Isole di calore urbane: una minaccia crescente nelle città tropicali
Le isole di calore urbane (UHI) rappresentano un problema crescente per le città tropicali, dove il clima caldo e umido già grava sulla vita dei residenti. Queste isole si formano a causa di superfici artificiali come cemento e bitume che assorbono calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente alla sera, impedendo alle città di raffreddarsi. Soluzioni naturali e infrastrutturali possono affrontare questo fenomeno, tra cui la piantumazione di alberi per fornire ombra, la costruzione di tetti verdi e l’uso di rivestimenti chiari. Tuttavia, per implementare tali cambiamenti è fondamentale disporre di finanziamenti adeguati, rendendo le città più ricche, come Singapore, avvantaggiate rispetto a quelle in difficoltà economica.
Le città tropicali, come Lagos, Mumbai, Manila, Jakarta e San Paolo, stanno lottando per ridurre gli effetti delle UHI, ma faticano ad affrontare le spese necessarie. Con l’El Niño del 2026-2027 in crescita, previsto per portare temperature record, milioni di residenti vulnerabili potrebbero trovarsi a rischio.
Rischi per la salute e impatti economici
L’esposizione prolungata all’intensa calura tropicale può portare a gravi problemi di salute, come disidratazione, colpi di calore e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Si stima che, tra il 2000 e il 2019, ci siano stati circa 489.000 decessi legati al caldo ogni anno, con un gran numero di questi concentrati nelle città. Una ricerca condotta nel 2023 ha rivelato che le aree con alta intensità di UHI sono responsabili del 35% del totale delle malattie cardiovascolari legate al caldo negli Stati Uniti.
In un contesto di crescente temperatura e umidità, la salute dei residenti nelle città tropicali è a rischio. La maggior parte delle ricerche non ha esaminato la “combinazione di fattori” che influenzano il comfort termico, secondo Alexandre Lefevre dell’Università dell’Isola della Riunione. Infatti, il calore umano percepito è spesso sottostimato quando si considerano solo le temperature superficiali.
Un altro aspetto rilevante è l’ineguaglianza economica rispetto alla gestione delle UHI. Si prevede che entro il 2050 il 60% della crescita della popolazione urbana avverrà nei paesi tropicali, dove le condizioni di vita nelle baraccopoli sono comuni e le strutture di raffreddamento sono rare. Dati del 2018 indicano che il 37% della popolazione urbana nei tropici vive in condizioni di slum. In contrasto, Singapore ha un prodotto interno lordo (PIL) pro capite oltre 100.000 dollari, il che consente l’implementazione di strategie efficaci per mitigare le UHI.
La differenza economica si traduce in una diversa capacità di affrontare le UHI. A Lagos, per esempio, le temperature superficiali medie possono superare quelle delle aree periferiche vegetate di 8,3°C, mentre a Singapore il divario è solo di 4,3°C. La mancanza di vegetazione e spazi verdi, unita a un’urbanizzazione scarsamente pianificata, contribuisce a questo aumento della temperatura.
Soluzioni per migliorare il clima urbano
In un mondo che sta affrontando il riscaldamento globale, affrontare le UHI è compito urgente per le città con economie più deboli. Le soluzioni disponibili vanno dal rinnovare gli spazi urbani con piante e vegetazione al miglioramento dell’infrastruttura esistente.
Piantare alberi rappresenta una soluzione immediata e meno costosa rispetto alla ristrutturazione architettonica. La creazione di un canopeo urbano riduce significativamente le temperature e favorisce la biodiversità. Tuttavia, è fondamentale posizionare strategicamente gli alberi per non ostacolare le brezze marine. Anche la ventilazione è cruciale; le correnti d’aria devono poter scorrere liberamente tra gli edifici.
Uno studio condotto da Rohinton Emmanuel suggerisce di adottare tecniche di raffreddamento passive, come la creazione di ombra artificiale, che può abbassare le temperature interne senza dipendere dall’aria condizionata. La ventilazione naturale attraverso architetture tradizionali, come l’uso di materiali isolanti e pareti sporgenti, può anch’essa contribuire a mantenere ambienti freschi.
Un altro approccio valido include il ripristino degli spazi artificiali con alternative green che riflettono o raccolgono l’energia solare. È possibile sostituire i lotti vuoti con aree verdi e giardini verticali per contrastare le superfici che assorbono calore.
Adattare gli stili di vita urbani per evitare l’esposizione durante il picco di calore è cruciale. Alcune città hanno già iniziato a modificare l’orario di lavoro, consentendo attività all’aperto solo nelle ore più fresche della giornata.
La progettazione delle città per facilitare il flusso d’aria e migliorare la qualità della vita è un passo essenziale. Attraverso iniziative come il progetto “50 @ 50” dell’ONU, sono state avviate collaborazioni tra diverse città per condividere soluzioni innovative e affrontare i rischi climatici.
In questa lotta contro le UHI, la priorità deve essere la tutela della salute pubblica nei contesti urbani più vulnerabili. Investire in soluzioni innovative rappresenta una chiave fondamentale per la salvaguardia delle vite delle persone.
Fonti:
– Howard, J. T., et al. (2024). Trends of heat-related deaths in the US, 1999-2023. JAMA.
– Lefevre, A., et al. (2025). Urban heat island in the tropics: A review of advances, challenges, and future directions. City and Environment Interactions.
– Emmanuel, R. (2024). Urban heat island impacts on heat-related morbidity. Environmental International.
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