La vedova di un ambientalista in Brasile: una lotta per la sopravvivenza e la sicurezza.
La storia di Maria: una lotta per la giustizia e la sopravvivenza
Nel 2015, l’ambientalista Raimundo dos Santos Rodrigues è stato assassinato in un agguato nella Riserva Biologica Gurupi, nel Maranhão, Brasile, dove ricopriva un ruolo nel consiglio consultivo. L’omicidio è stato orchestrato da un allevatore locale che stava effettuando tagli illegali di legname. La moglie di Raimundo, Maria, è sopravvissuta all’attacco ma ha trascorso oltre dieci anni in un programma di protezione governativa in un altro stato, costretta a vivere invisibile per sfuggire alle minacce e all’inefficienza dello Stato nell’indagare e perseguire i crimini socio-ambientali.
Il processo di giustizia
Nella notte del 29 aprile 2026, un giudice ha finalmente pronunciato la condanna per Francisco da Silva Sousa, un ex poliziotto militare, che è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Raimundo e del tentato omicidio di Maria. La sentenza di 35 anni e quattro mesi di carcere ha seguito un processo di oltre 16 ore. Da Silva, 66 anni, è stato portato direttamente in prigione dopo la sentenza, segnando un’importante tappa nel lungo cammino verso la giustizia.
Maria e Raimundo vivevano con i loro sei figli in un accampamento di agricoltori all’interno della riserva, in attesa di regolarizzare la loro situazione con l’Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria (INCRA). Il giorno dell’agguato, dopo aver svolto alcune commissioni, i due sono stati attaccati da uomini armati mentre tornavano a casa. Maria è stata colpita ma è riuscita a fuggire, mentre Raimundo è stato assassinato brutalmente.
