La fauna africana ha perso un terzo della sua “potenza ecologica”, secondo uno studio.

Impatto della Perdita di Biodiversità sugli Ecosistemi

Un recente studio ha quantificato l’impatto della perdita di biodiversità sulle funzioni ecologiche attraverso l’analisi dei flussi energetici. La ricerca ha evidenziato che il declino di uccelli e piccoli mammiferi ha provocato un’importante erosione delle funzioni ecologiche nell’Africa subsahariana. Gli scienziati hanno analizzato dati relativi a quasi 3.000 specie di uccelli e mammiferi presenti nella regione, che svolgono 23 funzioni chiave degli ecosistemi, da impollinazione a smaltimento dei nutrienti.

Loft, un biologo della conservazione all’Università di Oxford, ha dichiarato: “La fauna selvatica africana ha perso un terzo della sua potenza ecologica — l’energia che alimenta funzioni vitali degli ecosistemi come il ciclo dei nutrienti e la dispersione dei semi.” Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, ha preso in esame l’importanza relativa delle diverse specie basandosi su variabili come abbondanza, dimensioni corporee, diete e tassi metabolici.


Analisi Energetica degli Ecosistemi

Un approccio tradizionale si concentra unicamente sull’abbondanza delle specie, contribuendo a comprendere le variazioni demografiche in specie come gli elefanti. Tuttavia, la traduzione di queste variazioni in cambiamenti a livello di ecosistema presenta significative difficoltà. L’analisi energetica fornisce una misura di come le specie influenzano gli ecosistemi attraverso il loro consumo di cibo e le loro funzioni ecologiche.

La ricerca ha rivelato che l'”energia ecologica” dei mammiferi e degli uccelli selvatici si è ridotta drasticamente, fino al 60%, nelle aree convertite in terreni agricoli. In contrasto, nelle aree protette ben gestite, le funzioni ecologiche risultano quasi intatte, con circa il 90% delle funzioni originali ancora operative.

Il metodo impiegato tiene conto di una serie di variabili, traducendo il consumo alimentare degli animali in una misura di flusso energetico: kilojoule per metro quadrato all’anno. Questo calcolo rivela quanto energia i diversi gruppi funzionali consumano e sprecano, fungendo da proxy per la potenza ecologica esercitata su un determinato ambiente.


Uno degli aspetti più colpenti dello studio è stata l’importanza inattesa di uccelli e piccoli mammiferi. Sebbene siano di dimensioni ridotte, il loro ruolo nei flussi energetici degli ecosistemi è stato riconosciuto come essenziale. Azioni come la dispersione di semi, il controllo delle popolazioni di insetti e la pollinazione delle piante hanno un impatto significativo sull’equilibrio degli ecosistemi.

Santiago Soliveres Codina, un ecologo dell’Università di Alicante, ha affermato che l’approccio energetico usato nella ricerca consente di stabilire un’importanza funzionale per ogni specie, rendendo i dati più comparabili. In questo modo, si arriva a una comprensione più sfumata di come le specie contribuiscono agli ecosistemi, in base alla loro capacità di muovere energia piuttosto che a dimensioni o biomassa.


I risultati di questo studio offrono opportunità significative per l’ecologia della conservazione. Le informazioni derivate dall’analisi energetica possono aiutare a definire politiche di conservazione più efficaci, stabilendo priorità per le specie nelle iniziative di ripristino o per le aree da salvaguardare.

È fondamentale notare che un’analisi esclusivamente basata su cambiamenti nell’abbondanza delle specie non riflette accuratamente le dinamiche degli ecosistemi, dato che alcune specie hanno un’influenza sproporzionata. I cambiamenti nei flussi energetici necessitano di una valutazione attenta del numero di specie coinvolte per evitare interpretazioni errate nell’analisi della salute ambientale.

Nonostante la robustezza dell’analisi, l’approccio presenta diverse sfide legate alla necessità di ampie banche dati che combinano informazioni storiche e attuali. Questo implica un certo grado di incertezza nei risultati, come sottolineato da Loft.

Le dinamiche ecologiche sono influenzate anche dalla capacità metabolica degli animali, un aspetto non completamente preso in considerazione nello studio. Se la metabolizzazione è cambiata nei mammiferi selvatici a causa dell’impatto umano, ciò potrebbe incidere sui risultati.

In definitiva, l’analisi dei flussi energetici negli ecosistemi offre uno strumento cruciale per comprendere e affrontare i cambiamenti causati dall’uomo nella biodiversità e negli ecosistemi globali.


Fonti ufficiali:

  • Loft, T., et al. (2025). Energy flows reveal declining ecosystem functions by animals across Africa. *Nature*. doi:10.1038/s41586-025-09660-1
  • Foden, W. (2025). What changing energy flows reveal about Africa’s ecosystems. *Nature*. doi:10.1038/d41586-025-03215-0
  • Antunes, A. C., et al. (2024). Linking biodiversity, ecosystem function, and nature’s contributions to people: A macroecological energy flux perspective. *Trends in Ecology & Evolution*, 39(5), 427-434. doi:10.1016/j.tree.2024.01.004

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Luigi Salemi: