Inquinamento minerario in Perù associato a danni cognitivi nei bambini, rivela uno studio.
I risultati dello studio sui metalli pesanti
Lo studio ha analizzato le concentrazioni di metalli in 81 bambini esposti e 17 non esposti, confrontando le loro abilità neurocognitive e i punteggi di QI. I bambini esposti presentavano concentrazioni di piombo nei capelli di 4.30 mg/kg, ben 43 volte il limite sicuro raccomandato di 0.10 mg/kg stabilito dal Micro Trace Laboratory in Germania. Inoltre, si sono registrati livelli elevati di arsenico, cadmio e manganese, tutti metalli pesanti tossici.
I ricercatori hanno notato una performance cognitiva inferiore nei bambini esposti a inquinanti minerari rispetto a quelli non esposti; il QI medio era inferiore di 12.3 punti. Anche altre variabili, come la comprensione verbale, l’analisi percettiva e la memoria, risultavano compromesse nei bambini con un alto carico corporeo di metalli pesanti.
Il commento degli esperti
Lucía Ordóñez Mayán, coautrice dello studio e membro dell’Istituto di Scienze Forensi dell’Università di Santiago di Compostela in Spagna, ha sottolineato che “l’inquinamento derivante dalle attività minerarie aumenta l’esposizione dei bambini a metalli tossici per il cervello in via di sviluppo”. Questo può tradursi in maggiori difficoltà di apprendimento, problemi di attenzione e memoria, una comprensione verbale ridotta e prestazioni scolastiche inferiori.
È importante notare che altri fattori possono influenzare l’intelligenza e la performance cognitiva. Tuttavia, Ordóñez Mayán evidenzia la preoccupazione che l’esposizione ai metalli pesanti “possa alterare lo sviluppo educativo e le opportunità future dei bambini interessati”.
