La narrativa errata danneggia la natura: come riscriverla per il bene del pianeta.

Perspettiva degli Aborigeni: dalle Storie alla Sostenibilità

Tyson Yunkaporta, studioso indigeno e autore del libro “Right Story, Wrong Story: Adventures in Indigenous Thinking”, condivide con noi come le storie siano fondamentali nella formazione della nostra società. L’opera esplora come le narrazioni possano influenzare il nostro comportamento e, di conseguenza, il nostro rapporto con l’ambiente. Yunkaporta sottolinea l’importanza delle leggi, dei sistemi e della cultura indigena, evidenziando come questi elementi possano migliorare la società moderna, promuovendo una connessione profonda tra gli esseri umani e la natura.

Secondo Yunkaporta, identificare la “storia sbagliata” è un passo cruciale per correggere comportamenti dannosi e modi errati di governare. Quando le narrazioni si distorcono, si creano illusioni che giustificano il comportamento egoista, come ad esempio lo sfruttamento delle risorse naturali a scapito del benessere collettivo. Secondo lui, “è terribile misrepresentare le cose e fare false affermazioni,” dato che tali narrazioni possono avere un impatto diretta sul nostro ecosistema e sul futuro della nostra specie.


L’importanza di Cartografare le Storie Indigene

Yunkaporta racconta una storia aborigena affascinante: quella di Tidalik, una rana gigante che ha bevuto tutta l’acqua presente nel suo ambiente. Questa narrazione serve a riflettere sulla crisi attuale del costo della vita e sull’accumulo di ricchezze che spesso non viene condiviso. Le diverse specie animali cercarono di far ridere Tidalik affinché potesse restituire l’acqua alla terra. “Non mangiate i ricchi, intrattenete i ricchi,” è il messaggio che emerge in reazione all’egoismo e alla tirannia economica.

Yunkaporta evidenzia la necessità di ripensare le nostre relazioni e responsabilità, un concetto che definisce come “mente sacra”. Questo approccio implica vedere se stessi come parte di un tutto interconnesso, dove le relazioni con la natura e tra le persone sono fondamentali.

L’idea di appartenenza e connessione con la terra non è posizionamento, ma responsabilità,” afferma Yunkaporta, enfatizzando come ogni aspetto della nostra vita sia legato alle storie e alle relazioni che abbiamo.

La gestione sostenibile delle risorse naturali, attraverso le storie e le pratiche indigene, offre un’importante lezione su come possiamo affrontare le problematiche ecologiche del mondo moderno.


Yunkaporta esamina il concetto di “Prima Legge”, che rappresenta l’ordine etico e morale che deve essere rispettato da chi vive in armonia con la terra. “La prima relazione è tra la terra e le persone, la seconda è tra le persone,” afferma, sottolineando che il rispetto dell’ambiente è un prerequisito per instaurare relazioni significative tra individui.

In questo contesto, le leggi indigene offrono non solo un modello di governance, ma anche una guida per migliorare l’intera comunità. La cura per la terra riflette come trattiamo anche noi stessi, contribuendo a un ciclo virtuoso di responsabilità e rispetto.

Yunkaporta, parlando delle attuali sfide ecologiche e sociali, invita i lettori a riconsiderare le proprie narrazioni e a riscoprire la saggezza indigena per affrontare la crisi ecologica che stiamo vivendo. I racconti delle culture indigene contengono la saggezza necessaria per navigare le complessità moderne: “Ogni cultura ha le sue storie, e queste storie sono ciò che ci unisce tutti.”

Il rispetto e la valorizzazione delle storie indigene non sono solo un atto di riconoscimento, ma anche un passo necessario verso un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.


Questo linguaggio poetico porta in luce la necessità di un cambiamento culturale e sociale radicale. Piuttosto che vedere l’ambiente come una risorsa da sfruttare, dobbiamo riconoscerlo come un sistema vivente con cui collaborare. Le narrazioni, le storie e l’”esperienza vissuta” dei popoli indigeni ci danno le chiavi per una convivenza più rispettosa e giusta.

Il potere delle storie può non solo influenzare la nostra comprensione, ma può anche essere un catalizzatore per l’azione. Yunkaporta applica questo concetto all’attuale crisi della vita, suggerendo che la vera trasformazione derivi dalla nostra capacità di cambiare le narrazioni che raccontiamo a noi stessi e agli altri, migliorando così il nostro rapporto con la natura.

“Quando impariamo a raccontare le storie giuste,” conclude Yunkaporta, “possiamo veramente vedere il mondo che desideriamo costruire.”

Per approfondimenti ulteriori sui concetti trattati da Yunkaporta, è possibile consultare opere come “Sand Talk” e “Right Story, Wrong Story” per esplorare le connessioni tra comunità indigene e sostenibilità.

Fonti:

  1. Mongabay
  2. Yunkaporta, T. (2020). “Right Story, Wrong Story: Adventures in Indigenous Thinking”.
  3. Yunkaporta, T. (2019). “Sand Talk: How Indigenous Thinking Can Save the World”.

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Luigi Salemi: