## La Turchia e il Rifiuto della Plastica: Una Questione Ambientale Critica
Negli ultimi anni, la Turchia è diventata una destinazione principale per il riciclaggio dei rifiuti di plastica, specialmente quelli provenienti da Europa e Regno Unito. La maggior parte di questi rifiuti arriva nei circa 180 impianti di gestione dei rifiuti nella provincia di Adana. Tuttavia, importanti quantità vengono abbandonate lungo le rive dei fiumi, sfuggono alle strutture di trattamento attraverso le acque reflue e si riversano infine nel Mar Mediterraneo. Questa situazione sta causando una grave inquinamento degli ecosistemi fluviali e marini, compromettendo, tra l’altro, i siti di nidificazione delle tartarughe marine.
In un contesto in cui l’inquinamento cresce, molti esperti propongono di fermare completamente l’importazione di plastica in Turchia per ridurre la portata del problema. Al contrario, il governo sottolinea il ruolo economico significativo dell’industria del riciclaggio.
## I Problemi Ambientali nel Fiume Seyhan
Adana, situata lungo l’ultimo tratto del fiume Seyhan, è un esempio di come l’inquinamento da plastica stia colpendo le risorse naturali. Qui, i frammenti di plastica e i detriti variopinti galleggiano nelle acque e si depositano nei sedimenti. Lungo il fiume, si possono osservare chiazze grigie di plastica fradicia, la cui origine è generalmente identificabile: pacchetti di noodle della Thailandia etichettati in tedesco e posate monouso non utilizzate dal Regno Unito sono solo alcuni esempi dei rifiuti rinvenuti.
La situazione è particolarmente preoccupante nei pressi del villaggio di Baharlı, dove i pescatori lamentano che i sedimenti anossici neri sono ora contaminati da rifiuti plastici e acque reflue industriali. “Trent’anni fa non era così. Utilizzavamo quest’acqua per preparare il tè,” ha commentato un pescatore locale, Halil Balıkçıoğlu.
Recentemente, l’industria del riciclaggio locale ha visto un rapido sviluppo, alimentata dall’importazione di rifiuti stranieri. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2024 la Turchia ha importato 677.663 tonnellate metriche di rifiuti plastici, di cui il 77% proveniente da Regno Unito e UE. Con la chiusura della Cina all’importazione di rifiuti plastici nel 2018, la Turchia ha assunto un ruolo chiave nel mercato globale. Tuttavia, le disfunzioni delle strutture di trattamento e il dumping illegale contribuiscono all’inquinamento marittimo.
“La Germania ci manda i suoi rifiuti e noi li riversiamo nel Mediterraneo, che a sua volta riconduce il problema in Europa,” ha affermato Balıkçıoğlu.
## L’Impatto sull’Ecosistema Marino
Secondo Katharina Schlegel Thummer, direttore della circularity di Plastics Europe, la Turchia è diventata una destinazione attraente per l’esportazione dei rifiuti a causa di un ambiente commerciale più favorevole, dove i costi sono inferiori rispetto all’Europa. “Il settore della plastica nell’UE sta vivendo un declino significativo della competitività,” ha dichiarato.
Per i residenti di Adana, che ospita il 60% dei rifiuti importati in Turchia, i costi ambientali sono elevati. Le balle di rifiuti spesso contengono residui difficili da riciclare, come materiali multi-strato. Mentre alcune plastiche pregiato vengono riutilizzate, il resto finisce in discarica. “In passato … gettavano tutto direttamente, senza esitazione, nei canali,” ha spiegato Yaşar Gökoğlu, leader del gruppo ecologico Adana Ecology Platform.
Un rapporto del 2020 dell’IUCN ha classificato la Turchia come il terzo maggior contribuente alla fuoriuscita di plastica nel Mediterraneo, dopo l’Egitto e l’Italia, stimando una fuoriuscita annuale di 24.603 tonnellate di macro e microplastiche. La maggior parte dell’inquinamento plastico proviene da fonti domestiche, come rifiuti eccessivi e eventi climatici estremi.
Nel 2016, il professor Sedat Gündoğdu ha scoperto che gli impianti di riciclaggio lungo il fiume Seyhan scaricavano acque reflue non trattate nei canali di irrigazione. Sebbene alcune strutture inviino le loro acque reflue a un impianto di trattamento, la quantità è talmente elevata che spesso viene deviata nei corsi d’acqua locali.
In questo contesto, anche se la Turchia ha implementato misure per regolamentare il riciclaggio, le pratiche di gestione dei rifiuti non sono sufficienti per contenere il problema crescente di inquinamento marino.
## La Lotta per la Conservazione delle Tartarughe Marine
Le baie di Mersin e Iskenderun, nonostante siano colpite dall’inquinamento, rappresentano zone ecologicamente importanti. Iskenderun Bay fornisce un habitat per specie marine cruciali e ogni primavera, le tartarughe Caretta caretta e Chelonia mydas nidificano sulle spiagge locali.
Un’associazione locale, il Third Eye Education and Youth Association of the Mediterranean, ha effettuato interventi di monitoraggio e pulizia delle spiagge, in particolare durante il periodo di nidificazione. Negli ultimi anni, la quantità di microplastiche nelle spiagge è aumentata, spingendo l’associazione a focalizzarsi su iniziative di bonifica specifiche.
Studi hanno dimostrato che l’inquinamento marino può influenzare il comportamento riproduttivo delle tartarughe verdi, evidenziando un rapporto diretto tra l’inquinamento e il successo delle nidificazioni.
Il problema dell’inquinamento da plastica è complesso e richiede sforzi integrati a livello locale e internazionale. Le nuove regolamentazioni europee potrebbero limitare ulteriormente l’esportazione di rifiuti, aumentando il volume che la Turchia riceverà. “Non abbiamo bisogno dei rifiuti di nessun altro,” ha dichiarato Gündoğdu.
Con oltre 16.000 sostanze chimiche correlate alla plastica, è vitale risolvere le questioni di regolamentazione e gestione dei rifiuti a livello globale. Le attese trattative per un trattato globale sulla plastica possono rappresentare un passo in avanti, ma richiedono impegno e cooperazione tra i paesi.
Per affrontare seriamente la crisi della plastica, è necessaria una ristrutturazione radicale nella produzione e utilizzo della plastica, mirando a ridurre la dipendenza dai materiali monouso. Solo così si potrà sperare di proteggere i preziosi ecosistemi marini e terrestri della Turchia e dell’intero Mediterraneo.
Fonti ufficiali:
– United Nations Environment Programme
– World Wildlife Fund (WWF)
– IUCN reports
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