José Albino Cañas Ramírez, 44 anni, difensore instancabile dei territori indigeni.

José Albino Cañas Ramírez, 44 anni, difensore instancabile dei territori indigeni.

### Un Leader Impegnato nella Comunità

Cañas Ramírez assunse il suo ruolo di leader in giovane età. Secondo quanto dichiarato dal Resguardo, ha dedicato la sua gioventù all’organizzazione dei diritti territoriali e alla sopravvivenza culturale. Il suo lavoro comprendeva la risoluzione dei conflitti, il rafforzamento delle istituzioni comunali e la promozione dell’identità all’interno della riserva. È stato ripetutamente eletto in posizioni di responsabilità, dimostrando una reputazione di affidabilità piuttosto che di ostentazione.

Ha anche rivestito ruoli pratici che lo legavano alla vita quotidiana, dirigendo comitati locali per l’acquedotto e associazioni comunitarie, coordinando progetti e aiutando nella gestione di servizi che le popolazioni rurali non possono aspettarsi dal governo. Questi compiti non erano né glamour né semplici; richiedevano pazienza, capacità di negoziazione e la capacità di affrontare riunioni dove l’esito era incerto e il clima a volte teso.

### Le Minacce ai Difensori del Territorio

La violenza contro i leader nella Cañamomo Lomaprieta esisteva già prima della morte di Cañas Ramírez. Nel 2015, un altro leader, Fernando Salazar Calvo, è stato assassinato mentre monitorava il rispetto delle normative sull’estrazione mineraria artigianale; gli autori intellettuali di quel crimine non sono mai stati identificati.

Le minacce di morte contro i leader attuali rimangono comuni, e molti di essi vivono sotto schemi di protezione formali che non possono garantire sicurezza in territori remoti. Per i suoi colleghi, l’ultimo omicidio non è stato un atto casuale, ma parte di un modello storico di attacchi contro coloro che difendono il territorio, l’autonomia e la sopravvivenza culturale—una violenza che, secondo loro, persiste perché lo Stato colombiano ha fallito nel garantire una protezione efficace, nonostante gli obblighi internazionali.

### La Risposta della Comunità

Il Resguardo ha risposto alla morte di Cañas Ramírez con un linguaggio formale di petizioni. Ha chiesto che fossi avviate indagini, garanzie di sicurezza per i leader rimasti, il rafforzamento delle strutture della Guardia Indigena, e un rinnovato controllo da parte degli organismi internazionali. Il tono era legalistico, quasi burocratico, come se il dolore fosse stato forzato nel linguaggio della procedura.

Cañas Ramírez era solo uno tra tanti. Almeno 21 leader sociali sono stati uccisi in Colombia nelle prime settimane del 2026; una statistica che rischia di normalizzare queste morti, mentre le comunità insistono sul fatto che ogni perdita rappresenta un attacco alla vita collettiva.

Fonti ufficiali citate includono Global Witness, che segnala la Colombia come uno dei paesi più pericolosi al mondo per i difensori ambientali. Nel 2024, almeno 48 persone sono state uccise o scomparse mentre difendevano terre, acqua e foreste nel paese.

Dopo la sua morte, le autorità di Cañamomo Lomaprieta hanno dichiarato che non avrebbero permesso che la paura fermasse la difesa del loro territorio. Non si trattava di una promessa di vittoria, ma piuttosto di una dichiarazione di necessità.

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