L’iniziativa Living Seawalls per la biodiversità marina
Living Seawalls è un’iniziativa globale che si propone di rendere le barriere costiere, i porti e altre strutture costiere più accoglienti per la fauna marina, attraverso l’installazione di pannelli, massi e pali progettati per favorire la biodiversità. Nel 2025, è stata installata in Irlanda la prima barriera Living Seawalls al Kennedy Pier nella città portuale di Cobh. Già ora, la vita marina ha iniziato a colonizzare i pannelli. Nonostante i ricercatori sottolineino come questi pannelli possano favorire la colonizzazione delle coste indurite, permangono interrogativi riguardo all’impatto su una delle funzioni principali delle barriere: quella di proteggere dalle onde.
Un progetto innovativo per rivalutare le coste
Il giorno della mia visita, in un luminoso e caldo pomeriggio di aprile a Cobh, mi ritrovo su una storica rampa di arrivo che si immerge in un porto affollato di pescherecci. A metà strada, un’installazione di 60 pannelli di cemento esagonali, fissati alla parete di pietra, interrompe la vista. Alcuni pannelli presentano strutture corrugate, mentre altri sono punteggiati di fori e crepe che intrappolano l’acqua o permettono il filtraggio con le maree in cambiamento.
Pannelli ricoperti di alghe verdi brillanti attirano la mia attenzione. Avvicinandomi, noto che alcune lumache marine, come le periwinkle (Littorina littorea) e i dog whelks (Nucella lapillus), sono attaccate alle piastrelle. Questi pannelli fanno parte del progetto Living Seawalls, promosso dall’Institute of Marine Science di Sydney e dall’azienda Reef Design Lab in Australia.
Louise Firth, ricercatrice principale del progetto e docente di sostenibilità ambientale all’University College Cork, è presente per mostrarmi l’installazione. “Questa iniziativa vuole dare una mano alla Natura mentre affrontiamo una crisi climatica e di biodiversità”, spiega Firth. Con la crescita della popolazione umana e l’espansione delle industrie, le coste diventano sempre più sviluppate.
Un approccio sostenibile per le infrastrutture marittime
Melanie Bishop, ecologa costiera e co-fondatrice del progetto, sottolinea che l’idea di Living Seawalls è emersa da conversazioni sulla crescente costruzione costiera a livello globale. Studi hanno rivelato che, ad esempio, nel porto di Sydney, il 50% delle coste è già stato indurito. Con un’ulteriore previsione di crescita del 23% delle costruzioni marine tra il 2018 e il 2028, la necessità di affrontare questa situazione è urgente.
Bishop afferma che la costruzione di infrastrutture marine tende a prediligere superfici lisce e senza caratteristiche, che non offrono spazi protetti per le specie marine. Il progetto Living Seawalls mira a modificare questa situazione, creando superfici ispirate all’ecologia che arricchiscano le strutture costiere esistenti e novelle, migliorando così la biodiversità e riducendo l’impatto ambientale delle infrastrutture urbane.
Nei pannelli, disegnati dall’azienda Reef Design Lab, sono state incorporate forme e texture ispirate agli habitat rocciosi del porto di Sydney. Finora, sono state realizzate diverse installazioni in Australia, con risultati promettenti che mostrano un incremento della biodiversità del 36% in alcuni luoghi.
Sorveglianza scientifica e monitoraggio
L’iniziativa ha raggiunto anche altri dieci paesi oltre all’Australia. Pannelli simili sono ora collocati in località come Plymouth nel Regno Unito e Boston negli Stati Uniti. Ogni installazione è soggetta a monitoraggio scientifico regolare, in modo da garantire la massima efficacia dei pannelli ed ottimizzarli per diverse condizioni ambientali.
A Cobh, il progetto è ancora all’inizio. Con solo sette mesi da quando sono stati installati i pannelli, la vita marina non ha avuto ancora il tempo di colonizzarli completamente. Corryn Knapp, ecologa marina e ricercatrice post-dottorato, monitorerà la biodiversità nel sito. La esperta prevede che, con l’arrivo dell’estate, i pannelli inizieranno a ospitare una varietà più ampia di specie marine.
Secondo i ricercatori, ogni specie ha un ruolo specifico nel facilitare lo sviluppo di un mini-ecosistema attorno ai pannelli. Le alghe e le altre piante marine forniscono cibo e habitat ad altre forme di vita marina, migliorando la qualità dell’acqua.
Un futuro sostenibile per le infrastrutture costiere
Nonostante i vantaggi, il progetto Living Seawalls deve affrontare anche delle sfide. La gestione delle strutture, necessaria per garantire la sicurezza e la pulizia delle aree portuali, è un aspetto cruciale. È fondamentale bilanciare gli obiettivi ecologici con le necessità di manutenzione.
Il progetto può sembrare una soluzione promettente per contrastare la perdita di biodiversità lungo le coste indurite, ma la capacità dei pannelli di proteggere effettivamente dalle onde è un aspetto da ulteriormente valutare. Secondo studi, esistono criticità riguardo all’operatività contro l’erosione provocata dalle onde.
Significativo è anche il fatto che l’efficacia dei pannelli possa dipendere da approfondimenti tecnici sui design. È necessario riflettere in modo innovativo su come ridisegnare queste strutture per ottimizzare la funzionalità ingegneristica e la biodiversità.
Per Firth, ogni installazione di Living Seawalls rappresenta un passo in avanti per comprendere come le infrastrutture costiere possano essere progettate per supportare sia gli esseri umani che la natura. “Non possiamo continuare a costruire come abbiamo fatto in passato. Dobbiamo considerare anche la biodiversità in natura”.
Fonti ufficiali
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it