Il vantaggio del Costa Rica potrebbe nascondere sfide future con l’EUDR.

Il Regolamento dell’Unione Europea sulla Deforestazione e il Caffè Costaricano

Nel 2023, l’Unione Europea ha introdotto un nuovo regolamento sulla deforestazione (EUDR) che richiede ai commercianti di diverse materie prime agricole, tra cui il caffè, di dimostrare che i loro prodotti non contribuiscono alla deforestazione. Per adattarsi a queste nuove norme, Costa Rica ha sviluppato un programma pilota insieme alla più grande cooperativa di produttori di caffè del paese, avviando le spedizioni di caffè certificato “deforestation-free” verso l’Europa nel marzo 2024. Questo programma ha fornito strumenti e formazione per supportare i coltivatori, i trasformatori e gli esportatori, facilitando così la conformità alle leggi EUDR.

Costa Rica ha ottenuto un vantaggio iniziale grazie ai suoi standard di sostenibilità già presenti. Esperti avvertono, però, che altri paesi con standard più bassi potrebbero avere maggiori difficoltà nel replicare questo successo.


Un Caso Studio Importante per il Settore del Caffè

Con il 33% delle sue esportazioni di caffè diretto verso l’Unione Europea, Costa Rica si è preparata rapidamente per i nuovi requisiti. Il pilot ha dotato i produttori di caffè, i processori e gli esportatori di strumenti pratici per conformarsi alle normative EUDR, utilizzando tecnologie di georeferenziazione per monitorare e certificare le fattorie che non hanno subito deforestazione dal 2020. In seguito al successo del progetto pilota, queste risorse sono state rese disponibili all’intero settore del caffè nazionale, avvicinando Costa Rica a diventare uno dei primi paesi a certificare un intero settore conforme all’EUDR.

Questo successo rappresenta un importante caso studio per altre nazioni produttrici di caffè, dimostrando come è possibile prepararsi per le nuove regole e quali sfide potrebbero affrontare affianco. Janina Grabs, professoressa associata di ricerca sulla sostenibilità all’Università di Basilea, ha osservato che alcuni potrebbero considerare difficile aderire alle nuove aperture normative, ma il modello di Costa Rica mostra che è possibile.


La regolamentazione EUDR copre sette categorie di prodotti agricoli, inclusi caffè, carne bovina, cacao, olio di palma, gomma, soia e legname. Anche se l’impatto del caffè sulla deforestazione è relativamente minore rispetto ad altri settori, è importante notare che, tra il 2001 e il 2015, la coltivazione del caffè ha sostituito quasi 1,9 milioni di ettari di foreste.

Secondo il regolamento EUDR, le aziende che importano nell’UE sono responsabili di fornire una dichiarazione di due diligence dimostrando che i prodotti non provengono da terreni degradati dopo il 2020. Questi standard sono stati adottati nel 2023 e, sebbene l’entrata in vigore iniziale fosse prevista per la fine del 2024, il termine è stato prorogato al 30 dicembre 2026 per le aziende di medio-grandi dimensioni e al 30 giugno 2027 per le piccole imprese.

Il programma pilota ha inviato la prima spedizione di 19 tonnellate di caffè confermato come “deforestation-free” verso l’Italia nel marzo del 2024. Finora, il Costa Rican Coffee Institute (ICAFE) ha georeferenziato circa il 40% della superficie coltivata a caffè nel paese e ha certificato 800.000 unità di ciliegie di caffè come provenienti da fonti non deforestate.


Anche se il progetto pilota ha mostrato risultati significativi, l’infrastruttura e le normative ambientali esistenti di Costa Rica hanno fornito un punto di partenza solido. Nel 1996, il paese ha vietato le modifiche all’uso del suolo forestale e ha iniziato a invertire la deforestazione, portando la copertura forestale dal 26% negli anni ’80 a oltre il 58% nel 2023.

Analizzando il panorama globale, però, Grabs ha fatto notare che molti altri paesi, come l’Etiopia, affrontano sfide enormi. La maggior parte di queste nazioni ha produttori senza supporto organizzativo e molti coltivatori piccoli potrebbero non disporre delle risorse necessarie per dimostrare la conformità alle normative EUDR.

Le preoccupazioni sulla deforestazione rimangono significative, e ci si chiede quanto le nuove normative saranno in grado di prevenire la continua degradazione ambientale. In paesi con un alto tasso di deforestazione, vi è il rischio che i produttori più grandi estraggano solo i prodotti certificabili, lasciando al di fuori le piccole realtà produttive.


Ci sono segnali positivi emersi da altre nazioni in risposta all’EUDR. Ad esempio, il Vietnam ha implementato un piano nazionale per migliorare la sorveglianza delle foreste a rischio e sostenere i coltivatori. Unilever si è impegnata a mappare le piccole fattorie di palmo per garantire la conformità alle regolazioni EUDR, cercando di supportare quegli agricoltori con meno risorse.

Le normative come l’EUDR possono servire come misure preventive contro la regressione ambientale; i produttori potrebbero essere incentivati a mantenere pratiche sostenibili per continuare a esportare verso l’UE. Se altri paesi come Cina, India, USA e Giappone adottassero normative simili, ci sarebbe il potenziale di eliminare una parte significativa della deforestazione globale.

L’UNDP ha dichiarato di essere pronta ad assistere altri paesi nell’implementazione di programmi pilota simili a quello costaricano, sottolineando l’importanza della condivisione delle esperienze e delle migliori pratiche per affrontare le sfide della deforestazione.

Fonti ufficiali:
– Unione Europea
– Instituto del Café de Costa Rica (ICAFE)
– World Resources Institute

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Luigi Salemi: