Le foreste tropicali australiane emettono più carbonio di quanto ne catturino, secondo uno studio.

I Tropici Australiani e la Crisi del Carbonio

Un nuovo studio pubblicato nella rivista Nature ha sollevato preoccupazioni importanti riguardo alle foreste tropicali umide in Australia, che ora emettono più carbonio di quello che captano. Questo rappresenta il primo caso documentato di foreste tropicali che passano da serbatoi di carbonio a fonti di emissioni. I ricercatori hanno analizzato quasi cinquant’anni di dati e hanno scoperto che intorno all’anno 2000, queste foreste hanno smesso di assorbire più carbonio di quanto ne emettessero, invertendo il loro ruolo. La principale causa identificata è l’aumento della mortalità degli alberi, che è raddoppiata rispetto ai decenni precedenti, mentre la crescita nuova non riesce a compensare questa perdita.

Il cambiamento climatico e i cicloni sono tra i principali fattori responsabili di questa tendenza preoccupante. Le specie di alberi delle foreste pluviali australiane si sono evolute per prosperare in condizioni calde e umide, ma ora si trovano a fronteggiare temperature estreme e siccità prolungate, che danneggiano i loro tessuti e ostacolano la crescita.


Analisi delle Dati e Impatti Ambientali

Lo studio ha esaminato quasi cinque decenni di dati di monitoraggio forestale nella parte nord-orientale del Queensland. Tra il 1971 e il 2019, i ricercatori hanno monitorato circa 11.000 fusti di alberi attraverso 20 plot di foresta, misurando le variazioni di carbonio immagazzinato nei tronchi e nei rami. Prima del 2000, le foreste assorbivano circa 0,62 tonnellate metriche di carbonio per ettaro all’anno. Tuttavia, nell’ultimo decennio analizzato, queste foreste hanno iniziato a emettere 0,93 tonnellate per ettaro annualmente.

Quali sono le cause della morte degli alberi? In cima all’elenco vi è il cambiamento climatico. Le fluttuazioni di temperatura si sono rivelate particolarmente distruttive. Infatti, confrontando le recenti condizioni con quelle tra il 1981 e il 2010, si è osservato un aumento medio delle temperature di 0,83 °C.


Eventi di calore estremi si sono intensificati del 50-80% rispetto a quanto previsto dai modelli climatici per il 2050, portando le foreste a subire già gli effetti di un riscaldamento simile a quello previsto per metà secolo. Hannah Carle, la principale autrice dello studio, ha sottolineato che il cambiamento descritto è principalmente dovuto all’aumento della mortalità degli alberi, causato da temperature estreme e siccità atmosferiche.

Anche i cicloni sono un fattore significativo che contribuisce a questo problema. L’analisi ha dimostrato che questi eventi climatici aumentano i tassi di mortalità degli alberi di circa un quinto oltre la norma, e possono sopprimere la crescita per circa sei anni dopo ogni evento. Più della metà degli alberi monitorati ha subito almeno un ciclone durante il periodo dello studio.


Il Ruolo delle Foreste Tropicali nel Futuro del Carbonio

Le foreste tropicali rimangono alcuni degli ecosistemi più ricchi di carbonio del pianeta, accumulando circa 209 tonnellate metriche di carbonio per ettaro. Inoltre, queste foreste ospitano una biodiversità eccezionale e sostengono culture e mezzi di sussistenza. Nonostante la perdita di capacità di assorbimento del carbonio, Carle ha osservato che esistono ancora segnali positivi. La vegetazione delle foreste ha mostrato un incremento del 20% in verde dal 1980, suggerendo un aumento della fotosintesi, anche se questo non si traduce in crescita legnosa. Variabili come calore, scarsità d’acqua e carenze nutrizionali stanno limitando la crescita, nonostante l’aumento del CO₂ atmosferico.

Il tempo di residenza del carbonio, cioè quanto tempo il carbonio rimane immagazzinato negli alberi, è diminuito drasticamente. Prima del 1990, il carbonio rimaneva bloccato in queste foreste per una media di 85 anni; ora, questo valore è sceso a soli 46 anni, inferiore a quello di foreste in amazzoniche e africane.


Sebbene questo sia il primo studio ad attestare un cambiamento da serbatoio a fonte di carbonio in una foresta tropicale, taluni studi hanno già dimostrato che il bacino amazzonico emette gas serra e ha registrato la regione amazzonica brasiliana come una fonte di carbonio in gran parte a causa degli incendi.

La ricerca riconosce che questi dati riguardano solo la biomassa legnosa sopra il suolo e non includono dinamiche delle radici, dei suoli e della chioma. Analisi future che misurano l’intero scambio di carbonio degli ecosistemi forniranno un quadro più completo della situazione.


Avvertimenti per gli Ecosistemi Tropicali Globali

Non è chiaro se altre foreste tropicali nel mondo seguiranno il percorso dell’Australia. Le foreste sudamericane mostrano un indebolimento dell’assorbimento di carbonio, mentre quelle africane non mostrano lo stesso andamento. Le foreste tropicali australiane si estendono per circa 1 milione di ettari e affrontano condizioni climatiche più severe rispetto ai sistemi tropicali più comuni. Potrebbero quindi servire come avvisaglie per potenziali cambiamenti in complessi forestali più ampi in Amazzonia, Africa e Asia.

Scott Denning, professore di scienze atmosferiche alla Colorado State University, ha dichiarato che per decenni, le piante a livello globale sono cresciute più rapidamente di quanto non siano morte, contribuendo così a ridurre le emissioni di carbonio. “Ora stiamo vedendo i limiti di quel processo”, ha affermato. Questo significa che la società dovrà lavorare di più per eliminare i combustibili fossili dall’economia mondiale, poiché non potremo più contare sulle foreste tropicali per ripulire dopo di noi.


Fonti:

  • Carle, H., et al. (2025). Aboveground biomass in Australian tropical forests now a net carbon source. Nature, 646(8085), 611-618. doi:10.1038/s41586-025-09497-8
  • Bauman, D., et al. (2022). Tropical tree mortality has increased with rising atmospheric water stress. Nature, 608(7923), 528-533. doi:10.1038/s41586-022-04737-7

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Luigi Salemi: