La deforestazione in Brasile diminuisce grazie agli sforzi per proteggere le foreste.

Riduzione della deforestazione nell’Amazzonia brasiliana

La deforestazione nel bioma amazzonico del Brasile è diminuita del 23,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, secondo un nuovo rapporto di MapBiomas, un progetto brasiliano dedicato alla mappatura dell’uso del suolo. Questa significativa riduzione si riflette in una diminuzione complessiva della perdita di foreste a livello nazionale, che ha registrato un calo del 21%. In totale, quasi 985.000 ettari di foreste sono stati abbattuti nel 2025, con 289.478 ettari deforestati nella sola Amazonia.

Le motivazioni alla base di questa diminuzione della deforestazione includono un’implementazione più rigorosa delle normative ambientali, un miglioramento del monitoraggio satellitare e una crescente domanda di produzioni sostenibili sul mercato, come ha evidenziato Nathalia Crusco, ricercatrice di MapBiomas.


Aumento della protezione delle terre indigene

Un aspetto positivo di questa riduzione è rappresentato dall’abbattimento delle foreste all’interno dei territori indigeni. La deforestazione su queste terre della foresta amazzonica brasiliana è calata del 25% nel 2025, secondo un rapporto tecnico condiviso con Mongabay dall’agenzia indigenistica brasiliana, Funai. Il Centro di Monitoraggio Remoto di Funai ha raccolto i dati, rivelando che nel 2025 sono stati registrati 30.128 ettari di disboscamenti nelle terre indigene, rispetto ai 40.178 ettari del 2024.

I ricercatori hanno osservato: “Abbiamo verificato una riduzione significativa. I dati sulla deforestazione da disboscamento netto nel 2025 sono i più bassi dal 2016.” Nonostante questo trend positivo, ci sono state anche delle eccezioni preoccupanti, come nel territorio indigeno di Batelão, nello stato del Mato Grosso, dove la deforestazione è aumentata vertiginosamente del 10.000%, passando da circa 5,5 ettari nel 2024 a oltre 567 ettari nel 2025.


Nel dicembre 2025, uno dei leader del territorio di Batelão ha comunicato a Mongabay che gli indigeni non sono più in grado di accedere alle proprie terre, le quali sono state occupate da coltivazioni di soia, cotone e mais, oltre che da pascoli. “Vogliamo indietro la Terra Batelão. Stiamo lottando per questo, ma ci sono soltanto promesse – e finora, nulla,” ha dichiarato il rappresentante indigeno Porokó Kayabi.

In un’altra area critica, il Pantanal, il più grande e biodiverso sistema di zone umide al mondo, la deforestazione è diminuita di quasi la metà tra il 2024 e il 2025, e di quasi l’80% rispetto ai livelli del 2023. Il monitoraggio satellitare di MapBiomas ha rilevato circa 12.260 ettari di terreno deforestato nel bioma del Pantanal nel 2025, un’area leggermente più grande della città di Barcellona, in Spagna.


Gran parte della deforestazione nel Pantanal nel 2024 è riconducibile a vasti incendi boschivi che hanno devastato l’habitat di specie come il giaguaro (Panthera onca), la loro rosa dell’ibis (Anodorhynchus hyacinthinus) e i caimani. Questi eventi naturali, insieme a misure di salvaguardia più efficaci, sembrano avere un impatto positivo sulla riduzione della deforestazione nella regione.

Il rapporto di MapBiomas sottolinea la necessità di continuare a monitorare e proteggere le aree vulnerabili, specialmente alla luce di aumenti localizzati della deforestazione in alcune zone. Mantenere una sorveglianza intensa è cruciale per garantire che i progressi fatti non siano vanificati e per salvaguardare le risorse naturali per le generazioni future.

Per ulteriori approfondimenti sui dati riguardanti la deforestazione in Brasile e le sue implicazioni ambientali, si possono consultare risorse ufficiali come il report di MapBiomas ([www.mapbiomas.org](http://www.mapbiomas.org)) e informazioni rilasciate dalla Funai ([www.funai.gov.br](http://www.funai.gov.br)).


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Luigi Salemi: