In Brasile, l’agricoltura rigenerativa avanza ma la deforestazione minaccia gli ecosistemi.

Agribusiness in Brasile: Il Dilemma della Deforestazione e le Innovazioni Agricole

L’agribusiness rappresenta circa un quinto dell’economia brasiliana e il 40% delle esportazioni del paese. Sebbene sia un potente motore economico, è anche responsabile di oltre il 90% della deforestazione e di circa un quarto delle emissioni nazionali. Tra le principali cause della deforestazione ci sono l’allevamento di bestiame e la produzione di soia. Innovazioni agricole hanno trasformato stati come il Mato Grosso da terre non coltivabili a hub agricoli globali. Attualmente, le aziende agricole e i ricercatori in Brasile stanno esplorando se simili innovazioni possano supportare pratiche di agricoltura rigenerativa per ripristinare i pascoli degradati e ridurre ulteriormente la deforestazione dovuta all’agricoltura.

Progetto REVERTE: Un Impegno per la Rigenerazione Agricola

REVERTE, uno dei più grandi progetti di rigenerazione agricola in Brasile, è guidato dal produttore svizzero di pesticidi Syngenta e mira a ripristinare 1 milione di ettari di pascoli degradati entro il 2030. Per il prossimo decennio, si prevede che il Brasile possa restaurare 40 milioni di ettari di terre degradate. Tuttavia, esperti avvertono che ripristinare i pascoli degradati non sarà sufficiente a fermare la deforestazione, soprattutto nelle regioni del Cerrado e dell’Amazzonia. Per ottenere risultati tangibili, è necessaria una solida governance sull’uso del suolo, l’applicazione delle protezioni forestali e impegni vincolanti da parte del settore privato.


Nello stato di Mato Grosso, che è considerato il cuore agricolo del Brasile, vaste aree di foresta pluviale amazzonica e savana del Cerrado si sono trasformate in campi di soia. Situato in una zona di transizione tra l’Amazonia e il Pantanal, circa il 90% del territorio di Mato Grosso era un tempo coperto da vegetazione nativa. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, le politiche agricole e le innovazioni hanno spinto l’agricoltura a espandersi rapidamente, rendendo Mato Grosso uno dei principali produttori agricoli del Brasile.

L’Amazonia, la più grande foresta pluviale tropicale del mondo, copre circa il 60% del Brasile, mentre il Cerrado si estende per circa 2 milioni di chilometri quadrati. Dal 1985, circa un quinto dell’Amazonia brasiliana è stato disboscato, e quasi metà della vegetazione nativa del Cerrado è stata erosa per far spazio a bestiame e soia. Le terre un tempo ampie e fertili del Mato Grosso sono ora degradate, portando a gravi formi di erosione.

Innovazione Agricola e Sostenibilità

Nel comune di Itaúba, Ivan Biancon, co-proprietario di un’importante azienda agricola familiare, ha visto come il suolo su cui lavora sia tornato a essere produttivo grazie a pratiche innovative. Biancon è stato il primo agricoltore a unirsi al programma REVERTE, che offre prestiti a basso interesse e supporto tecnico per la rigenerazione di pascoli degradati. Negli ultimi sei anni, l’agribusiness brasiliano è stato responsabile della maggior parte della deforestazione nel paese, ma ora il governo, le ONG e il settore privato stanno esaminando se il ripristino di terre degradate possa alleviare la pressione sulle foreste.

Succede che l’allevamento di bestiame rappresenta il principale motore della deforestazione in Brasile, contribuendo al 78% della deforestazione attribuita alle commodities tra il 2018 e il 2022. Segue la produzione di soia, che è responsabile del 4,6%. Nonostante l’aumento della produzione di soia, l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici è aumentato molto più velocemente, causando danni significativi al suolo e alla biodiversità.


In Brasile, le terre disboscate vengono frequentemente preparate per l’allevamento di bestiame, permettendo agli agricoltori di appropriarsi delle terre, talvolta utilizzate in seguito per piantagioni di soia. Questa pratica favorisce il degrado dei pascoli e rende gli agricoltori riluttanti a investire nel ripristino delle terre degradate, dato il costo elevato di questo processo.

La rica biodiversità del Brasile potrebbe fornire un importante esempio a livello globale circa pratiche agricole innovative. Progetti come REVERTE mirano a incentivare gli agricoltori a espandere le aree coltivate sui pascoli degradati invece di distruggere la vegetazione nativa. L’iniziativa, che ha già coinvolto 411 fattorie in 11 stati, rappresenta un passo cruciale per il ripristino degli ecosistemi.

La sfida principale risiede nella capacità di mantenere questi risultati dopo la fine del programma. È fondamentale che i partecipanti a iniziative come REVERTE riescano a continuare a praticare metodi sostenibili. Interventi di politica pubblica e investimenti privati sono cruciali per garantire che la conservazione non venga vista come un ostacolo allo sviluppo economico.

Visioni Future e Sostenibilità

Le prospettive per il futuro dell’agribusiness in Brasile rimangono incerti. La domanda globale di soia continua a crescere, cosa che potrebbe portare a ulteriore deforestazione. Il governo brasiliano ha recentemente istituito il PNCPD per ripristinare 40 milioni di ettari di pascoli degradati entro il 2033, con l’intento di creare meccanismi di finanziamento pubblico e privato.

Gabriel Moura, agronomo di Syngenta, sottolinea che trasformare il suolo degradato attraverso buone pratiche agricole richiede tempo, ma i risultati positivi sono già visibili. L’obiettivo finale è quello di garantire che l’agricoltura in Brasile possa diventare un modello di pratiche sostenibili, rallentando la deforestazione e preservando la biodiversità.

Le azioni intraprese da Syngenta e altre aziende agricole non mirano solo alla produzione, ma anche alla sostenibilità a lungo termine delle risorse naturali. Collaborazioni tra i settori pubblico e privato sono essenziali per raggiungere questi obiettivi.

Per approfondire e scoprire di più su questo tema fondamentale, puoi consultare fonti ufficiali come il Ministero dell’Agricoltura brasiliano.

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Luigi Salemi: