Incendio nel piazzale di Sicily by Car a Carini: distrutte una decina di auto
A fuoco i mezzi parcheggiati nella nuova sede inaugurata due settimane fa. Gli investigatori seguono la pista dolosa
Un vasto incendio è divampato nella notte nel piazzale di una sede di Sicily by Car a Villagrazia di Carini, nel Palermitano, distruggendo una decina di automobili parcheggiate all’esterno dello showroom inaugurato appena due settimane fa dall’imprenditore Tommaso Dragotto.
Le fiamme hanno generato una densa nube di fumo nero visibile anche dalla strada statale 113. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area, oltre ai carabinieri che hanno avviato le indagini per chiarire l’origine dell’incendio.
Trovate tracce di benzina
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, nell’area sarebbero state rinvenute tracce di benzina utilizzata per appiccare il fuoco. Un elemento che farebbe propendere per l’ipotesi dolosa.
Per ulteriori conferme sarà però necessario attendere gli accertamenti tecnici del personale della Sezione investigazioni scientifiche, impegnato nei rilievi all’interno del piazzale.
Precedente attentato contro la sede di Palermo
Non si tratta del primo episodio intimidatorio ai danni dell’attività riconducibile all’imprenditore Dragotto. Lo scorso 21 marzo, infatti, ignoti avevano esploso alcuni colpi di kalashnikov contro la sede di Sicily by Car di via San Lorenzo, a Palermo, danneggiando quattro vetture.
Un episodio che aveva già acceso l’attenzione degli investigatori su possibili pressioni o intimidazioni nei confronti dell’azienda.
L’escalation di intimidazioni nel Palermitano
L’incendio si inserisce in un clima di crescente tensione che nelle ultime settimane ha interessato diverse attività commerciali della provincia di Palermo.
Tra Sferracavallo e Tommaso Natale, infatti, sono state rinvenute bottiglie di benzina davanti a bar, ristoranti e pizzerie. Episodi analoghi si sono verificati anche nella zona di Isola delle Femmine, dove davanti ad alcuni lidi sono state lasciate bottiglie incendiarie accompagnate da pizzini con la scritta “5.000 €”.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se tra gli episodi possa esserci un collegamento e se dietro la sequenza di intimidazioni si nasconda un’unica regia criminale.
