Una vicenda lunga e complessa ha finalmente trovato giustizia: un infermiere della provincia di Caltanissetta, infortunatosi nel 2019 durante il turno serale a bordo di un’ambulanza, ha visto riconosciuto dal Tribunale del Lavoro di Gela il diritto all’indennità temporanea, dopo che inizialmente l’Inail aveva negato il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro.
L’incidente e la controversia
Nel 2019, l’infermiere stava svolgendo le sue mansioni quando, durante la chiusura del portellone dell’ambulanza, si provocava un grave trauma distorsivo al dito della mano destra. L’Inail, però, rigettava la richiesta di indennità, sostenendo che “l’evento che ha determinato l’inabilità temporanea assoluta al lavoro non dipende da causa violenta, ma da malattia comune”. Secondo l’Istituto, quindi, l’infortunio non rientrava nelle tutele previste per gli eventi professionali.
L’infermiere, assistito dagli avvocati Luigi Randazzo e Angelo Bruno dello studio Gierrelex, ha impugnato la decisione, sottolineando che l’infortunio era avvenuto nell’ambito delle mansioni lavorative, durante un’azione essenziale e quotidiana per lo svolgimento del proprio servizio: la chiusura dello sportello dell’ambulanza. Gli avvocati hanno evidenziato che tale gesto possedeva intensità, rapidità, efficienza ed esteriorità, caratteristiche che lo rendono compatibile con la definizione di infortunio sul lavoro e non con una malattia comune.
Il verdetto del Tribunale di Gela
Dopo sette anni di attesa, il Tribunale del Lavoro di Gela ha dato ragione all’infermiere. I giudici hanno riconosciuto la natura professionale dell’infortunio, accertando il nesso causale tra l’evento traumatico e la sintomatologia riportata dall’infermiere. L’azione della chiusura del portellone è stata considerata un gesto collegato direttamente all’attività lavorativa, sufficiente a qualificare l’incidente come infortunio sul lavoro.
Il Tribunale ha quindi disposto il pagamento dell’indennità temporanea, condannando l’Inail al versamento degli interessi maturati, oltre alle spese di lite e di consulenza tecnica d’ufficio.
Un precedente importante per il settore sanitario
La decisione del Tribunale rappresenta un riconoscimento significativo per gli operatori sanitari, sottolineando che anche infortuni apparentemente “minori” ma verificatisi durante l’espletamento di compiti lavorativi essenziali devono essere tutelati. Il caso evidenzia inoltre le difficoltà che talvolta si incontrano nel dimostrare la causa violenta necessaria per ottenere il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro.
Per gli infermieri e per il personale medico-sanitario, questo verdetto conferma l’importanza di documentare con precisione gli incidenti avvenuti in servizio e di rivolgersi a professionisti legali esperti per tutelare i propri diritti.
La vicenda segna una vittoria personale per l’infermiere e costituisce un monito per le istituzioni e per gli enti assicurativi, affinché la tutela del lavoro sia sempre garantita anche in situazioni apparentemente ordinarie ma potenzialmente rischiose.