La legge anti-deforestazione dell’UE spinge sul commercio di legname, ma i rischi rimangono.

Un’indagine sul commercio del legname indonesiano verso l’UE

Un’inchiesta che ha tracciato il legname indonesiano a partire da foreste recentemente abbattute ha rivelato che le catene di approvvigionamento verso l’Unione Europea continuano a presentare rischi di deforestazione, nonostante i preparativi del blocco legislativo per normative più rigide. Il prossimo Regolamento sulla Deforestazione dell’UE (EUDR) sta già influenzando i comportamenti commerciali, con alcuni acquirenti europei che interrompono i legami con fornitori indonesiani e rafforzano la tracciabilità dei materiali.

Dati commerciali provenienti dal 2025 indicano che gli importazioni ad alto rischio continuano, mettendo in luce progressi disomogenei e persistent loopholes in catene di fornitura complesse e opache. Ricercatori e attivisti sostengono che solo l’applicazione completa e coerente dell’EUDR, unita a doverose verifiche più forti e riforme in Indonesia, potrà ridurre significativamente il commercio di legname collegato alla deforestazione.


Le reazioni delle aziende e l’impatto della normativa

Da Jakarta, sono emerse notizie di diverse aziende del settore del legname europee che hanno interrotto i rapporti con fornitori legati alla deforestazione in Indonesia, a seguito dell’indagine del 2025. Questo suggerisce che la futura regolamentazione europea sta già esercitando una certa influenza sui comportamenti di mercato in vista della sua implementazione prevista entro la fine del 2026.

Nonostante questi sviluppi, nuovi dati commerciali mostrano che nel 2025 continuano gli import di prodotti da fornitori considerati ad alto rischio. Secondo l’analisi condotta da Earthsight, un’organizzazione non governativa britannica, insieme al partner indonesiano Auriga Nusantara, il legname proveniente da foreste recentemente abbattute è stato rintracciato fino agli importatori europei. Grazie all’analisi di quasi 10.000 documenti governativi e attraverso l’uso di immagini satellitari e registri commerciali, sono stati identificati casi di legname legato alla deforestazione già presente nelle catene di approvvigionamento europee.


La ricerca ha rivelato che i cinque maggiori utilizzatori di legno collegato alla deforestazione in Indonesia nel 2024 hanno esportato prodotti verso l’UE, con aziende in Paesi Bassi, Belgio e Germania come principali clienti. In quell’anno, queste aziende hanno ordinato oltre 23.000 metri cubi di prodotti in legno, inclusi compensati e telai per porte. Anche se solo alcune delle spedizioni sono state verificate direttamente, l’indagine ha segnalato un rischio più ampio che il legname legato alla deforestazione stia entrando nei mercati dell’UE attraverso catene di approvvigionamento opache.

Malgrado i progressi, alcuni dei soggetti coinvolti hanno già apportato modifiche importanti; ad esempio, Fepco International, il maggior importatore di compensato indonesiano per l’UE nel 2024, ha modificato le sue politiche di approvvigionamento per escludere fornitori legati alla deforestazione. Il direttore generale Alexander de Groot ha dichiarato che l’azienda desidera essere riconosciuta nel mercato come esempio di zero rischio per i propri clienti.


Fepco ha anche potenziato i requisiti di tracciabilità. Mentre in passato si era affidata al sistema di certificazione della legalità del legno SVLK indonesiano, ora richiede anche licenze di raccolta, documenti di trasporto e coordinate GPS. Questi documenti sono utilizzati per valutare la conformità con l’imminente EUDR, che si applicherà anche ad altre materie prime a rischio deforestazione, come olio di palma, gomma e caffè.

Il mercato sta rispondendo; Dekker Hout, un’importatore olandese di legname, ha sospeso l’invio proveniente dai fornitori compresi nel rapporto e ha avviato un riesame interno. Secondo il managing director Olaf van Biezen, Dekker Hout è determinata a rispettare tutte le leggi vigenti, incluso il Regolamento sul legno dell’UE (EUTR) e il futuro EUDR.


Dall’altra parte, PT Korindo Ariabima Sari, il secondo maggior esportatore di legname indonesiano verso l’UE, ha annunciato azioni simili. Nel 2024, l’azienda ha ottenuto una parte del suo legname da foreste abbattute, ma dopo la pubblicazione del rapporto ha promesso di cessare definitivamente i commerci con fornitori legati a tale pratica. “PT Korindo Ariabima Sari si impegna a garantire che la nostra intera catena di approvvigionamento di legname sia priva di deforestazione”, ha dichiarato il presidente dell’azienda.

Secondo Earthsight, queste risposte dimostrano come l’EUDR stia già di fatto ridefinendo il commercio di legname tra Indonesia e UE, creando un ambiente in cui i collegamenti con la deforestazione sono percepiti come un rischioso affare commerciale. “Le aziende indonesiane stanno cambiando per garantire la sostenibilità della loro offerta”, ha aggiunto Aron White, leader di Earthsight per il Sudest asiatico.


I dati commerciali del 2025 mostrano che continuano gli import dall’Indonesia verso l’UE da fornitori fortemente legati alla deforestazione. Un esempio è PT Kayu Lapis Asli Murni (PT KLAM), un produttore di compensato indonesiano che nel 2024 ha alimentato gran parte dei propri registri da foreste abbattute nel territorio di PT Indosubur Sukses Makmur. Questo mette in evidenza i rischi persistenti di approvvigionamento di legname inadeguato e la necessità di una sorveglianza più rigorosa.

Earthsight ha avvertito che il sistema di certificazione SVLK dell’Indonesia non garantisce l’assenza di legname derivato dalla deforestazione, poiché si concentra sulla legalità anziché sull’impatto ambientale. Le aziende europee sono quindi invitate a condurre controlli indipendenti e a implementare stricte misure di tracciabilità.

Inoltre, Earthsight ha chiesto alle istituzioni dell’UE di garantire l’attuazione senza ritardi dell’EUDR, fondamentale per garantire cambiamenti significativi nel settore. “È tempo di agire con decisione”, ha affermato White, “le aziende devono prepararsi a una normativa che richiede un approccio rigoroso e sostenibile.”

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Luigi Salemi: