Invasori minacciano terre indigene in Amazzonia, mettendo a rischio popolazioni isolate.

Invasione della Terra Indigena Ituna/Itatá in Brasile: Un Conflitto Incombe

Dal 13 agosto, quasi 200 persone hanno invaso la Terra Indigena Ituna/Itatá, nel stato del Pará, Brasile. Gli invasori hanno forzato le porte dell’agenzia per gli affari indigeni (Funai), rimuovendo i cartelli di avvertimento e stabilendo campi all’interno di un territorio riservato a popolazioni indigene non contattate. Questo evento drammatico è avvenuto dopo la creazione dell’Area di Protezione Ambientale Bacajaí, che si sovrappone completamente a questa terra, generando confusione legale che, secondo le autorità, è stata sfruttata da individui desiderosi di occupare la zona.

Rischio di Conflitto e Genocidio

Le autorità federali hanno lanciato allarmi riguardo al rischio imminente di violente confrontazioni e potenziali atti di genocidio contro i popoli indigeni che vivono in isolamento volontario, come gli Igarapé Ipiaçava. Nell’agosto 2026, un tribunale federale ha ordinato all’Unione e a Funai di inviare squadre della Forza di Sicurezza Pubblica entro 48 ore per contenere l’invasione, ma il termine è scaduto senza che nessuna squadra fosse arrivata.


La situazione è diventata critica, poiché il numero di invasori è cresciuto a circa 500 persone, secondo quanto riportato da Helena Palmquist, vice coordinatrice dell’Osservatorio dei Popoli Indigeni Isolati e Recentemente Contattati. Palmquist ha osservato che, negli anni di monitoraggio di queste attività nel Pará, pochi eventi hanno mostrato un’escalation così rapida.

Un Territorio in Pericolo

La Terra Indigena Ituna/Itatá ha subito invasioni illegali sistematiche per oltre un decennio, perdendo circa 20.000 ettari di foresta primaria. Nel 2019, era la Terra Indigena più deforestata del Brasile. Le operazioni federali per rimuovere gli invasori negli ultimi anni avevano migliorato la situazione, ma la recente creazione dell’APA Bacajaí ha riacceso il rischio.

Le aree di protezione ambientale sembrano promettenti sulla carta, ma sono legalmente più deboli rispetto alle aree protette da Funai. In queste ultime, l’ingresso di estranei è vietato, mentre nell’APA, i proprietari privati possono costruire case e allevare bestiame. Questo solleva preoccupazioni sul fatto che la nuova legislazione possa favorire ulteriori violazioni dei diritti delle popolazioni indigene.

Legami con una Nuova Legge Statale

La prima invasione è avvenuta un giorno dopo la pubblicazione della nuova legge statale sull’APA Bacajaí, il 12 agosto 2026, che ha creato confusione legale sulla protezione della terra. Il provvedimento, promosso dall’onorevole Francisco Torres de Paula Filho, noto come Torrinho Torres, è stato approvato all’unanimità e ha portato a una rapida occupazione della terra.

Un post su Instagram del sindaco di Senador José Porfírio, Leonaldo Albuquerque, ha mostrato una grande folla riunita per celebrare quell’occupazione, definendo la nuova realtà come “Terra Promessa”. Questo approccio ha attirato critiche da parte delle autorità federali e della Procura Pubblica, che hanno avvertito delle conseguenze gravissime per la popolazione indigena isolata.


Oltre ai danni ambientali e ai conflitti sociali, si stima che le operazioni di allevamento illegale di bestiame all’interno della Terra Indigena coinvolgano frodi e deforestazioni illegali, con una parte significativa dei prodotti venduta a macelli noti come JBS e Marfrig.

Reazioni Governative e Misure di Emergenza

La Procura Pubblica e l’Ufficio del Difensore Pubblico hanno già richiesto l’immediata attuazione di misure per ripristinare l’ordine. La situazione è diventata critica nei giorni successivi all’occupazione, con il timore che la mancanza di intervento possa annullare i diritti delle popolazioni indigene, che necessitano di isolamento totale per evitare conflitti e malattie.

Un giudice ha stabilito che l’APA riduce il livello di protezione stabilito dal governo federale per la Terra Indigena Ituna/Itatá e ha decretato che la legge non può essere utilizzata per alterare il regime di protezione esistente.

Esigenze e Speranze Future

Molti esperti hanno avvertito dell’inefficienza delle aree protette gestite dalla stato, notando che spesso non garantiscono una protezione adeguata, come dimostrato dai tassi di deforestazione nel Triunfo do Xingu.

Le popolazioni indigene continuano a fare appello al governo per una maggiore protezione delle loro terre e diritti. Le loro voci devono essere ascoltate nel contesto di una crescente crisi di giustizia sociale e ambientale in Brasile. La situazione di Ituna/Itatá rimane critica, e seguire l’evoluzione di questa vicenda sarà fondamentale per comprendere le future dinamiche di protezione ambientale e diritti umani nel paese.

Fonti:

  1. Mongabay – https://www.mongabay.com/
  2. Funai – https://www.funai.gov.br/
  3. Osservatorio dei Popoli Indigeni Isolati e Recentemente Contattati – https://www.opi.org/

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Luigi Salemi: