L’impatto dei farmaci sugli ecosistemi acquatici
I farmaci, cruciali per la salute umana, presentano una vasta gamma di effetti collaterali nocivi. Recenti studi dimostrano che la contaminazione da farmaci è diffusa negli ecosistemi acquatici, principalmente a causa degli scarichi di acque reflue e del deflusso superficiale. È stato osservato che i contaminanti farmaceutici possono accumularsi negli insetti acquatici durante diverse fasi del loro ciclo vitale, trasferendosi così agli ecosistemi terrestri quando questi insetti vengono consumati da altre specie, come uccelli e pipistrelli.
La ricerca evidenzia come i farmaci possano alterare la fisiologia e il comportamento degli insetti, con potenziali effetti a cascata sulla popolazione e sugli ecosistemi più ampi. Le conseguenze del trasferimento di vari contaminanti farmaceutici agli insetti acquatici e, successivamente, attraverso i predatori agli ambienti terrestri e alle reti trofiche rimangono in gran parte sconosciute.
Rischi associati ai farmaci e alla loro accumulazione
I farmaci come antibiotici, antidepressivi e analgesici, essenziali per la salute quotidiana della popolazione mondiale, stanno contaminando gli ecosistemi attraverso le acque reflue, sollevando rischi poco compresi. Gli insetti acquatici, assorbendo questi contaminanti chimici, possono portarli nuovamente sulla terra attraverso la catena alimentare, suscitando preoccupazioni tra gli scienziati. Uno studio recente ha rilevato che molti farmaci possono accumularsi in specie volanti come le caddisflies e le efemerotteri in diverse fasi del loro sviluppo, con quantità variabili tra le diverse specie.
Marek Let, primo autore dello studio dell’Università della Boemia Meridionale, afferma che la contaminazione da farmaci potrebbe non essere così preoccupante come quella da pesticidi, in quanto i farmaci vengono generalmente trovati in basse concentrazioni. Tuttavia, avverte che alcuni composti farmaceutici possono rivelarsi altamente tossici, come la sertralina, l’ingrediente attivo del noto antidepressivo Zoloft, che il suo studio ha trovato possa bioaccumularsi nelle caddisflies durante il ciclo vitale. Altri antidepressivi, come la norsertralina e la venlafaxina, così come la teofillina, utilizzata per trattare l’asma, mostrano effetti simili.
I complessi effetti della contaminazione farmaceutica
Le acque reflue, anche se trattate, possono continuare a contenere inquinanti, inclusi i farmaci. Ana Previšić, ricercatrice dell’Università di Zagabria, sottolinea che la costruzione di più impianti di trattamento delle acque reflue non è una soluzione ottimale. Afferma che è fondamentale ridurre il nostro input. Secondo Let, il trasferimento di farmaci dall’ambiente acquatico a quello terrestre attraverso gli insetti comporta rischi per i predatori terrestri come uccelli e pipistrelli. Michael Bertram, ecologo comportamentale e tossicologo ecologico presso l’Università Svedese delle Scienze Agrarie, non coinvolto nella ricerca, considera lo studio un’importante scoperta riguardo all’esposizione degli insetti acquatici ai farmaci.
La maggior parte dei rifiuti umani entra nell’ambiente globale senza un adeguato trattamento. Anche in aree dotate di depuratori, non tutte le sostanze chimiche vengono completamente rimosse, e studi hanno trovato farmaci nei fiumi di tutto il mondo, anche in luoghi remoti come la foresta pluviale amazzonica brasiliana. La continua esposizione a basse dosi di farmaci presenta effetti subletali o alterazioni comportamentali negli insetti difficili da distinguere da altri cambiamenti ambientali. La ricerca di Previšić ha scoperto che i farmaci possono interrompere lo sviluppo, modificare il comportamento e influenzare il microbioma degli insetti.
Le ricerche indicano che alcuni composti farmaceutici si accumulano più di altri in determinate specie, e gli effetti variano in base al composto stesso. Sebbene gli studi in laboratorio possano rivelare l’impatto di questi composti sugli insetti, la vera esposizione negli ecosistemi acquatici è più complessa. I fiumi e i corsi d’acqua costituiscono un ‘sugo’ in cui gli insetti sono esposti a numerosi inquinanti, inclusi metalli pesanti e pesticidi, rendendo difficile generalizzare su come i composti possano influenzare gli insetti.
Studi hanno dimostrato che gli antidepressivi possono indurre cambiamenti comportamentali notevoli negli insetti, compresa una riduzione nella risposta alle minacce. Questo significa che alcune specie potrebbero diventare più avventurose, mentre altre tendono a muoversi meno, comportamenti che aumentano la loro vulnerabilità alla predazione. La ricerca ha dimostrato che le larve di Drusus croaticus si muovono di più quando esposte a un cocktail di farmaci e temperature più elevate, comportando una perdita di peso corporeo. Altri studi mostrano che la perdita di grasso nelle caddisflies adulti può influenzare la loro vita e riproduzione.
Questi effetti non causerebbero un collasso brusco dell’ecosistema, ma potrebbero generare modifiche sottili in grado di alterare l’equilibrio ecologico. La specie Stenophylax nycterobius, ad esempio, è presente in alte densità e gioca un ruolo cruciale nel trasferimento di nutrienti dagli ecosistemi acquatici a quelli terrestri. La perdita di grasso in questa specie potrebbe avere conseguenze a catena per i predatori, come anfibi e uccelli. Secondo Previšić, ogni studio rivela modelli interessanti che potrebbero avere un significato ecologico più ampio. Sono necessarie ulteriori ricerche per indagare gli impatti potenziali delle contaminazioni farmaceutiche, ma è essenziale anche ridurre il flusso di farmaci nell’ambiente.
La trasmissione di questi contaminanti, sebbene carica di incertezze, rappresenta un rischio per le specie che consumano insetti. Bertram cita uno studio australiano che ha identificato 69 composti farmaceutici in oltre 190 specie di invertebrati acquatici in corsi d’acqua vicino a Melbourne, stimando che animali come il ornitottero potrebbero consumare fino alla metà della dose raccomandata di antidepressivi per gli esseri umani. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere come i farmaci influenzino le popolazioni di insetti e le loro interazioni predatore-preda.
È fondamentale studiare come la contaminazione farmaceutica interagisce con altre modifiche ambientali, come il cambiamento climatico. Tali interazioni possono influenzare in modo significativo le valutazioni ecologiche e le politiche ambientali, rendendo urgente un approfondimento della ricerca. “È necessario fare lavori urgenti, poiché non considerare queste interazioni porta a sottovalutare gli impatti ecologici e a fornire informazioni fuorvianti per chi si occupa di gestione e valutazione dei rischi ambientali”, afferma Bertram.
Fonti: Let et al., 2025; Renault et al., 2025; Bose et al., 2022.
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