L’Amazzonia può decidere le sorti della lotta contro il cambiamento climatico.

L’Amazonia: Un Viaggio tra Opportunità e Minacce

Dopo cinquant’anni di studi sulle piante e le comunità dell’Amazzonia, Mark Plotkin, etnobotanico e co-fondatore del Team di Conservazione dell’Amazzonia, si trova ancora a dover rispondere alla domanda se il bicchiere della foresta pluviale sia mezzo pieno o mezzo vuoto. La sua risposta non è cambiata: “Per definizione, un bicchiere che è mezzo pieno è anche mezzo vuoto.” Ciò che Plotkin intende sottolineare in un suo commento su Mongabay è l’importanza di essere accurati rispetto a una regione dove progresso e pericolo coesistono.

Quando Plotkin arrivò per la prima volta negli anni ’70, l’Amazzonia non aveva un posto riconosciuto nella coscienza globale. Scientisti come Richard Schultes, Tom Lovejoy ed E.O. Wilson contribuirono a cambiare questa percezione, trasformando la foresta da “inferno verde” a scrigno di biodiversità. Leader e attivisti indigeni come Payakan e Chico Mendes aggiunsero una dimensione politica cruciale. Il Summit della Terra del 1992 a Rio de Janeiro rappresentò un momento di grande attenzione internazionale verso la questione ambientale.


Le Fluttuazioni della Deforestazione

Negli anni successivi, i trend riguardanti la deforestazione hanno avuto andamenti contrastanti. In Brasile, la deforestazione ha raggiunto picchi elevati alla fine del ventesimo secolo, per poi subire un crollo all’inizio del 2000, rialzarsi dopo il 2019 e infine ricadere nel 2023. Dinamiche simili stanno avvenendo in Bolivia, Colombia e Perù. Tuttavia, milioni di ettari sono oggi protetti in qualche forma, e i territori indigeni mostrano generalmente tassi di perdita più bassi.

È importante notare anche il rovescio della medaglia: le reti criminali sono aumentate nei settori minerario, forestale e nell’accaparramento di terre. La contaminazione da mercurio, la violenza e la corruzione minano la governance locale. Un cambiamento climatico in corso ha alterato i modelli delle precipitazioni, seccando ecosistemi che un tempo non bruciavano. Gli incendi avvenuti negli ultimi anni hanno offerto ai governi un monito chiaro: la lotta globale al cambiamento climatico potrebbe non essere vinta in Amazzonia, ma può sicuramente essere persa lì.


Plotkin evidenzia che il futuro della foresta dipende dal riconoscimento del suo potenziale agricolo e medico. Dalla diversità della manioca a composti derivati da funghi e animali, le possibilità terapeutiche sono molteplici. Egli sottolinea, inoltre, il crescente ruolo delle comunità indigene, le cui capacità politiche e tecnologiche si sono potenziate nel tempo.

In un contesto così complesso, diventa cruciale l’impegno collettivo per la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali. Le comunità locali rivestono un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella protezione degli ecosistemi, grazie alla loro conoscenza ancestrale e alla loro connessione profonda con la terra.

Il messaggio che Plotkin trasmette è chiaro: l’Amazzonia ha più sostenitori che mai, ma affronta anche minacce senza precedenti. La direzione che prenderà il futuro della foresta dipenderà dalla rapidità con cui si muoveranno le forze in gioco per proteggerla.

Leggi il commento completo di Mark J. Plotkin su Mongabay.

Immagine della Foresta Pluviale Amazzonica di Rhett A. Butler/Mongabay.


Le informazioni fornite in questo articolo sono basate su ricerche recenti e su dati di fonti ufficiali come il WWF e l’IPCC, che monitorano la situazione ambientale in Amazzonia e in altre regioni del mondo. Promuovere una maggiore consapevolezza sulla conservazione delle foreste tropicali è fondamentale, non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere umano e la stabilità climatica globale.

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Luigi Salemi: