La Critica Situazione dell’Ibex Walia in Etiopia
L’ibex Walia, una specie rara di capra selvatica che si trova solo nel nord dell’Etiopia, è nuovamente classificato come “criticamente in pericolo”. Le recenti stime della popolazione hanno evidenziato un declino sostenuto al di sotto di una soglia chiave, rendendo la situazione per questa specie ancora più critica.
Questo animale iconico è principalmente confinato alle ripide e remote scogliere del Parco Nazionale dei Monti Simien, ed era precedentemente classificato come vulnerabile nella Lista Rossa dell’IUCN, l’autorità globale per la conservazione della fauna selvatica. Negli anni, lo stato di conservazione dell’ibex Walia (Capra walie) ha oscillato: nel 1986 era classificato come minacciato, poi nel 1996 è stato ritenuto critico, per essere nuovamente passato a minacciato nel 2008.
Le Fluttuazioni della Popolazione di Ibex Walia
Nel periodo tra il 2009 e il 2012, i sondaggi hanno mostrato un aumento della popolazione di ibex Walia, passando da 680 a 850 individui. Basandosi su questa tendenza, i ricercatori stimavano che nel 2020 ci sarebbero stati più di 975 esemplari. Questa apparente ripresa ha portato a riconsiderare lo stato dell’ibex, spostandolo alla categoria di vulnerabile. Tuttavia, una valutazione del 2020 ha evidenziato che nel 2019 erano stati registrati solo 619 esemplari, ma gli esperti hanno ritenuto che questo dato non alterasse la tendenza generale di crescita.
Paul Scholte, consulente senior dell’Autorità per la Conservazione della Fauna Selvatica Etiopica e valutatore principale della Valutazione dell’Ibex Walia dell’IUCN, ha dichiarato a Mongabay che, con le conoscenze attuali, le clausole di ottimismo erano ingiustificate. Uno studio pubblicato l’anno scorso ha dimostrato che il numero di ibex Walia è diminuito progressivamente, passando da un picco di 865 individui nel 2015 a soli 306 a maggio 2024.
È preoccupante constatare che nel 2023 e nel 2024 vi erano meno di 250 individui adulti in grado di riprodursi, il che rientra nei parametri dell’IUCN per classificare la specie come “criticamente in pericolo”, ha spiegato Scholte. Un ulteriore conteggio effettuato a novembre 2024 ha rivelato solo 289 ibex, di cui 228 erano adulti. A dicembre 2025, gli individui sono scesi a soli 271. Questo significa un’altra perdita di 18 esemplari in un anno.
Per il loro studio, Scholte e i suoi collaboratori hanno intervistato quasi 200 persone, tra cui il personale del parco, autorità locali e abitanti dei villaggi, allo scopo di comprendere le ragioni del declino della popolazione di ibex. I partecipanti hanno identificato il bracconaggio come una delle principali minacce per gli ibex, spesso motivato dalla ricerca di cibo e medicina tradizionale, a cui si aggiungono l’invasione umana e il degrado dell’habitat. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia di COVID-19 e dal conflitto tra il governo etiope e il Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino nel 2021-2022.
Gli intervistati hanno sottolineato come l’instabilità derivante dal conflitto abbia aperto la strada al bracconaggio, mentre la pandemia “ha ostacolato i flussi turistici, diminuito le entrate e fermato le attività di pattugliamento e sensibilizzazione”, come riportato nell’articolo. Scholte ha inoltre aggiunto che il bracconaggio continua a rappresentare una minaccia significativa. Ad aprile 2025, quattro bracconieri sono stati arrestati, e sono stati sequestrati i resti di due ibex Walia, un segno della pressione continua su questa specie in un periodo di insicurezza prolungata in questa parte dell’Etiopia.
Un’azione coordinata e strategie di conservazione efficaci sono fondamentali per garantire la sopravvivenza dell’ibex Walia. Le autorità locali e le organizzazioni di conservazione devono unire le forze per affrontare le sfide emergenti e proteggere questo simbolo della biodiversità etiope. La situazione dell’ibex Walia serve da monito sulla necessità di un’efficace protezione e gestione delle specie a rischio.
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