Indonesia denuncia 6 aziende per presunti legami con alluvioni e frane mortali.

Il Governo Indonesiano Sospetta Sei Aziende di Danni Ambientali

Il ministero dell’Ambiente indonesiano ha avviato un’azione legale contro sei aziende, richiedendo un risarcimento di 4,8 trilioni di rupie (circa 284 milioni di dollari) per danni ambientali collegati a inondazioni e frane mortali. Questi eventi catastrofici, causati dal ciclone Senyar nel novembre 2025, hanno colpito principalmente l’isola di Sumatra, provocando la morte di oltre 1.100 persone.

In seguito ai disastri, il ministero ha avviato un’indagine su 70 aziende operanti nella regione, con l’obiettivo di stabilire eventuali legami tra le loro attività e gli eventi calamitosi. I risultati preliminari hanno identificato sei aziende ritenute responsabili di danni alle risorse idriche nella provincia di Sumatra Settentrionale, specialmente nella zona ecologicamente vulnerabile di Batang Toru, habitat dell’orangotango di Tapanuli, una delle specie di grande scimmia più a rischio al mondo.


Attività Aziendali e Deforestazione: Il Caso di Batang Toru

Nel mirino delle autorità ci sono sei aziende, note solo per le loro iniziali: PT NSHE, PT AR, PT TPL, PT PN, PT MST e PT TBS. Queste aziende operano in settori come l’estrazione dell’oro, l’energia idroelettrica e le piantagioni di olio di palma. Tra di esse, spiccano nomi noti: PT Toba Pulp Lestari, parte del conglomerato APRIL, ha avuto controversie con le comunità locali; PT North Sumatra Hydro Energy, finanziata dalla Cina, sta costruendo una diga idroelettrica nel habitat degli orangotangi; e PT Agincourt Resources, di proprietà britannica, opera la miniera d’oro Martabe all’interno dell’areale dell’orangotango.

Queste aziende sono state precedentemente soggette a indagini e le loro operazioni sono state temporaneamente sospese dal ministero. Nonostante ciò, le attività continuano a sollevare preoccupazioni tra gruppi ambientalisti e scienziati riguardo alla loro impatti ambientali. La richiesta di risarcimento si giustifica, secondo Dodi Kurniawan, direttore della risoluzione delle controversie ambientali del ministero, in quanto studi di esperti hanno evidenziato danni ambientali significativi nei bacini idrografici di Garoga e Batang Toru.


Durante le indagini, sono emerse evidenze di disboscamento su vaste aree, con oltre 2.516 ettari di foresta tropicale abbattuti, in particolare nei bacini interessati. Questo ha destato ansie riguardo all’alterazione delle dinamiche idrologiche, aumentando il rischio di inondazioni ed erosione. Riducendo le barriere naturali che regolano le precipitazioni estreme, le aziende hanno contribuito a provocare la catastrofe.

Le pratiche aziendali non hanno solo importanza economica, ma impattano profondamente anche sull’ecosistema. La perdita della foresta di Batang Toru rappresenta una minaccia diretta non solo per l’orangotango di Tapanuli ma anche per altre specie critiche in via di estinzione. I gruppi ambientalisti avvertono da tempo sulla necessità di un rafforzamento delle protezioni per questo fragile ecosistema, attualmente messo a repentaglio da progetti di estrazione, idroelettrici e piantagioni.


La recente indagine ha messo in luce che le attività di PT Toba Pulp Lestari, ad esempio, hanno portato alla distruzione di foreste protette, elevando il rischio di frane in aree già vulnerabili. Analogamente, PT North Sumatra Hydro Energy ha realizzato opere che hanno compromesso gravemente le funzioni ecologiche della regione, come dimostrano i detriti trasportati durante le inondazioni. Il tutto è documentato da dati satellitari e reportage sul campo.

Il ministero ha pertanto avviato un’azione legale in tre distretti: Medan, Giacarta Sud e Giacarta Centrale, puntando a un risarcimento totale di 4,8 trilioni di rupie, di cui 4,6 trilioni per danni ambientali e 178,5 miliardi per i costi di ripristino ambientale. “Questo rappresenta la responsabilità delle aziende per i danni all’ecosistema, che hanno influito direttamente sulla sicurezza pubblica e sui mezzi di sussistenza”, ha dichiarato Rizal Irawan, capo del dipartimento di enforcement del ministero.


Le indagini sono ancora in corso e altre aziende potrebbero affrontare azioni legali. È chiaro che l’attenzione delle autorità è puntata sulla necessità di ripristinare l’ambiente e i diritti delle comunità a vivere in un contesto sano. Con questo intervento, ci si attende una risposta efficace per il recupero della salute ecologica della regione e la tutela dei diritti ambientali.

Fonti ufficiali: Ministero dell’Ambiente dell’Indonesia, Earthsight, Auriga Nusantara.

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Luigi Salemi: