L’Africa e la governance oceanica: intervista a David Willima sulle sfide future.
Le Sfide Affrontate dalle Aree Marine Protette
Le difficoltà maggiori che i governi devono affrontare riguardano principalmente i propri interessi economici, in particolare la pesca e il mining in acque profonde. La geografia complessa delle alte maree in regione rende difficile la protezione delle aree marine, poiché le flotte da pesca distant-water, come quelle di Taiwan, possono facilmente muoversi tra acque internazionali e costiere. La mancanza di capacità di pattugliamento da parte degli stati africani accentua il problema, rendendo la regione vulnerabile alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU).
Secondo Willima, l’impatto dell’IUU su Africa è grave, con perdite stimate superiori a 10 miliardi di dollari all’anno. Questa situazione pone interrogativi su come la creazione di AMP nelle alte maree potrebbe influenzare le attività di pesca nelle acque costiere e se i piani per le AMP saranno accompagnati da investimenti nelle capacità di sorveglianza e enforcement.
Per cambiare il corso degli eventi, sarà necessario un coordinamento efficace tra trattati commerciali e accordi sulla pesca. La sincronizzazione dell’entrata in vigore di questi accordi con il Trattato delle Altee Maree offre un’opportunità reale per gli stati africani.
Importanza di Saya de Malha e il Futuro delle Alte Maree
Saya de Malha rappresenta un’area di grande importanza ecologica ed economica, caratterizzata da letti di fanerogame e habitat per mega-fauna marina. Le navi da pesca operano in queste acque, approfittando dell’assenza di protezioni adatte. La collaborazione tra Mauritius e Seychelles per la giurisdizione delle risorse sottomarine lascia un vuoto normativo sull’uso delle acque sovrastanti a beneficio di flotte lontane.
Nel 2027, si terrà la prima Conferenza delle Parti (COP) del BBNJ presso le Nazioni Unite. Attualmente, l’Africa ha raggiunto 19 ratifiche del trattato, con ulteriori processi in corso. Sarà fondamentale analizzare come l’Africa si presenterà alla COP, quali conoscenze scientifiche e tradizionali porterà in questo importante forum internazionale.
L’industria della pesca e il mining in acque profonde sono interconnessi e rappresentano sfide significative. I minerali per il mining in acque profonde sono spesso gli stessi di cui hanno bisogno le economie africane terrestri. La questione delle royalties e dei rischi associati al mining deve essere trattata con urgenza.
Un Futuro Sostenibile per l’Africa
Willima sottolinea che ci sono segni di positività. Malawi ha chiesto una pausa precauzionale sul mining in acque profonde, mostrando leadership inaspettata da un paese senza accesso al mare. Inoltre, Paesi come Kenya e Madagascar stanno seguendo l’esempio. Sforzi concreti si stanno intraprendendo anche nella sicurezza marittima, con iniziative per combattere l’IUU.
Il futuro per l’Africa nell’ambito delle alte maree e delle aree marine protette appare promettente. Con l’impegno e la cooperazione tra i vari paesi, è possibile migliorare la governance marina e affrontare le sfide esistenti, garantendo così una protezione durevole delle risorse marine.
Fonti autorizzate per ulteriori approfondimenti:
- Istituto per gli Studi di Sicurezza (ISS)
- Unione Africana (UA)
- Greenpeace
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it
