La luce artificiale altera le dinamiche predatore-preda nei confini urbani della California.

L’Impatto della Luce Artificiale sulla Fauna Selvatica

Una nuova ricerca rivela che le luci brillanti notturne influenzano il comportamento della fauna selvatica ai margini delle città più del rumore, basandosi su oltre 35.000 giorni di riprese video nelle contee di San Mateo e Orange in California. Mentre i puma e i coyote si mostrano meno frequentemente in aree fortemente illuminate, i cervi mulo trascorrono più tempo in questi luoghi notturni, utilizzando la luce come scudo dai predatori.

La luce artificiale riduce le aree di caccia dei puma, spingendoli in zone più rischiose dove possono incontrare persone, veicoli o animali domestici, con possibili effetti a lungo termine sulla loro condizione fisica, riproduzione e sopravvivenza. Gli autori dello studio suggeriscono di affrontare l’inquinamento luminoso attraverso l’uso di lampade schermate, sensori di movimento, ordinanze per cieli scuri e corridoi non illuminati che consentano agli animali di muoversi attraverso le aree urbane.

Il Ruolo della Luce nell’Ecosistema Urbano

I ricercatori hanno analizzato più di 35.000 giorni di trap camera in 61 stazioni nelle contee di San Mateo e Orange, tra il 2022 e il 2024. Hanno monitorato la fauna, in particolare i puma (Puma concolor), i coyote (Lynx rufus) e il cervo mulo (Odocoileus hemionus). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Urban Ecosystems.

“È noto che la fauna selvatica modifica il proprio comportamento in presenza di aree urbanizzate, diventando spesso più notturna per evitare i contatti con gli esseri umani. Il nostro studio ha isolato gli elementi specifici dell’ambiente urbano che influenzano queste variazioni”, ha detto Zara McDonald, coautrice dello studio e biologa. “Il nostro risultato principale è che l’inquinamento luminoso sta realmente alterando la dinamica predatore-preda.”

L’analisi ha dimostrato che i predatori, come i puma e i coyote, evitano di avvicinarsi a zone illuminate, come quelle con lampioni. Al contrario, i cervi mulo si sono mostrati più attivi in queste aree, ma evitano la luce intensa della luna e le zone rumorose. Gli autori affermano che i cervi utilizzano spazi modificati dagli esseri umani che i predatori invece evitano.

Comportamento degli Animali nelle Diverse Aree Urbanizzate

Una delle osservazioni più evidenti provenienti delle immagini mostra come il comportamento degli animali varia considerevolmente a seconda della presenza di luci artificiali. “Nei luoghi più bui e protetti, le riprese notturne erano infestate da puma e coyote in movimento e alla caccia,” ha spiegato McDonald. “Ma nelle aree urbane, dove la luce artificiale era predominante, i carnivori praticamente scomparivano.” Al contrario, i cervi mulo si muovevano liberamente sotto l’illuminazione della città, apparendo a loro agio in un ambiente evitato dai loro principali predatori.

I dati mostrano differenze significative tra le due aree studiate. Circa il 59% della contea di Orange è sviluppata, rispetto al 32% della contea di San Mateo, che fa parte della più ampia area della baia di San Francisco. L’espansione della contea di Orange ha prodotto habitat altamente frammentati, mentre la Bay Area ha mantenuto reti di spazi aperti più grandi e connesse.

In Southern California, l’attività dei puma raggiunge il picco al crepuscolo, mentre nella contea di San Mateo essa si sposta verso le prime ore del mattino. Gli autori indicano che questa differenza dipende dalla durata dell’attività umana e dalla luce artificiale che perdura nella notte.

L’Importanza dell’Investigazione Dettagliata

“Questo studio evidenzia il valore di ricerche dettagliate e specifiche del sito, piuttosto che assumere che le specie mostrino comportamenti simili in ambienti diversi,” ha affermato John Benson, professore associato di ecologia vertebrale presso l’Università del Nebraska. Ha spiegato che è logico che i puma e i coyote reagiscano più fortemente alla luce che non al rumore, poiché sono predatori notturni a caccia di prede in condizioni di scarsa luminosità.

L’evitare le aree illuminate ha un costo per i felini, dice McDonald, poiché quelle zone sono sempre più frequentate dai cervi. “Il loro habitat di caccia utilizzabile si sta restringendo, costringendoli a spendere più energia per trovare cibo o spingendoli in aree più rischiose dove potrebbero incontrare umani, veicoli o animali domestici.”

Riprogettare l’Illuminazione Urbana

L’inquinamento luminoso non è solo una questione estetica; rappresenta una forma di degrado dell’habitat. Un’evoluzione della pianificazione urbana deve comprendere misure per mitigare l’inquinamento luminoso. Se eseguiamo modifiche come l’installazione di lampade schermate oppure spegnere luci non necessarie durante la notte, possiamo migliorare immediatamente gli habitat per la fauna selvatica.

L’ottima notizia è che, a differenza di altre minacce agli habitat animali, come strade asfaltate o foreste disboscate, l’inquinamento luminoso è altamente reversibile. Ci sono infatti oltre 230 siti certificati come “Dark Sky” nel mondo, inclusi 165 negli Stati Uniti. Le comunità della Bay Area stanno sviluppando ordinanze per limitare l’inquinamento luminoso, ma attualmente non esistono regole simili nella contea di Orange.

Fonti ufficiali:

  • Granados, A., McDonald, Z., Le, C., Cohen, B., & Stoner, D. (2026). Illuminated landscapes: Urbanization’s influence on predator and prey behavior. Urban Ecosystems, 29, 82. doi:10.1007/s11252-026-01936-2
  • Felidae Conservation Fund
  • International Dark-Sky Association

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Luigi Salemi: