La nuova sfida: dimostrare l’esistenza della fauna selvatica nel mondo moderno.

Immagini di fauna selvatica generate dall’IA: una nuova sfida per il giornalismo ambientale

I giornalisti di conservazione si trovano ad affrontare una problematica emergente: le immagini di fauna selvatica generate dall’intelligenza artificiale (IA). Si tratta di un fenomeno che, sebbene esistesse anche in passato con immagini false, ha assunto una nuova connotazione. La recente evoluzione della tecnologia ha reso le foto e i video sintetici estremamente convincenti, accessibili a costi contenuti e, soprattutto, capaci di diffondersi rapidamente sui social media come Facebook, WhatsApp, TikTok e LinkedIn. Questi clip possono circolare prima che qualcuno verifichi se ciò che mostrano sia reale, mettendo in discussione l’affidabilità delle informazioni visive.


L’importanza della verifica delle immagini sintetiche

Le immagini di fauna selvatica portano con sé un implicito messaggio di veridicità. Una fotografia di un animale raro, così come un fermo immagine di una fototrappola o un video che mostra un comportamento insolito, tende a suggerire all’osservatore che ciò rappresentato è accaduto realmente. Con il miglioramento delle tecniche di IA generativa, è fondamentale esaminare con maggior rigore queste presunzioni di autenticità. I rischi non sono meramente teorici. Video falsi di attacchi animali possono incrementare paure in aree già segnate da conflitti tra esseri umani e fauna selvatica, mentre immagini fabbricate di animali selvatici che si comportano come animali domestici possono alimentare la domanda nel mercato del commercio di animali esotici. Filmati fuorvianti di specie rare possono utilizzare risorse preziose di ricercatori, giornalisti, ONG e agenzie pubbliche, costringendoli a verificare la veridicità degli eventi documentati.


Questo scenario modifica anche il lavoro delle redazioni. Su Mongabay, dedicano ora più tempo ad analizzare l’origine delle immagini, la loro provenienza, i metadati, le ricerche per immagini inversa e l’utilizzo di strumenti forensi, assieme alla necessità di accertarsi che il fotografo, il ricercatore o l’istituzione siano riconosciuti e attendibili. Sebbene i detector di IA possano dimostrarsi utili in alcuni casi, non possono garantire alcuna certezza, e i problemi di falsi positivi e falsi negativi rimangono una costante.

L’IA ha già dimostrato la sua utilità nella conservazione; gli studiosi la utilizzano per analizzare le immagini delle fototrappole, i dati satellitari e le registrazioni bioacustiche. La vera criticità si verifica quando l’IA è impiegata per fabbricare eventi e presentarli come fatti reali. Per il giornalismo e la conservazione, il fattore fiducia è essenziale nella loro stessa operatività. È imprescindibile che le persone conoscano quali specie esistono, come si comportano e quali minacce devono affrontare. Con la diffusione dei media sintetici, diventa cruciale una rigorosa verifica delle fonti e un adeguato giudizio editoriale. Sarà altrettanto importante dimostrare che qualcosa di straordinario è reale.


Rhett Ayers Butler, fondatore di Mongabay, ha recentemente discusso con Hannah Kaplan del Wildlife Conservation Society nel podcast Wild Audio riguardo alle immagini di fauna selvatica generate dall’IA. È possibile ascoltare il podcast qui. La crescente sofisticazione di queste tecnologie richiede da parte dei giornalisti un’evoluzione delle competenze per affrontare una realtà in rapida trasformazione. Adattarsi a questo nuovo contesto è essenziale per mantenere la credibilità del giornalismo di conservazione e garantire la protezione della biodiversità.

Le immagini e i clip di fauna selvatica occhieggiano da schermi e dispositivi mobili, stimolando l’interesse e attirando l’attenzione. Ma è fondamentale che l’interesse pubblico si basi su dati concreti e verificabili, per garantire che gli sforzi di conservazione non vengano compromessi da false rappresentazioni. Con il supporto di fonti ufficiali e l’impegno nel fact-checking, il giornalismo di conservazione può continuare a svolgere un ruolo cruciale nel proteggere gli ecosistemi e le specie in via di estinzione.


Fonti: Mongabay, Wildlife Conservation Society.

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Luigi Salemi: