La numbat australiana, un tempo in pericolo, sta vivendo una rinascita incoraggiante.

Il numbat: simbolo della conservazione in Australia Occidentale

Il numbat, animale simbolo dell’Australia Occidentale, sta finalmente recuperando dopo decenni di sforzi per la conservazione. Secondo l’IUCN, l’autorità globale per la conservazione della fauna selvatica, questo marsupiale ha visto migliorare il suo status dopo essere stato classificato in pericolo per lungo tempo.

Per molti anni, il numbat, noto anche come formichiere striato (Myrmecobius fasciatus), era presente nella lista rossa dell’IUCN come specie in pericolo. Oggi, invece, è stato declassato a una categoria di minaccia inferiore, ossia “quasi minacciata”.


Un’ottima notizia per la biodiversità australiana

“Il declassamento del numbat da In Pericolo a Quasi Minacciato è il risultato su cui abbiamo lavorato negli ultimi 40 anni!”, ha dichiarato Tony Friend, ricercatore presso il Dipartimento della biodiversità, conservazione e attrazioni dell’Australia Occidentale (DBCA), in una comunicazione scritta. “Sono molto felice che lo status più sicuro che siamo riusciti a raggiungere con il numbat sia stato riconosciuto dall’IUCN.”

Questo marsupiale, caratterizzato da un manto rosso-bruno e appassionato di formiche e termiti, era una volta sull’orlo dell’estinzione, e fino alla fine degli anni ’70 erano rimasti solo circa 300 individui. La loro diminuzione era enfatizzata dall’introduzione di predatori, come la volpe rossa (Vulpes vulpes) e i gatti domestici (Felis catus), oltre a minacce legate alla distruzione degli habitat e ai cambiamenti nell’intensità e nella frequenza degli incendi.


Nel 2026, il numero di numbats è cresciuto a circa 2.000-3.000 individui, grazie a oltre 40 anni di azioni di conservazione intraprese da scienziati della fauna selvatica, dal DBCA, dal Perth Zoo, da organizzazioni di conservazione e da volontari della comunità.

Le squadre di conservazione hanno, ad esempio, eseguito operazioni per catturare e rimuovere volpi e gatti da alcune aree. Questo ha comportato un notevole aumento nei numeri dei numbats nelle due popolazioni originali, entrambe localizzate in Australia Occidentale: una di queste ha dimostrato di contare fino a 2000 esemplari, ha affermato Friend, che è anche membro del Gruppo di specializzazione per marsupiali e monotremi australasiani dell’IUCN SSC.


Le équipe di conservazione hanno anche creato aree recintate per tenere lontani i predatori non nativi e hanno stabilito nuove popolazioni utilizzando numbats rilocati da ambienti selvatici e zoo.

Queste popolazioni aggiuntive sono ora sopravvissute per almeno 10 anni, con la più antica risalente a oltre 30 anni fa. Secondo Friend, “le nuove popolazioni variano in numero, da 20-30 a 150-200, e sono diffuse in tutta l’Australia meridionale, con tre in Australia Occidentale, una in Australia Meridionale e una nel Nuovo Galles del Sud.”


Friend ha sottolineato che per garantire la sicurezza della specie, è fondamentale che aumentino sia il numero complessivo che la dispersione geografica delle popolazioni. Ciò contribuirà a proteggere il numbat da pressioni esterne come siccità, malattie o un aumento della predazione.

Nonostante la ripresa promettente, è importante procedere con cautela. I numeri totali, attualmente intorno a 3.000, sono ancora molto bassi per un’intera specie. “Questo successo è stato raggiunto grazie a un enorme sforzo sostenuto nel controllo dei predatori introdotti (volpi e gatti selvatici), e questo impegno deve continuare, altrimenti il numbat potrebbe rapidamente tornare a livelli critici o addirittura estinguersi”, ha affermato Friend.

Per ulteriori informazioni, puoi consultare le fonti ufficiali dell’IUCN e del DBCA che forniscono dati e aggiornamenti sullo stato del numbat.

Immagine in evidenza: Un numbat in Australia Occidentale. Immagine di © Kym Nicolson via iNaturalist (CC BY 4.0).

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Luigi Salemi: