La più piccola selvaggia della Africa usa tane abbandonate per allevare i gattini.

La Piccola Gattina del Sudafrica: La Vita del Gatto a Piedi Neri

Il gatto a piedi neri (Felis nigripes), il più piccolo felino selvatico dell’Africa, utilizza le tane abbandonate dai conigli primaverili per allevare i propri cuccioli, secondo una nuova ricerca. Attualmente, si stima che meno di 10.000 esemplari di questi gatti vivano in natura. Gli studi su questi animali notturni sono piuttosto rari, il che rende ogni nuova scoperta preziosa per la loro conservazione.

Un team di ricercatori ha tracciato cinque gatti a piedi neri femmina equipaggiati con collari radio e ha esaminato oltre 50 tane nel sud della Namibia tra il 2020 e il 2021. Questo studio ha rivelato che il 98% dei rifugi utilizzati dai gatti era originariamente scavati e poi abbandonati da conigli primaverili (Pedetes capensis). Questi roditori endemici somigliano a una fusione tra un piccolo canguro e un coniglio e sono fondamentali per la sopravvivenza dei gatti a piedi neri, poiché le tane sotterranee forniscono un luogo sicuro per allevare i cuccioli durante le prime settimane di vita.


Il Ruolo Cruciale dei Conigli Primaverili

Secondo Harold Brindley, il principale autore dello studio e ricercatore presso l’Università di Città del Capo, non è possibile dimostrare che i gatti a piedi neri scomparirebbero senza i conigli primaverili, ma l’assenza di questi ultimi renderebbe i felini molto più vulnerabili. La ricerca ha utilizzato tecnologie di rilevamento remoto basate su laser per misurare le dimensioni dei tunnel e determinare quali specie li avessero creati. I gatti a piedi neri tendono a preferire tane con ingressi i cui diametri variano tra 10 e 27 centimetri, ignorando buchi più piccoli di roditori o tane più grandi di aardvark e porcupini.

Dopo che i cuccioli raggiungono circa sette settimane di vita, le madri di solito cambiano tenda più frequentemente, passando da un rifugio statico a uno mobile, spostandosi quasi ogni notte. In media, ogni gatta ha utilizzato 12 rifugi diversi durante il corso dello studio. Secondo gli autori, le madri potrebbero cambiare tana più frequentemente man mano che i cuccioli iniziano a esplorare il mondo per ridurre il rischio di predazione da parte di animali come i jackal (Lupulella mesomelas), i caracali (Caracal caracal) e altri predatori.


Un Predatore Efficiente e Vulnerabile

La ricerca ha anche evidenziato che i gatti a piedi neri sono tra i cacciatori felini più efficienti al mondo, con una percentuale di successo superiore a quella di leoni o leopardi. Questo comportamento predatorio è cruciale per la loro sopravvivenza, soprattutto in un habitat dove il rischio di predazione è elevato. Brindley ha affermato che è ovvio presumere che il rischio di predazione sia alto quando i cuccioli iniziano ad esplorare il loro ambiente mentre la madre cerca di cacciarsi per nutrirli e tenerli al sicuro.

La ricerca è rappresentativa di uno sforzo più ampio per comprendere il comportamento e le necessità ecologiche di questi felini misteriosi. Con gli habitat in pericolo e le popolazioni in declino, ogni informazione raccolta è fondamentale per programmare strategie di conservazione efficaci. I gatti a piedi neri non solo sono affascinanti per il loro comportamento, ma rivestono anche un ruolo ecologico importante nel mantenere l’equilibrio nelle loro comunità naturali.

È vitale per gli sforzi di conservazione considerare questi legami ecologici, in modo da proteggere non solo il gatto a piedi neri, ma anche le specie con cui condivide il suo habitat. La preservazione delle tane dei conigli primaverili, ad esempio, potrebbe diventare una priorità per garantire la sopravvivenza dei gatti a piedi neri. Questi interessanti risultati lanciano una luce nuova sulle dinamiche di predator-prey e sull’importanza della biodiversità.

Per approfondire ulteriormente la storia dei gatti a piedi neri e le loro interazioni con l’ambiente, leggi l’articolo completo di María de los Ángeles Orfila.

Immagine in evidenza: Gatti a piedi neri (Felis nigripes) nel sud della Namibia. Immagine gentilmente fornita da Alex Sliwa.

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Luigi Salemi: