropicali di Borneo
Un nuovo studio rivela che gli enormi alberi tropicali della Malesia orientale, in particolare quelli della famiglia Dipterocarpaceae, pompano l’acqua nelle loro fronde più alte con la stessa facilità con cui la trasportano nei rami più bassi. Questa scoperta suggerisce che gli alberi alti non sono più vulnerabili alla siccità rispetto agli alberi più piccoli, come si era creduto fino ad ora.
I ricercatori, dopo decenni di teorie secondo cui gli alberi più alti soffrirebbero per il peso della gravità e per il lungo percorso che l’acqua deve percorrere, hanno esaminato 38 esemplari di cinque specie diverse in Malesia, precisamente nella Riserva Forestale Kabili-Sepilok, nel Borneo nordorientale. Tra queste specie troviamo il keruing putih (Dipterocarpus caudiferus) e il meranti pepijat (Rubroshorea johorensis), noti per la loro imponente altezza che può variare dai 7 ai 71 metri.
Meccanismi di adattamento degli alberi alti
Per eseguire lo studio, scalatori esperti sono stati inviati a raccogliere campioni di rami da diverse altezze della chioma degli alberi. Gli scienziati hanno quindi misurato le proprietà dei vasi interni che trasportano l’acqua, nonché la struttura del legno e delle foglie. L’analisi ha rivelato che gli alberi alti utilizzano due meccanismi principali per compensare il loro peso: l’allargamento dei vasi e la regolazione delle foglie.
Quando gli alberi crescono in altezza, sviluppano vasi per il trasporto dell’acqua molto più larghi alla base del tronco rispetto a quelli degli alberi più corti, riducendo così la resistenza al flusso d’acqua. Inoltre, le foglie situate nella parte superiore della chioma modificano il loro potenziale osmotico, ossia i livelli di sostanze disciolte nelle loro cellule, che permette loro di trattenere più acqua anche in presenza di una pressione estremamente bassa generata dalla gravità.
Paulo Bittencourt, autore principale dello studio e ricercatore dell’Università di Cardiff, ha dichiarato in una recente intervista che gli scienziati non si attendevano di osservare tale adattamento nei grandi alberi. “Ci aspettavamo che diventassero più vulnerabili man mano che crescevano, ma i risultati sono stati addirittura opposti” ha affermato. Secondo lo studio, queste straordinarie capacità di adattamento conferiscono agli alberi alti una resistenza superiore anche in condizioni ambientali estreme.
Durante il periodo di siccità legato all’El Niño del 2023 e 2024, è stata monitorata la crescita dei tronchi, e i ricercatori hanno scoperto che gli alberi più alti non mostrano un declino maggiore rispetto a quelli più piccoli. Questo solleva interrogativi sui modelli attuali di previsione dei cambiamenti climatici, che spesso ipotizzano che gli alberi alti siano i primi a soccombere durante le siccità. Lo studio suggerisce invece che questi giganti verdi potrebbero essere più robusti di quanto si pensasse.
Un dato interessante emerso dalla ricerca è che il 1% degli alberi più alti immagazzina oltre la metà del carbonio sopra il suolo nelle foreste. Bittencourt ha sottolineato l’importanza di continuare a studiare gli ecosistemi forestali tropicali per comprendere meglio le loro dinamiche e il ruolo cruciale che svolgono nel nostro ambiente.
Questi risultati invitano a una riflessione profonda sulla resilienza delle foreste tropicali e sull’urgenza della loro protezione. È fondamentale che la comunità scientifica torni in campo per analizzare più a fondo gli alberi e gli ecosistemi in cui vivono. La ricerca non solo offre nuove indicazioni sulle capacità di adattamento degli alberi, ma apre anche nuove strade per prevedere gli impatti del cambiamento climatico sui boschi tropicali.
Fonte: [University of Cardiff](https://www.cardiff.ac.uk)
Fonte: [Mongabay](https://www.mongabay.com)
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