Quando si sente minacciata, questa piccola lucertola può mettere in atto una difesa davvero insolita: espelle sangue dagli angoli degli occhi, sorprendendo e scoraggiando alcuni dei suoi predatori.
Una difesa che sembra impossibile
La protagonista è la lucertola cornuta, appartenente al genere Phrynosoma, diffuso soprattutto nelle regioni aride del Nord America.
Il suo aspetto è già particolare: il corpo è appiattito, la testa è circondata da piccole protuberanze appuntite e la colorazione le permette di confondersi facilmente con il terreno.
Ma la caratteristica più sorprendente è il suo sistema di difesa. Quando viene attaccata da determinati predatori, può aumentare la pressione nei vasi sanguigni presenti intorno agli occhi e provocare la rottura di alcuni piccoli vasi, espellendo sangue attraverso gli angoli oculari.
Non si tratta di lacrime rosse e neppure di un’emorragia spontanea: è una risposta difensiva controllata, che l’animale utilizza in circostanze particolari.
Il sangue che disgusta i predatori
Questa strategia è particolarmente efficace contro alcuni canidi, come volpi e coyote. Il sangue contiene infatti sostanze che possono provocare una reazione di forte avversione quando entrano in contatto con la bocca dell’aggressore.
Il predatore può quindi interrompere l’attacco e allontanarsi, dando alla lucertola la possibilità di salvarsi.
La ricerca scientifica ha approfondito anche la composizione del sangue e i meccanismi chimici responsabili di questa reazione. Uno studio pubblicato nel 2024 ha analizzato proprio le componenti plasmatiche coinvolte nella difesa contro i predatori.
La lucertola cornuta dispone comunque di altri sistemi di protezione: può appiattire il corpo, gonfiarsi per sembrare più grande e sfruttare le protuberanze della testa per rendere più difficile la cattura.
Il suo comportamento dimostra come l’evoluzione possa trasformare una caratteristica anatomica in uno strumento di sopravvivenza estremamente specializzato.