Hat Yai: Vulnerabilità e Sfide Economiche dopo le Inondazioni
L’economia di Hat Yai, un importante centro turistico del sud della Thailandia, fatica a riprendersi dalle devastanti inondazioni di novembre 2025. Questo scenario ha sollevato timori riguardo a un possibile esodo di imprese e investimenti dalla città. Il rischio di inondazioni sta crescendo a causa dell’espansione urbana, delle modifiche al sistema di drenaggio e di un uso del suolo che è cambiato nel tempo, in aggiunta a eventi di pioggia sempre più intensi legati ai cambiamenti climatici. Le soluzioni ingegneristiche adottate negli ultimi decenni non sono state sufficienti e senza riforme significative nell’uso del suolo, Hat Yai rischia di entrare in un ciclo di inondazioni sempre più gravi.
Le celebrazioni del Capodanno Cinese, che ogni anno attirano turisti, principalmente dalla vicina Malesia, portano una parte considerevole delle entrate annuali di questa città. Ma quest’anno è diverso. A tre mesi dall’evento catastrofico di novembre, la comunità festeggia con ancora tanto lavoro da svolgere: case e negozi devono essere ripuliti dalla melma, mentre i veicoli e i mobili danneggiati vengono rimossi dalle strade. Oltre il 40% di hotel, negozi e ristoranti sono ancora chiusi, e alcuni potrebbero non riaprire mai più.
L’Incertezza Economica nel Settore
Ripristinare la città attraverso festival e pulizie non è sufficiente; c’è la necessità di convincere le imprese a rimanere nel principale hub economico del sud della Thailandia. La pandemia di COVID-19 ha già colpito duramente il settore. Secondo Somporn Siriporananon, ex vicepresidente della Camera di Commercio della provincia di Songkhla, la situazione è critica: “Il settore imprenditoriale non ha fiducia per investire nella ripresa o in nuove iniziative. Il rischio di un’altra grave inondazione è troppo alto, e c’è una generale sensazione che non ne valga la pena, specialmente per le PMI.”
La storia insegna che Hat Yai è vulnerabile alle inondazioni; negli ultimi 40 anni ha subito quattro disastri significativi, ognuno più costoso e letale del precedente. Le perdite economiche vanno dai 4 miliardi di baht nel disastro del 1988 ai 20-25 miliardi di baht nel recente evento, con un bilancio tragico di 170 vittime.
Espansione Urbana e Complessità Ambientali
Hat Yai si trova in una pianura alluvionale, che raccoglie l’acqua di due sistemi fluviali. L’espansione urbana, avvenuta senza un adeguato piano di sviluppo e regolamentazione, ha aggravato il rischio di inondazioni, con la costruzione di strade che ostacolano il drenaggio naturale. La conversione di ampie aree del bacino in piantagioni di gomma ha ulteriormente compresso il deflusso delle acque pluviali verso il Lago Songkhla, ora sempre più poco profondo a causa dell’erosione e della sedimentazione.
Con il cambiamento climatico, la stagione dei monsoni diventa sempre più piovosa e gli eventi di pioggia estrema si verificano con maggiore frequenza. Hat Yai potrebbe affrontare un’altra catastrofe inondativa nel giro di cinque anni, o persino nella prossima stagione delle piogge.
Soluzioni Strutturali e Infrastrutture Obsolete
All’indomani dello scorso disastro, si è discusso su come mitigare e prepararsi per futuri eventi alluvionali. Gli interventi proposti variano dall’ottimizzazione della modellazione delle inondazioni al rafforzamento dei sistemi di allerta precoce. Tuttavia, la città si è storicamente basata su misure di ingegneria pesante che, sebbene progettate per gestire l’acqua, non sono riuscite a prevenire i recenti disastri.
Gli interventi, come il Canale R.1, sono stati ampliati nel tentativo di migliorare la capacità di drenaggio, ma ogni ampliamento ha coinciso anche con l’ulteriore crescita urbana. Questo ha generato false sicurezze, incoraggiando una continua espansione di abitazioni e attività commerciali in aree vulnerabili.
Un Futuro Sostenibile: Soluzioni Basate sulla Natura
In risposta all’insufficienza delle infrastrutture convenzionali, si sta diffondendo un interesse per le soluzioni basate sulla natura (NbS), che mirano a ripristinare gli ecosistemi naturali per migliorare il drenaggio e la protezione dalle inondazioni. Queste includono la riforestazione nelle aree a monte, il ripristino delle zone umide e la riconnessione delle pianure alluvionali.
Chakrit Bhocharuang, della Songkhla Community Foundation, sottolinea la necessità di integrare approcci più naturali nelle nuove aree urbane: “La inondazione ha distrutto la fiducia nella protezione dalle alluvioni e costringe a ripensare la pianificazione dell’uso del suolo.”
Questi approcci sollevano sfide significative per una città che è stata costruita in un’area naturalmente soggetta a inondazioni. Ripristinare i canali di drenaggio naturale richiederebbe, infatti, un riposizionamento delle abitazioni e delle attività commerciali, complicando notevolmente il processo.
La Necessità di Cooperazione Istituzionale
Le sfide politiche ed economiche sono notevoli. La pianificazione e l’uso del suolo attuali mirano a massimizzare i benefici economici immediati, rendendo difficile l’attuazione di progetti NbS su scala più ampia. Senza un quadro amministrativo adeguato per operare su scala metropolitana, queste collaborazioni si dimostrano complicate, il che può ostacolare notevolmente il progresso verso una Hat Yai più resiliente.
Perché queste soluzioni siano efficaci, è fondamentale una pianificazione che tenga conto dell’intero bacino del Lago Songkhla. Attualmente, non esiste un reale incentivo per le autorità locali a lavorare insieme su tali progetti, lasciando che le soluzioni ingegneristiche continuino a dominare le politiche di sviluppo della città.
Fonti:
- Thai Government’s Geo-Informatics and Space Technology Development Agency (GISTDA)
- Songkhla Community Foundation
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