In Honduras, l’energia solare ha causato più danni che benefici, affermano le comunità.

L’impatto negativo dei progetti solari in Honduras

Un nuovo rapporto dell’Institute for Policy Studies mette in evidenza come i progetti solari nel sud dell’Honduras abbiano avuto effetti deleteri sull’economia locale e sulla salute delle comunità circostanti. Secondo il rapporto, lo stato ha assegnato contratti senza un adeguato monitoraggio ambientale, il che ha portato alla perdita di copertura forestale e all’inquinamento. Nel frattempo, lo sviluppo dell’energia solare ha contribuito marginalmente alla transizione dell’Honduras lontano dai combustibili fossili, che continuano a rappresentare la principale fonte di produzione di elettricità nel paese.

Nel 2013, i funzionari honduregni hanno designato lo sviluppo delle energie rinnovabili come una “priorità nazionale”, cercando di attrarre investimenti stranieri nella nuova tecnologia per l’energia solare. Negli ultimi vent’anni, il governo ha introdotto tagli fiscali e altri incentivi economici per accelerare la creazione di progetti solari, approvando, in un solo incontro legislativo, ben 23 parchi solari.


Preoccupazioni ambientali e sociali

La rapidità con cui sono stati approvati questi progetti ha suscitato critiche da parte di gruppi per i diritti umani e la conservazione, che segnalano come i contratti siano stati assegnati senza un’attenta supervisione ambientale. Nel contempo, le compagnie energetiche hanno visto profitti sproporzionati rispetto alle comunità locali, che spesso non hanno accesso all’elettricità.

Il rapporto dell’Institute for Policy Studies sottolinea che i progetti solari nel sud dell’Honduras hanno avuto un impatto negativo sull’economia locale e sulla salute delle comunità limitrofe. I progetti hanno contribuito marginalmente a spostare il paese dai combustibili fossili, alimentando il dibattito su chi realmente trae vantaggio da tali iniziative.

“Circa un decennio fa, un mosaico lucente di parchi solari è stato installato nel sud dell’Honduras”, afferma il rapporto, pubblicato anche dal Transnational Institute, TerraJusta e Honduras Solidarity Network. “Le promesse di transizione verso un’energia verde, generazione di posti di lavoro e sviluppo comunitario sembrano svanire, lasciando intatto il modello di sviluppo prevalente nel paese, che concentra i benefici sui ricchi e esternalizza i costi sui poveri.”


Il progetto di energia solare Los Prados è stato approvato nel 2014, con nove contratti firmati per un periodo di 50 anni. Questi contratti hanno consentito alle aziende di operare e fornire energia al governo per 20 anni.

La frammentazione dei contratti, assegnati singolarmente a diverse aziende, ha permesso di evitare valutazioni di impatto ambientale, portando alla distruzione di vasti appezzamenti di alberi secolari, come il calabash (Crescentia cujete). Questa situazione ha compromesso l’accesso all’acqua potabile e ha contribuito all’inquinamento dei corsi d’acqua.

I residenti affermano che le pratiche delle aziende di pulizia dei pannelli solari attraverso l’uso di sostanze chimiche nocive hanno ulteriormente deteriorato la qualità dell’ambiente. Molti pescatori hanno riferito di dover spostarsi sempre più lontano per trovare acque non contaminate e pesci da catturare.

Le aziende responsabili del progetto, come Scatec Solar, Norfund e KLP Norfund Investments, non hanno risposto a richieste di commento da parte di Mongabay. Da parte loro, Norfund ha comunicato che valuterà i rischi ambientali e sociali, ma le comunità locali segnalano di non essere state consultate adeguatamente.


La resistenza dei residenti non è mancata: nel 2016, hanno bloccato l’accesso delle macchine pesanti all’area e hanno istituito un campo di resistenza. Le aziende hanno presentato denunce penali contro i manifestanti, portando spesso l’intervento della polizia per sgomberare il campo.

Le lamentele riguardanti la mancanza di consultazione hanno portato a oltre 30 denunce, ma queste non hanno visto alcun progressivo seguito legale. Ciò ha alimentato il sentimento di sfiducia tra le comunità, che vedono la minaccia di sviluppo come ancora presente.

Nonostante l’aumento della generazione elettrica da energia solare, il panorama energetico dell’Honduras è ancora dominato dai combustibili fossili. Nel 2024, il paese ha generato 1.020,04 GWh da energia solare, rappresentando solo l’8% della produzione totale, mentre i combustibili fossili hanno fornito oltre il 40% dell’elettricità.

I gruppi locali segnalano che, mentre le aziende hanno promesso risorse per lo sviluppo comunitario, queste si sono tradotte in somme irrisorie o in lavori minori per le infrastrutture. Le comunità chiedono investimenti significativi in strade, ponti e servizi fondamentali, piuttosto che promesse non mantenute.

Le difficoltà di accesso all’elettricità persistono, con molte famiglie che non possono permettersi forme moderne di energia, e le tariffe elettriche sono aumentate in alcune aree, fino al 60% in più rispetto al periodo in cui sono stati costruiti i parchi solari.

Per ulteriori approfondimenti, consultare il rapporto dell’Institute for Policy Studies e altre fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: