La natura può prevalere sulla guerra nel Congo orientale? Scopriamo insieme.
La situazione del Parco Nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo
Nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, la pressione sul Parco Nazionale Virunga riflette dinamiche economiche e di governance più profonde, dove la conservazione della natura si confronta con bisogni immediati legati alla produzione di carbone e all’agricoltura. Emmanuel de Merode, direttore del parco, sottolinea che il declino ambientale è conseguenza del modo in cui le persone guadagnano da vivere. Per proteggere la biodiversità, è necessario affrontare temi come l’accesso all’energia, i posti di lavoro e i sistemi economici locali.
Virunga ha sviluppato un modello integrato fondato sull’energia rinnovabile, lo sviluppo di piccole imprese e l’accesso al credito, mirato a deviare gli incentivi dalle attività estrattive e conflittuali. Si propone l’istituzione di un Corridoio Verde, che estende questo approccio a livello nazionale, con l’intento di testare se un sistema economico sostenibile possa essere creato attorno alla conservazione delle foreste anziché alla loro distruzione, nonostante i conflitti e le restrizioni politiche in corso.
La realtà della conservazione nel Parco Nazionale Virunga
Le discussioni sulla conservazione in questa regione si concentrano spesso sulla perdita: foreste disboscate, fauna selvatica in pericolo e conflitti che si diffondono su paesaggi che una volta sostenevano alcuni degli ecosistemi più ricchi della Terra. Il Parco Nazionale Virunga, il più antico dell’Africa, ospita ghiacciai, vulcani, foreste e zone umide all’interno di una singola area protetta. Questo parco esiste in un contesto di decenni di instabilità, dove gruppi armati, economie informali e governance debole rappresentano una parte integrante della vita quotidiana.
Emmanuel de Merode non inizia dalla ecologia, ma dalla antropologia. La sua formazione lo porta a descrivere il parco come il frutto di forze più profonde. La perdita di foreste, il bracconaggio e l’insicurezza non sono solo problemi ambientali, ma derivano da come le persone guadagnano da vivere e da come l’autorità e le risorse sono gestite.
