Indonesia intensifica la ‘guerra contro i rifiuti’ con indagine su disastro della discarica a Giacarta.
Le indagini continue mirano a identificare la responsabilità per le morti e per la gestione inadeguata dei rifiuti. Asep potrebbe affrontare una pena di fino a cinque anni di carcere e una multa di 15 miliardi di rupiah (circa 870.000 dollari). Gli investigatori ambientali non escludono l’eventualità di ulteriori accuse contro altre persone coinvolte.
Il 16 marzo, l’agenzia di enforcement del ministero dell’Ambiente ha accusato I Made Teja, l’ex capo dell’Agenzia Ambientale di Bali, per una situazione simile nella discarica di Suwung, a Denpasar. Questa indagine si concentra sull’inquinamento delle risorse idriche circostanti, che sta danneggiando l’ambiente e la salute pubblica.
La Lotta Contro i Rifiuti
Il presidente Subianto ha lanciato la sua “guerra contro i rifiuti” in un discorso a febbraio, puntando i riflettori sulla crisi del rifiuto che affligge l’isola di Bali. Durante il suo discorso, ha evidenziato come l’afflusso di turisti e lavoratori remoti abbia aggravato la situazione. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, l’Indonesia produce circa 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti plastici all’anno, rendendola il secondo maggiore contributore mondiale di rifiuti plastici.
Per risolvere il problema dei rifiuti entro il 2029, il governo sta riprendendo i progetti per smaltire i rifiuti attraverso la combustione e ha pianificato di investire in nuove infrastrutture per la gestione dei rifiuti. Il World Bank ha lanciato un progetto da 350 milioni di dollari per rendere la gestione dei rifiuti un servizio obbligatorio a livello locale. Inoltre, un nuovo consorzio statale è stato istituito per costruire e gestire 33 impianti di smaltimento rifiuti in energia in tutto l’arcipelago.
