Intervista a Pascal Mirindi: Attivismo contro nuovi blocchi petroliferi nel Bacino del Congo.

Chi è Pascal Mirindi

Pascal Mirindi è un giovane attivista ambientale della Repubblica Democratica del Congo, nato a Goma nel 1999. Ha iniziato il suo percorso di attivismo a soli 15 anni, unendosi al movimento nonviolento LUCHA, il quale si batte per la democrazia e i diritti sociali nel suo paese. Sono stati proprio i principi di LUCHA a guidarlo nella lotta per la tutela degli ecosistemi congolesi, un impegno che oggi lo ha portato a diventare una figura di spicco nella resistenza contro lo sfruttamento delle risorse naturali.

Nel 2022, mentre il governo congolese cercava di promuovere nuovi blocchi petroliferi nell’est del paese, Mirindi e i suoi colleghi hanno dato vita a un movimento di sensibilizzazione per informare la comunità sui rischi legati all’estrazione di combustibili fossili. Questo sforzo si enuclea in un contesto complicato, in cui il governo ha annunciato all’inizio del 2024 un “corridoio verde” con l’obiettivo di stabilire la “più grande foresta tropicale protetta del mondo”. Tuttavia, poco dopo, ha lanciato nuovi blocchi petroliferi che coprono il 60% del territorio nazionale.


Lotta per la Protezione degli Ecosistemi

Dal 2024, Mirindi ha coordinato la campagna “Notre Terre Sans Pétrole,” un’iniziativa che riunisce più di 210 organizzazioni in una lotta comune contro l’introduzione di blocchi petroliferi in aree protette come il Parco Nazionale Virunga. Attraverso campagne di sensibilizzazione e mobilitazione comunitaria, la sua squadra è riuscita a fermare l’esplorazione petrolifera all’interno di questo parco, una meraviglia naturale e casa di specie in via di estinzione come i gorilla di montagna e gli okapi.

Mirindi stesso ha evidenziato nell’intervista a Mongabay l’importanza della lotta per l’ambiente e il ruolo attivo che le comunità devono avere nel processo decisionale che le riguarda. Secondo lui, “se si fa qualcosa per me, senza di me, è probabile che si finisca per farlo contro di me.” Egli sottolinea quindi la necessità di coinvolgere le comunità locali nella salvaguardia delle loro risorse naturali, che rappresentano una vita e un’identità.


La domanda fondamentale che Mirindi pone è: “Perché dovremmo preoccuparci delle foreste del Congo?” A suo avviso, prendersi cura di questi ecosistemi significa prendersi cura delle generazioni future. Le foreste del Congo, insieme a quelle dell’Amazzonia, sono tra le ultime grandi foreste pluviali rimaste nel mondo, e la loro distruzione avrebbe conseguenze inenarrabili per l’umanità intera.

Inoltre, egli richiama l’attenzione sulla necessità di un’economia di conservazione. “La DRC deve proteggere le sue foreste e stabilire un’economia verde”, afferma, evidenziando che l’attuale modello basato sui combustibili fossili è fallimentare, come dimostra la situazione delle comunità che vivono vicino ai siti di estrazione di petrolio.


Un Futuro per il Congo

Il lavoro di Mirindi non è privo di sfide. Tra esse, la manipolazione politica e la mancanza di infrastrutture costituiscono due degli ostacoli principali che affronta nella sua lotta. “È frustrante vedere come le autorità spesso non prendano in considerazione la voce delle comunità”, dice. Inoltre, il rischio di violenza nei confronti degli attivisti costituisce una costante fonte di preoccupazione.

Mirindi spera di disegnare un futuro in cui le risorse naturali del Congo siano sfruttate in modo sostenibile e benefico per il suo popolo. La campagna “Notre Terre Sans Pétrole” si propone di non solo opporsi alla vendita di blocchi petroliferi, ma anche di avanzare alternative di sviluppo economico e sociale che possano garantire il benessere delle generazioni future.

In questo contesto, è fondamentale sensibilizzare e mobilitare la popolazione per rafforzare la responsabilità delle autorità. Solo una popolazione informata e attiva può promuovere un cambiamento reale e duraturo nel paese.


Pascal Mirindi rappresenta quindi una voce fondamentale nella lotta per la tutela dell’ambiente nella Repubblica Democratica del Congo. Con una chiara visione per un futuro sostenibile, la sua missione si estende oltre le frontiere congolesi, abbracciando una causa globale per il benessere del pianeta.

Per ulteriori informazioni sulle questioni ambientali e sociali in Congo, consultate fonti ufficiali come il Ministero dell’Ambiente della Repubblica Democratica del Congo e le pubblicazioni di Mongabay.

Se desiderate seguirci, restate connessi per ulteriori aggiornamenti sul lavoro di attivisti come Pascal Mirindi e le dinamiche ambientali nella regione.

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Luigi Salemi: