Intelligenza artificiale: decifrare il linguaggio degli animali, dal verso all’élaborazione del codice.

Intelligenza Artificiale per Decodificare la Comunicazione degli Animali

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno intensificato l’uso di modelli di intelligenza artificiale (IA) per decifrare le comunicazioni di altre specie. Un progetto di rilievo è l’Earth Species Project (ESP), che ha sviluppato un modello generale applicabile a diverse specie. Questa iniziativa non solo ha facilitato la comprensione delle interazioni della fauna, ma ha anche portato a collaborazioni internazionali con esperti che stanno creando modelli personalizzati per specifici animali.

In particolare, nelle regioni del nord della Spagna, gli strumenti di IA dell’ESP stanno aiutando i ricercatori a comprendere il modo in cui una popolazione di corvi (Corvus corone) che praticano la riproduzione cooperativa comunica tra di loro. La tecnologia è stata anche applicata per studiare la comunicazione tra gli orche e l’impatto del rumore subacqueo sulle loro interazioni.


Il Linguaggio dei Corvi Carrion

La domanda su cosa si dicono i corvi carrion ha affascinato i ricercatori Vittorio Baglione e Daniela Canestrari per decenni. Questi uccelli sono particolarmente interessanti perché praticano la riproduzione cooperativa, coinvolgendo intere famiglie nella cura dei pulcini e nella protezione dei nidi. Questo comportamento richiede una comunicazione complessa e sfumata tra gli individui.

“Possiedono una società molto complessa e realizzano azioni coordinate”, ha affermato Baglione, professore presso l’Università di León in Spagna. I due ricercatori hanno installato registratori audio e biologgers nel nord della Spagna per decodificare i richiami dei corvi e monitorare i corrispondenti schemi comportamentali. Tuttavia, si sono imbattuti in una grande difficoltà: “Ogni microfono registrava per sei o sette giorni. Ci siamo resi conto di avere un surplus di dati da analizzare”, ha dichiarato Canestrari.

Dal 2024, gli scienziati spagnoli lavorano con l’ESP per sviluppare modelli di IA che classificano i richiami dei corvi e creano un vasto database di tipologie vocali. Questa iniziativa ha già permesso di registrare oltre 127.000 vocalizzazioni, distinguendo anche i richiami di adulti e pulcini, nonché di altre specie di uccelli.


In molte aree, sono stati registrati richiami di più individui contemporaneamente, richiedendo una sincronizzazione dei dati provenienti da diversi registratori. “In diversi territori, avevamo più individui in dialogo nello stesso momento. Era necessario sincronizzare i dati per comprendere cosa stesse facendo un uccello mentre un altro chiamava”, ha spiegato Canestrari.

L’analisi dei dati è ancora in corso, ma i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte delle vocalizzazioni dei corvi sono mormorii dolci e a bassa ampiezza. Questo potrebbe indicare che una buona parte della comunicazione avviene a breve distanza, piuttosto che su lunghe distanze. Dal canto loro, i ricercatori continuano a collaborare con il team dell’ESP per produrre un database e una sorta di mappa semantica che colleghi i dati audio con video e informazioni provenienti da accelerometri.


Comunicazione delle Orca: Un Altro Scenario da Analizzare

La tecnologia non si limita solo alle specie terrestri. Presso il Raincoast Conservation Foundation in Canada, gli scienziati collaborano con l’ESP per comprendere le comunicazioni e i modelli comportamentali delle orche (Orcinus orca). Questi animali vivono in gruppi molto uniti e utilizzano i loro richiami per muoversi e cacciare insieme. Decifrare i loro richiami potrebbe fornire importanti informazioni sui loro schemi comportamentali e sulla questione della conservazione legata al rumore subacqueo, che influisce sulla loro capacità di comunicare.

“Attraverso un progetto pilota, stiamo utilizzando dati provenienti da droni e registratori acustici per sviluppare un database che colleghi le vocalizzazioni delle orche ai loro comportamenti e a fattori ambientali”, ha affermato Valeria Vergara, co-direttore del programma di ricerca sulla conservazione dei cetacei del Raincoast Conservation Foundation.

La collaborazione con l’ESP ha già accelerato il processo di identificazione delle orche in un vasto numero di dati audio marini. “Invece di ascoltare ogni minuto di registrazione, questo strumento può isolare le vocalizzazioni in modo che possiamo poi analizzarle e etichettarle”, ha aggiunto Vergara.


Inoltre, la tecnologia ha facilitato la sincronizzazione delle note vocali registrate dai ricercatori sul campo con l’audio delle balene o dei filmati dei droni. “Unire tutti questi dataset ci avrebbe impiegato mesi in passato, ma questo strumento può farlo in un’ora”, ha spiegato Vergara. “Ciò che fa è preparare i dati per l’analisi e quantificare le nostre osservazioni in un linguaggio più qualitativo.”

Il fine ultimo è di andare oltre l’identificazione dei dialetti e dei tipi di chiamata, per comprendere il significato di tali richiami. Vergara invita però a esercitare cautela riguardo alla crescente fascinazione pubblica sulla possibilità che l’IA possa permettere agli esseri umani di comunicare con gli animali. “Dobbiamo essere contenti di capire le balene secondo i loro termini, senza inserirci nella conversazione”, ha chiosato.

Fonti ufficiali:
– Earth Species Project
– Raincoast Conservation Foundation
– Università di León

Abhishyant Kidangoor è un giornalista di Mongabay. Puoi trovarlo su 𝕏 @AbhishyantPK.

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