Le aree marine protette vietano le barche da pesca, ma non possono fermare la deriva.
L’Impatto degli dFADs sulle AMP
Il problema dei dFADs aggiunge un ulteriore livello di complessità. Anche un’AMP ben gestita può trovarsi in difficoltà con l’attrezzatura da pesca che drifts autonomamente. Spesso, il dispositivo non ha un proprietario visibile e potrebbe rimanere in altre giurisdizioni dopo aver lasciato il gruppo di pesca originale.
Inoltre, i dFADs possono intrappolare tartarughe, squali e altre forme di vita marina, contribuendo all’accumulo di rifiuti in zone ecologicamente sensibili, e i danni possono continuare anche dopo che il rischio di intrappolamento è stato ridotto. Le nuove design moderne sono progettate per ridurre questo rischio, ma le conseguenze per l’habitat, come il danneggiamento delle barriere coralline e il blocco degli nidi delle tartarughe, rimangono rilevanti.
Il Costo della Conservazione
Le rimozioni di dFADs impongono oneri finanziari e logistici sui gestori delle AMP e sulle comunità vicine. La rimozione può richiedere mezzi, carburante, e tempo di lavoro, rendendo difficile la gestione in piccole comunità insulari che già affrontano pressioni sui sistemi di raccolta dei rifiuti.
In un’analisi del costo di rimozione della plastica marina accumulata presso l’Atollo di Aldabra, si è stimato che occorrono milioni di dollari e migliaia di ore di lavoro per rimuovere i detriti, una grande parte dei quali è attribuibile all’attività di pesca.
Soluzioni e Raccomandazioni
Per affrontare i problemi causati dai dFADs, è essenziale implementare misure più efficaci. Le proposte includono limiti al numero di dispositivi in mare, una migliore progettazione e tracciabilità completa durante tutto il ciclo di vita del dFAD. Inoltre, regole di responsabilità economica potrebbero garantire che le aziende si facciano carico dei costi di smaltimento e pulizia.
Le certificazioni di sostenibilità potrebbero anche includere valutazioni più complete di impatto, tenendo conto degli effetti delle attrezzature derivate disposte nei luoghi protetti, consentendo una maggiore trasparenza sulle responsabilità.
Il messaggio chiave per le aree marine protette è chiaro: la protezione è più efficace contro le minacce governabili all’interno dei confini, ma è limitata dalle pressioni mobili e dalle industrie lontane. Un’AMP non dovrebbe diventare il luogo in cui le attrezzature di altri diventano il problema di qualcun altro.
Per ulteriori dettagli su questo tema, si possono consultare fonti ufficiali come lo studio di Schiller et al. (2026) e altre ricerche pubblicate in Science Advances, Nature e Conservation Biology.
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