Le città dominano i mari: il potere delle metropoli sulle acque.

L’Influenza delle Città sulla Conservazione degli Oceani

Molti dei fattori che determinano lo stato degli oceani si decidono a terra. Porti che controllano gli accessi, città che regolano le operazioni navali e acquirenti municipali che definiscono la domanda di pesce, sono tutti elementi che influenzano in modo significativo la salute marina. Sebbene le normative nazionali e i trattati internazionali ricevano più attenzione, è importante riconoscere che anche le decisioni prese a livello urbano possono avere un impatto considerevole sugli ecosistemi marini.

L’importanza dei Porti nella Regolazione delle Attività Marittime

I porti moderni non sono semplici approdi, ma complessi sistemi regolatori. Le navi non possono semplicemente arrivare e scaricare le merci: devono rispettare requisiti di sicurezza, ambientali e operativi locali. Per esempio, i porti di Los Angeles e Long Beach hanno adottato un Piano d’Azione per l’Aria Pulita che ha incentivato le compagnie di navigazione a utilizzare combustibili più puliti e power shore. L’attenzione principale era indirizzata al problema dello smog urbano, non alla conservazione marina. Questo intervento ha portato a una significativa riduzione delle emissioni di gas serra e dei pollini in uno dei corridoi marittimi più trafficati al mondo.


Anche il settore degli acquisti pubblici offre un canale di grande risonanza, spesso sottovalutato. Le grandi città acquistano enormi quantità di cibo per le loro istituzioni pubbliche. Se questi acquirenti adottano criteri di sostenibilità per il pesce, possono influenzare le catene di approvvigionamento in modi che la politica nazionale spesso fatica a realizzare. Ad esempio, molte città degli Stati Uniti seguono linee guida fornite da istituzioni come il programma Seafood Watch del Monterey Bay Aquarium.

In Brasile, è stato scoperto che la carne di squalo veniva servita nei pranzi scolastici senza la conoscenza dei genitori, portando il governo dello stato di Rio de Janeiro a vietare i prodotti a base di squalo nelle mense pubbliche. Questo episodio ha evidenziato come gli acquisti istituzionali possano avere un impatto profondo sulle supply chain della pesca.

Il Ruolo della Filantropia e delle Iniziative Oceaniche

Le iniziative filantropiche orientate verso la conservazione degli oceani possono trovare grande efficacia nel sostenere azioni a livello urbano, come l’elettrificazione dei porti e lo sviluppo di sistemi informativi. Ad esempio, l’Iniziativa Oceani Vivaci, sostenuta da Bloomberg Philanthropies e realizzata da gruppi come Oceana e il Wildlife Conservation Society, si concentra sulla riforma delle politiche di pesca a livello nazionale. Tuttavia, molte delle attività di pesca che cerca di migliorare influenzano i mercati locali delle città costiere. Dove gli acquirenti urbani premiano la trasparenza e la sostenibilità, le riforme acquatiche possono guadagnare slancio commerciale.


In questo contesto, il data-sharing si sta affermando come un terzo strumento cruciale. Sempre più città adottano sistemi avanzati di monitoraggio per il traffico, la qualità dell’aria e le infrastrutture. Estendere questo approccio alle attività marine può portare a benefici inaspettati. Global Fishing Watch, supportato da un consortium di aziende filantropiche e partner tecnologici, utilizza dati satellitari per tracciare i movimenti delle navi a livello globale. Sebbene sia principalmente uno strumento per l’applicazione delle leggi nazionali, i suoi dati possono essere utilizzati dalle autorità portuali per decidere quali navi ammettere o ispezionare.

L’agilità urbana nella governance degli oceani

L’agilità delle città è fondamentale poiché la creazione di politiche nazionali può essere lenta e macchinosa. Le riforme della pescasì spesso coinvolgono interessi consolidati e negoziazioni complesse. Le normative internazionali sul trasporto marittimo devono passare attraverso organismi come l’Organizzazione Marittima Internazionale, dove il raggiungimento di un consenso richiede tempo. Al contrario, i governi cittadini a volte possono agire attraverso misure amministrative o decisioni di acquisto che si possono implementare in pochi mesi.

Un’altra considerazione importante è che, sebbene le città non possano gestire gli stock ittici migratori negli oceani aperti o far rispettare le norme di conservazione lontano dalla costa, possono esercitare un’ottima influenza sulle pratiche locali. Questo impatto è particolarmente evidente nelle città costiere che subiscono direttamente le conseguenze del declino degli oceani, come inondazioni, collassi delle risorse ittiche e spiagge inquinate.


Le Opportunità per una Governance Collaborativa e Sostenibile

Le città non devono prendere il posto dei governi nazionali nella governance degli oceani, ma possono funzionare come centri operativi dove le politiche incontrano la pratica. Le navi attraccano nei porti, non nei ministeri. Il pesce viene venduto nei mercati, non nei trattati. Gli standard ambientali applicati nei punti di contatto possono modificare i comportamenti upstream senza clamore.

In un’epoca in cui la cooperazione internazionale è messa a dura prova, è cruciale prestare attenzione a questi strumenti pratici. Sebbene le città non ricevano sempre l’attenzione mediatica che meritano per le loro politiche oceaniche, la loro influenza cumulativa è considerevole. Se la filantropia cerca interventi scalabili e duraturi, la governance urbana offre un terreno promettente. Le decisioni che influenzano gli oceani vengono spesso prese a terra, nei municipi e nelle autorità portuali. Riconoscere questo aspetto può ampliare gli strumenti disponibili per proteggere gli oceani del mondo, un porto e un mercato alla volta.

Fonti:

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Luigi Salemi: