La guerra svela l’isolamento degli scienziati iraniani e il loro difficile accesso alla ricerca.

La Guerra in Iran e la Ricerca Scientifica

La guerra in Iran ha avuto un impatto significativo sulla ricerca scientifica, accentuando l’isolamento di numerosi scienziati iraniani. Da decenni, le sanzioni internazionali e il conflitto in corso hanno limitato l’accesso a fondi, opportunità di sviluppo professionale e collaborazione scientifica globale. Questo scenario ha portato a trascurare le iniziative di conservazione durante il conflitto, nonostante i danni potenziali alle popolazioni selvatiche e agli ecosistemi.

Nonostante le difficoltà, l’AvayeBoom Bird Conservation Society, un’organizzazione non governativa con sede in Iran, continua a lavorare con impegno, cercando di “riconnettere le persone con le zone umide attraverso gli uccelli” e proteggendo habitat cruciali come quello di Arjan nel sud ovest del paese.

La Situazione a Maharloo

Le recenti immagini di Iman Ebrahimi e dei suoi collaboratori rivelano un momento di speranza: dopo oltre un mese di conflitto, una fragile tregua a metà aprile ha consentito al team di visitare il Lago Maharloo, un importante sito di nidificazione per i fenicotteri in Iran. Durante una chiamata video, Ebrahimi ha descritto con entusiasmo l’esperienza di vedere “almeno 5.000” fenicotteri maggiori (Phoenicopterus roseus), evidenziando l’importanza di questo habitat.

“Questo è un posto molto bello, ma non ho mai visto Maharloo in questo stato,” ha detto Ebrahimi, sottolineando le abbondanti piogge invernali che hanno migliorato le condizioni del lago. Tuttavia, ha aggiunto che l’attività agricola e industriale, ridotta a causa della guerra, potrebbe aver contribuito a mantenere più acqua nel lago del solito, rivelando un impatto inaspettato.


L’Impatto della Guerra sull’Ambiente

Ebrahimi e il suo team stanno cercando di monitorare gli effetti del conflitto sull’ambiente in Iran, notando spostamenti negli aggregati di uccelli lontano dalle aree colpite da attacchi aerei. La guerra ha anche messo in luce i danni causati dalle sanzioni internazionali imposte dagli Stati Uniti, dall’UE e dalle Nazioni Unite, che hanno contribuito a un isolamento prolungato.

“Io e i miei colleghi ci preoccupiamo soprattutto per la conservazione della nostra flora e fauna, ma l’isolamento ha ostacolato la nostra capacità di operare,” ha dichiarato Ebrahimi a Mongabay. L’assenza di finanziamenti e la carenza di opportunità per l’apprendimento professionale limitano seriamente la possibilità di innovazione nella comunità scientifica iraniana.

“È vitale garantire l’inclusione della comunità scientifica iraniana nella conversazione globale,” ha insistito Ebrahimi. “Ignorare alcune parti del mondo ci impedisce di proteggere efficacemente la natura a livello globale.”

Il Ruolo di AvayeBoom

Fondata nel 2015, AvayeBoom si dedica a “riconnettere le persone con le zone umide attraverso gli uccelli.” Per oltre cinque anni, ha collaborato con le comunità intorno alla zona umida di Arjan, un’area designata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Nonostante le difficoltà causate dalla caccia illegale agli uccelli e dall’eccessivo pascolo, l’organizzazione è focalizzata sulla protezione di questo habitat.

Ebrahimi e il suo staff hanno lavorato per identificare una specie “bandiera” che possa simboleggiare gli sforzi di conservazione e coinvolgere le comunità locali. Hanno mirato a collegare cittadini a una specie culturalmente significativa, un approccio volto a incentivare comportamenti ecologicamente responsabili.

Le Sfide per i Ricercatori

La guerra e le sanzioni hanno amplificato le difficoltà che affrontano gli scienziati in Iran. “La mancanza di supporto e di finanziamenti fa sì che molti siano costretti a lasciare il paese,” ha affermato Ebrahimi, preoccupato per l’estinzione dei conservazionisti stessi.

Sono emerse anche preoccupazioni relative alla repressione governativa. Nel 2018, cinque conservazionisti sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio. Le istituzioni come la Wildlife Conservation Society (WCS) hanno chiesto la loro liberazione, riconoscendo l’importanza del loro lavoro per la sopravvivenza del ghepardo asiatico.


Proposte per il Futuro

Ricercatori di tutto il mondo stanno iniziando a discutere i problemi di isolamento scientifico, sottolineando come le sanzioni e i conflitti politici ostacolino le carriere e la conoscenza in Iran. Secondo Mohammad Reza Farzanegan, professore di economia, “L’isolamento scientifico danneggia non solo le carriere individuali, ma anche lo sviluppo a lungo termine del paese.”

Ebrahimi ha avvertito che il conflitto non ha solo evidenziato l’inefficienza della ricerca scientifica in tempo di guerra, ma ha anche reso necessario un approccio più proattivo per monitorare l’impatto della guerra sulle risorse naturali.

La creazione di un “corridoio umanitario per la scienza” è stata suggerita come una soluzione per sostenere i ricercatori iraniani, permettendo loro di accedere a borse di studio, risorse e opportunità di collaborazione, nonché facilitare i collegamenti con la comunità scientifica globale.

Il Messaggio Finale

In un contesto di conflitto, è fondamentale non perdere di vista l’importanza della conservazione e della ricerca scientifica. L’impegno di organizzazioni come AvayeBoom di fronte alla guerra dimostra che, anche nelle circostanze più difficili, è possibile trovare modi per sostenere la natura e promuovere la consapevolezza ambientale.

Fonti:

  • Mongabay.com
  • Wildlife Conservation Society
  • Nature Sustainability
  • Science.org

Implementando iniziative di questo tipo, la comunità scientifica può effettivamente contribuire a preservare l’importante biodiversità dell’Iran, nonostante le sfide attuali.

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Luigi Salemi: