Indice Ocean Equity: misurare la giustizia ambientale e sociale nei mari.

Un Nuovo Indice per Valutare l’Equità degli Iniziative Oceaniche

È stato sviluppato un Ocean Equity Index, un innovativo strumento pensato per misurare l’equità delle iniziative oceaniche, basato su 12 criteri specifici. Questo indice, presentato insieme a uno studio accademico, può essere utilizzato da governi, aziende e gruppi comunitari o indigeni. Gli autori sperano che il suo utilizzo venga standardizzato a livello globale.

Valutare l’equità in modo quantitativo è complesso, poiché i punti di vista sull’equità variano ampiamente tra i diversi attori coinvolti, affermano gli esperti. Al momento, esistono innumerevoli progetti oceanici e sistemi di governance in tutto il mondo, che spaziano dall’energia offshore all’acquacoltura costiera e ai trattati di pesca, ma manca un modo standardizzato per misurare quanto siano equi.


Un Inizio Promettente per una Governance Oceanica Equa

L’indice, rilasciato insieme a uno studio nella rivista Nature il 28 gennaio, è concepito per valutare l’equità delle iniziative oceaniche in base a criteri quali i diritti umani e indigeni, l’inclusione, la trasparenza e la valutazione dei danni. Jessica Blythe, professoressa di sostenibilità ambientale alla Brock University in Canada e autrice principale dello studio, ha evidenziato in un video che “le disuguaglianze sono in aumento”. Molte comunità emarginate vengono escluse dalle decisioni di gestione che le riguardano direttamente.

Lo studio è stato realizzato da un team di 27 ricercatori provenienti da istituzioni di tutto il mondo. L’obiettivo dell’indice è garantire risultati migliori per gli ecosistemi marini e le comunità costiere, contribuendo così alla giustizia sociale marina. “Una volta che iniziamo a monitorare l’equità, vedremo grandi cambiamenti,” ha affermato Blythe.


L’indice è stato sviluppato dopo tre anni di lavoro del gruppo di lavoro Blue Justice, attivato dalla Fondazione per la Ricerca sulla Biodiversità, un ente scientifico con sede in Francia. I ricercatori inizialmente hanno considerato 150 criteri per misurare l’equità, ma hanno deciso di semplificare lo strumento per renderlo più utilizzabile, arrivando così a un totale di 12 criteri.

Le valutazioni possono essere effettuate attraverso un foglio di calcolo scaricabile, permettendo agli utenti di attribuire un punteggio a un’iniziativa su ciascuno dei 12 criteri, producendo un punteggio complessivo. Nell’ambito della sperimentazione, il team ha utilizzato l’indice per valutare sei iniziative, da un progetto locale di essiccazione del pesce in Tanzania a una dichiarazione di conferenza oceanica intergovernativa. Il punteggio medio è stato del 68%, con il progetto che ha ottenuto il punteggio più basso a 44%.


Un Futuro per l’Equità Marinara

Blythe ha affermato che le iniziative per l’equità sono in fase di smantellamento in luoghi come gli Stati Uniti, ma l’indice è pensato per facilitare il lavoro di chi è interessato a raggiungere una maggiore giustizia. Diverse aziende hanno mostrato interesse, e il loro uso dovrebbe iniziare già nelle fasi di pianificazione di un’iniziativa.

Uno degli obiettivi è che l’indice diventi uno strumento istituzionalizzato a livello globale. Questo includerebbe il target “30×30” del Global Biodiversity Framework, che prevede la protezione del 30% di terre e mari entro il 2030 attraverso sistemi equitabili di aree protette. Blythe ha sottolineato che l’indice è flessibile e può essere utilizzato per valutare anche trattati internazionali.

Nonostante le potenzialità, non tutti gli esperti condividono l’ottimismo sull’indice. Peter Jones, professore emerito di governance ambientale all’University College London, ha sollevato dubbi sulla sua utilità, descrivendo il concetto di equità come “soggettivo, multidimensionale e complesso”. Jones ha avvertito che le prospettive di equità possono variare enormemente tra gli stakeholder; un’area marina protetta potrebbe essere vista in modo diverso da una comunità indigena rispetto a un’organizzazione non governativa internazionale.


Nonostante le critiche, Blythe ha ribadito che l’indice mira a colmare una lacuna importante e cerca di promuovere un dialogo sull’equità. Questo strumento non solo può aiutare a valutare le iniziative esistenti ma può anche fungere da “strumento di resistenza” per le comunità emarginate al fine di analizzare e quanto meno influenzare decisioni che riguardano il loro territorio, specialmente nel settore delle estrazioni offshore.

In ultima analisi, il principale obiettivo è migliorare le pratiche di gestione degli oceani, affinché i benefici derivati dalla loro esplorazione e utilizzo siano equamente distribuiti.

Riferimenti Ufficiali

  • Blythe, J. L., et al. (2026). The Ocean Equity Index. Nature, 1-6. DOI: 10.1038/s41586-025-09976-y
  • Jouffray, J., et al. (2020). The blue acceleration: The trajectory of human expansion into the ocean. One Earth, 2(1), 43-54. DOI: 10.1016/j.oneear.2019.12.016
  • Jones, P. J., et al. (2024). Incentive diversity is key to the more effective and equitable governance of marine protected areas. Frontiers in Marine Science, 11. DOI: 10.3389/fmars.2024.1412654

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Luigi Salemi: