Riunione dei Conservazionisti a Nairobi: Investimenti per le Comunità Locali
Questa settimana, a Nairobi, si svolgerà il 5° Congresso sul Business della Conservazione, con un focus importante sui finanziamenti destinati alle comunità locali. Questo approccio non solo favorisce l’equità, ma rappresenta anche una strategia pratica per garantire risultati sostenibili e di successo. Programmi di conservazione guidati dalle comunità hanno dimostrato di essere più efficaci, ma affinché il finanziamento per la conservazione sia realmente efficace, è fondamentale coinvolgere attivamente le comunità e le organizzazioni che le supportano.
Recenti studi avvertono che, se non si modifica il modo in cui vengono gestiti i finanziamenti per la conservazione, la direzione attuale non cambierà. Gli autori di un’opinione espressione su questo tema affermano che le comunità dovrebbero essere viste non solo come beneficiari, ma come gestori de facto del capitale naturale.
Riconsiderare il Modello di Finanziamento per la Conservazione
Un interrogativo centrale emerge: cosa rende un progetto di conservazione realmente investibile e scalabile? Negli ultimi trent’anni, enormi somme di denaro sono state investite in questo campo, ma la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico stanno aumentando. È essenziale riflettere se l’approccio attuale di finanziamento abbia realmente portato ai risultati sperati.
Il problema non è la mancanza di impegno o di capitali, bensì una cattiva interpretazione su come funziona la conservazione nella pratica. Dall’esperienza sul campo, emerge che i modelli di conservazione guidati dalla comunità sono più efficienti e resilienti rispetto ai tradizionali approcci dall’alto verso il basso.
Infatti, le comunità hanno dimostrato di gestire le proprie risorse naturali in modo più efficiente, riducendo i costi di enforcement e aumentando il rispetto delle norme attraverso la fiducia sociale. Un esempio significativo è fornito dalla gestione delle aree di fauna selvatica (WMA) nella Tanzania centrale, dove le comunità pastorali riescono a proteggere le proprie terre e mezzi di sussistenza, anche senza una piena devoluzione dei diritti di gestione.
Modelli di conservazione ancorati al territorio mostrano anche una maggiore resilienza, mantenendosi stabili anche in un contesto di shock finanziari e politici globali. Durante la pandemia di COVID-19, le aree gestite dalla comunità hanno continuato a raggiungere i propri obiettivi, senza un aumento del bracconaggio o della distruzione dell’habitat, nonostante la quasi assenza di finanziamenti.
Questi risultati non sono casuali. La maggior parte della biodiversità rimasta si trova su terre gestite da comunità locali, che mantengono almeno un terzo dei paesaggi ecologicamente intatti del mondo e che, spesso, sperimentano tassi di deforestazione e degrado più bassi rispetto ad altre aree.
Le comunità non dovrebbero essere solo considerate come implementatori temporanei di progetti, ma come custodi a lungo termine del capitale naturale.
Verso un Miglioramento della Governance nella Conservazione
Malgrado ciò, il finanziamento per la conservazione non ha ancora assorbito appieno questa realtà. Le strutture di finanziamento tendono a trattare le comunità come attuatori di progetti a breve termine, il che impedisce una gestione efficace delle risorse naturali. È cruciale riallineare i finanziamenti con la gestione locale per garantire non solo equità, ma anche risultati sostenibili.
Il modello attuale, in cui le ONG guidano l’agenda e si rendono conto principalmente verso i donatori, non è più sostenibile. Investire in istituzioni locali capaci di gestire le risorse nel lungo periodo è fondamentale per garantire un cambiamento duraturo. L’approccio deve evolversi per includere incentivi locali e una visione di lungo periodo che migliori i risultati sia per le persone che per la natura.
Tale sostegno a lungo termine è essenziale, poiché progetti a breve termine e una cattiva allocazione delle risorse possono erodere la fiducia e compromettere lo sviluppo istituzionale, indebolendo alla fine la fiducia di donatori e investitori. Quando i risultati non soddisfano le aspettative, i finanziamenti tendono a scomparire.
In oltre 30 anni di attività nel settore, eventi come il Congresso di Nairobi rappresentano opportunità importanti per riconsiderare il finanziamento della conservazione, pensando a un futuro dove le comunità siano riconosciute come elementi centrali nella gestione sostenibile delle biodiversità.
Questo cambiamento di paradigma non solo beneficerà le comunità e l’ambiente, ma offrirà anche vantaggi a donatori, investitori e governi, supportando uno sviluppo sostenibile a lungo termine.
Investire nella governance non deve essere visto come una spesa, bensì come un investimento strategico per garantire l’efficacia di tutti gli altri interventi.
Per ulteriori approfondimenti sul tema, si possono consultare fonti quali il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e la World Wildlife Fund (WWF).
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