Immaginate un pesce con la testa completamente trasparente, attraverso la quale è possibile osservare gli organi interni. Sembra una creatura inventata per un film di fantascienza, ma esiste davvero. Si chiama Macropinna microstoma, conosciuto anche come pesce dalla testa trasparente o barreleye, ed è uno degli abitanti più insoliti delle profondità oceaniche.
Vive nelle acque del Pacifico settentrionale, generalmente tra i 600 e gli 800 metri di profondità, in una zona dove la luce del Sole arriva ormai molto attenuata.
Il suo aspetto è talmente particolare che per decenni gli scienziati hanno faticato a comprenderne alcuni dettagli anatomici.
Gli occhi verdi nascosti dentro una cupola trasparente
La caratteristica più spettacolare di questo pesce è la struttura della testa. Una membrana trasparente e piena di liquido protegge gli occhi, due organi tubolari particolarmente sensibili alla luce.
Le sfere verdi visibili all’interno della testa non sono organi decorativi: sono proprio gli occhi, rivolti normalmente verso l’alto per individuare le sagome delle prede che nuotano sopra di lui.
La scoperta più importante è arrivata nel 2009, quando i ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute, utilizzando veicoli sottomarini, sono riusciti a osservare il comportamento dell’animale nel suo ambiente naturale.
Gli studiosi hanno scoperto che gli occhi possono ruotare all’interno della struttura trasparente. Quando il pesce individua una preda, riesce così a orientare lo sguardo in avanti, senza perdere di vista il bersaglio.
Un dettaglio ha contribuito a creare ulteriore confusione nelle prime osservazioni: i due punti scuri visibili sopra la bocca non sono occhi, ma organi olfattivi, simili alle narici.
Una vita nel buio alla ricerca di piccoli organismi
Il barreleye si alimenta soprattutto di zooplancton, piccoli crostacei e organismi marini che vivono nella colonna d’acqua. Può individuare le prede grazie alla luce che filtra dall’alto e alle sagome che si stagliano nell’ambiente circostante.
La cupola trasparente ha anche una funzione protettiva. Gli occhi, estremamente delicati, possono essere difesi dal contatto con i tentacoli urticanti di alcuni organismi marini, vicino ai quali il pesce può trovare nutrimento.
Non è un animale facile da osservare: vive a profondità considerevoli e gli incontri con i ricercatori sono relativamente rari.
La sua anatomia rappresenta uno degli esempi più affascinanti di adattamento alla vita negli abissi. In un ambiente dove la luce è una risorsa preziosa, la natura ha sviluppato un sistema visivo capace di sfruttare ogni minima possibilità di individuare una preda.