Indonesia multa 72 persone per incendi che avvolgono Borneo e Sumatra nella nebbia.

Incendi in Indonesia: 72 individui accusati di appiccare fuochi

Le autorità indonesiane hanno accusato 72 persone di aver innescato incendi dolosi nelle foreste di cinque province sull’isola di Borneo e in quattro province di Sumatra. Questi incendi hanno devastato quasi 286.000 ettari di terreno, pari a circa 707.000 acri, solo dal gennaio 2023 al 24 agosto. Questa superficie è equivalente a metà dell’isola di Bali. Gli ufficiali attribuiscono l’innalzamento della frequenza e dell’intensità degli incendi a condizioni di siccità prolungate e a un forte fenomeno di El Niño che ha colpito quest’anno la regione.

Secondo FireWatch, uno strumento di monitoraggio basato su satellite sviluppato dalla piattaforma di mappatura forestale Nusantara Atlas, l’estensione dei danni è allarmante. Le autorità locali hanno dichiarato che i sospetti hanno utilizzato il fuoco per preparare il terreno per la coltivazione. Le forze di polizia hanno sequestrato accendini, contenitori di carburante, macheti e campioni di terreno e tronchi bruciati come parte delle prove raccolte.


Impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica

Il fumo proveniente dagli incendi ha generato nubi di nebbia tossica, riducendo la visibilità a soli 10 metri in alcune province, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Questa situazione ha anche avuto ripercussioni sulla qualità dell’aria, dichiarata pericolosa in più aree. La distruzione della vegetazione ha innescato carestie per la fauna selvatica, come le scimmie macaque dalla coda lunga (Macaca fascicularis). I fumi hanno persino attraversato il confine, raggiungendo la Malaysia.

Inoltre, i roghi hanno ostacolato lavori di conservazione cruciali. Un report di Mongabay ha evidenziato che gli incendi si sono avvicinati a un centro di riabilitazione per orangotango, gestito dalla ONG YIARI, dove oltre 60 orangotango di Borneo (Pongo pygmaeus) vengono curati dopo essere stati salvati dal commercio illegale di fauna selvatica e dalla perdita di habitat. La gravità della situazione è amplificata dai rischi per la salute pubblica.


Nei sei stati più colpiti, il Ministero della Salute indonesiano ha segnalato un’impennata dei casi di infezioni respiratorie acute. Nella provincia di Central Kalimantan, le segnalazioni sono aumentate del 78,1% in appena una settimana, passando da 402 a 716 casi, mentre il West Kalimantan ha registrato oltre 151.000 casi dall’inizio dell’anno. I dati mostrano come gli incendi abbiano un impatto diretto sulla salute delle persone che vi abitano.

In un comunicato stampa, l’Agenzia Nazionale per la Gestione dei Disastri della Indonesia (BNPB) ha riferito che gli operatori di emergenza sono riusciti a spegnere o contenere 526 ettari di incendi attivi. Tra questi, 71,5 ettari di incendi localizzati e 454 ettari di incendi più estesi su torbiere e foreste. Le operazioni di spegnimento hanno incluso l’uso di aerei per il lancio di milioni di litri d’acqua sulle fiamme in terreni remoti.


Oltre all’intervento aereo, decine di migliaia di operatori, inclusi membri delle forze armate, vigili del fuoco professionali e volontari, stanno combattendo le fiamme direttamente. Le squadre di soccorso stanno anche scavando trincee di contenimento, barriere specializzate riempite d’acqua destinate a isolare gli incendi e limitare la loro diffusione. La BNPB ha rivelato che le autorità stanno anche effettuando operazioni di inseminamento delle nuvole per indurre la pioggia, sperando in un rapido miglioramento della situazione.

Questa crisi ha messo in evidenza non solo l’urgenza di azioni immediate per spegnere gli incendi, ma anche la necessità di strategie a lungo termine per migliorare la gestione delle risorse forestali e prevenire futuri disastri. Le politiche dovranno incentrarsi sulla protezione ambientale e sulla sensibilizzazione della comunità riguardo i pericoli legati agli incendi. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare fonti ufficiali come il Ministero della Salute indonesiano e la BNPB.

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Luigi Salemi: