Le Parti Cambiano: La Revoca della Regola sulle Terre Pubbliche
L’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha recentemente annullato la Regola sulle Terre Pubbliche del 2024, che stabiliva che la conservazione delle terre pubbliche dovesse avere la stessa priorità delle attività industriali per l’accesso ai permessi di utilizzo. Questa modifica riguarderà 245 milioni di acri (99 milioni di ettari) di terre pubbliche gestite dal Bureau of Land Management (BLM), che rappresentano circa il 10% del territorio statunitense riservato a numerose attività private, tra cui pascolo, estrazione mineraria, sviluppo energetico e, fino a poco tempo fa, conservazione.
Il Dipartimento dell’Interno (DOI), nel registro federale, ha dichiarato che “annullando la Regola del 2024, il BLM elimina meccanismi – come i contratti di ripristino e mitigazione – che minacciavano di limitare l’uso produttivo delle terre pubbliche.”
Impatto sulle Specie Autoctone: I Bufali in Montana
Un esempio concreto dell’impatto di questa decisione si trova nello stato del Montana. Circa 950 bufali americani (Bison bison) pascolano su 63.000 acri (25.495 ettari) di terre federali dal 2022. Tuttavia, il DOI, che sovrintende il BLM, ha revocato quel permesso di pascolo l’8 maggio, pochi giorni prima di annullare la Regola sulle Terre Pubbliche.
Il segretario agli Interni Doug Burgman ha affermato che, secondo le leggi federali sul pascolo, i permessi per le terre pubbliche possono essere rilasciati solo per animali destinati “primariamente all’uso per la loro carne, latte o altri prodotti animali.” Ha aggiunto che ci sono prove rilevanti che indicano che i bufali sono destinati a “qualche altro scopo, come la conservazione.”
Prima della colonizzazione europea, si stima che più di 100 milioni di bufali vagassero nelle pianure, fungendo da “ingegneri degli ecosistemi, plasmando comunità ecologiche sane e diversificate”, come riconosciuto dal DOI nella sua Iniziativa di Conservazione dei Bufali del 2020. Oggi, ne restano circa 530.000, per la maggior parte allevati come bestiame.
Storicamente, i bufali hanno rappresentato una risorsa vitale per la sopravvivenza dei Nativi Americani nel West degli Stati Uniti. “I bufali sono nostri parenti. Abbiamo obblighi ancestrali e spirituali di prenderci cura di loro, così come essi si prendono cura di noi,” ha scritto J. Garret Renville, presidente della Coalizione dei Grandi Tribù Native Americane, in una protesta formale contro la decisione del DOI. “Il nostro successo come popolo dipende dal loro successo. La nostra storia, i nostri futuri e i nostri destini sono intrecciati.”
Alison Fox, CEO di American Prairie, l’ONG con sede in Montana che possiede il gregge di bufali in questione, ha dichiarato in un comunicato che “questa decisione abbandona decenni di politiche federali coerenti”.
Il Western Watersheds Project, un’ONG dell’Idaho, ha dichiarato che il BLM sta “inventando un nuovo standard per i permessi di pascolo per il bestiame al fine di giustificare il loro atteggiamento favorevole ai bovini.” Renville ha aggiunto che, scritta in questo modo, “è improbabile che qualsiasi governo tribale o qualsiasi cittadino tribale che possieda un gregge di bufali possa mai essere idoneo ai permessi di pascolo del BLM.”
Il BLM ha annunciato che i bufali di American Prairie devono essere rimossi entro il 30 settembre. In un’email a Mongabay, American Prairie ha dichiarato: “stiamo ancora aspettando una decisione sulla nostra richiesta di un’ingiunzione preliminare.” Il BLM ha rifiutato di commentare poiché il caso è soggetto a contenzioso.
Per ulteriori informazioni sulle politiche relative ai bufali e alla gestione delle terre pubbliche, è possibile visitare il sito ufficiale del [Department of the Interior](https://www.doi.gov/) e consultare il [Bureau of Land Management](https://www.blm.gov/) per aggiornamenti sulle normative
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