La Malaysia rinnova la licenza di Lynas Rare Earths per 10 anni, chiede fine rifiuti radioattivi entro 2031.
Il Rinnovo della Licenza della Lynas Rare Earths in Malesia
KUALA LUMPUR, Malesia — Il governo malesiano ha rinnovato per dieci anni la licenza operativa della mineraria australiana Lynas Rare Earths, imponendo però la fermata della produzione di rifiuti radioattivi entro il 2031. Questa decisione è stata annunciata dal Ministro della Scienza, Chang Lih Kang, il quale ha specificato che qualsiasi scarto radioattivo prodotto nei prossimi cinque anni deve essere trattato e neutralizzato.
Situata nello stato centrale di Pahang, la raffineria Lynas è la prima installazione del genere al di fuori della Cina e opera dal 2012. La compagnia è stata coinvolta in una controversia riguardante le emissioni di radiazioni dai rifiuti accumulati nello stabilimento.
Misure di Sicurezza e Trattamento dei Rifiuti
Chang Lih Kang ha evidenziato che non sarà consentita l’installazione di un nuovo impianto di smaltimento permanente e che i rifiuti esistenti saranno stoccati in una struttura di smaltimento permanente ancora in costruzione, prevista per essere completata entro la fine dell’anno. Questa misura mira a garantire che la Malesia non accumuli ulteriori rifiuti radioattivi.
Lynas ha a disposizione cinque anni per adeguare le proprie strutture e potenziare le operazioni in un programma descritto dal Ministro come “rigoroso ma accelerato”. Risultati promettenti sono emersi da test di laboratorio che mostrano la possibilità di neutralizzare la radiazione nei rifiuti tramite l’estrazione del torio, anche se le tecnologie industriali richiedono tipicamente dai sette ai dieci anni per essere sviluppate.
Impatto Ambientale e Aspirazioni Future
Il rinnovo della licenza è arrivato dopo un’attenta valutazione tecnica che ha considerato gli interessi strategici della Malesia e gli impegni assunti da Lynas. Il Ministro ha affermato: “Non ci siamo opposti alla nostra promessa di prevenire l’accumulo di rifiuti radioattivi in Malesia. Rimaniamo impegnati in questa posizione, e attraverso questo rinnovo della licenza, puntiamo a raggiungere pienamente questo obiettivo entro il 2031”.
Le associazioni ambientaliste, dal canto loro, hanno a lungo contestato la raffineria Lynas, chiedendo l’esportazione dei rifiuti radioattivi. Sostengono che gli elementi radioattivi, tra cui torio e uranio, diventino più pericolosi attraverso processi meccanici e chimici, aumentando così i rischi per la salute pubblica.
