INTERIOR DESIGN: DODICI ARTISTI SICILIANI A VERONA FIERE PER ”ABITARE IL TEMPO”

Artisti, artigiani e interior designer sono i protagonisti di ”Abitare il tempo 100% project”, vetrina internazionale in corso fino a domani a Verona Fiera sotto la regia di Giulio Cappellini.

{jumi [code/google200x200.html] }di Marco Vaccarella

VERONA. Artisti, artigiani e interior designer sono i protagonisti di “Abitare il tempo 100% project”, vetrina internazionale in corso fino a domani a Verona Fiera sotto la regia di Giulio Cappellini. Un meeting della distribuzione per la filiera produttiva del sistema casa con dodici “designgriffes” siciliani. Dalle tipiche maioliche e ceramiche, comprese quelle atossiche per gli chef e le degustazioni, al design dell’arredamento alberghiero e navale nel book dell’Isola.

I dodici partecipanti siciliani sono Roberto Varchi, interior designer gelese formatosi all’Accademia di Firenze che gioca con le luci per trovare l’armonia degli spazi e migliorare il benessere dell’individuo. Tra i suoi progetti l’arredo di palazzi londinesi del ‘700. Giuseppe Vicari, originario di Ramacca, che dirige “Via Brera”, un laboratorio di pittura e rifinitura del legno, con moderne resine, dipinte e glitterate.

Il catanese Vincenzo Messina, fondatore dello Studio Le Nid, una bottega d’arte situata alle pendici dell’Etna dove i luoghi e i personaggi del folklore siciliano rivivono nella superficie della pietra lavica e della terracotta. Specializzato nella realizzazione di tappeti di maiolica e in tavoli d’arte. Giovanni Palmeri, di Agrigento, che intarsia i tessuti con i cristalli e materiali d’argento e oro antichi applicandoli ad oggetti di uso comune come divani e poltrone con uno stile retrò. Nella delegazione, sostenuta dalla Regione siciliana, anche tre artisti di “Uni. Co.”, consorzio di artigiani, architetti, designer che ha come obiettivo di contribuire alla rinascita dell’artigianato e dei prodotti fatti a mano: il palermitano Gioacchino Autovino, la cui specialità è la ceramica rossa, una maiolica anticata d’arredo, il messinese Antonio Arcodia che celebra la riscoperta dell’arte antica della tessitura e del ricamo, col marchio “La Tela di Penelope” e l’architetto palermitano Ivana Genova con i suoi “Specchi di Pakà” realizzazioni di decori, fregi e oggetti di design.

Arriva da Castelvetrano, Lia Calamia, nota anche come “Lighea arte”, che utilizza il linguaggio universale della tessitura come scrittura e “scrive” le sue trame per parlare di uomini, donne e idee con pannelli di vernice, corde e tele che creano artistici basso rilievo. Eugenio Vazzano “raffinato creatore di pezze” che assembla in capi ed accessori nel suo laboratorio di Melilli dal 1999, una ex fabbrica di caponata. Cotone spalmato, iute grezze, sete lavate, garze di lino, lane orientali, velluti decorati, broccati che diventano lenzuola, tovagliette, tende, tappeti e cuscini. All’età di 5 anni, a Santo Stefano di Camastra, la città della ceramica, Nicolò Giuliano inizia a modellare l’argilla imparando tecniche e segreti delle varie botteghe. Dal 1970 ha trasferito la sua arte a Monreale, capoluogo di cultura alle porte di Palermo, dove ha creato una scuola per maestri ceramisti che è anche un museo. A due passi dal sito archeologico di Tindari, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie, Gaetano Caleca produce ceramiche decorate a mano, in omaggio alla tradizione familiare che vanta 250 anni di storia. La sua ricerca dell’atossicità dei colori rende le ceramiche di Caleca ideali, nonché le più usate, per gli chef e per i corsi e le degustazioni di cucina. Francesco Frisina conduce un gruppo di giovani designer, specializzati nella progettazione di arredamento alberghiero, navale e di mobili curvi, il cuore dell’azienda è a Borgetto in provincia di Palermo.