Il pesce che costruisce un “giardino” sul fondale: il misterioso artista della sabbia

Il pesce che costruisce un “giardino” sul fondale: il misterioso artista della sabbia

Il protagonista di questa incredibile storia è il pesce palla bianco maculato, noto scientificamente come Torquigener albomaculosus, osservato nelle acque del Giappone. Il maschio sceglie un tratto di fondale sabbioso e comincia a lavorare.

Con il corpo e le pinne percorre ripetutamente la sabbia, scavando solchi e spostando piccoli granelli. Giorno dopo giorno crea una struttura circolare sempre più complessa, composta da creste e depressioni disposte secondo uno schema geometrico sorprendentemente regolare. Il risultato può raggiungere dimensioni molto superiori a quelle del pesce che l’ha costruito. Sembra quasi un gigantesco mandala sottomarino.

Perché si dà tanta pena?

La risposta è nella riproduzione. La struttura serve infatti come luogo di corteggiamento e deposizione delle uova. Il maschio deve prima attirare una femmina, che può arrivare a osservare la costruzione e valutarla.

Ma cosa cerca esattamente?

Gli scienziati hanno osservato che le dimensioni e la complessità della struttura possono avere un ruolo nella scelta della femmina. Il disegno non è quindi soltanto bello da vedere: può essere un segnale della qualità del costruttore.

In altre parole, il maschio sta dicendo: “Guarda cosa sono capace di costruire”.

Più è grande, meglio è?

La parte più sorprendente è che il pesce non realizza una struttura semplice e poi si ferma.

Continua a lavorare, spostando continuamente la sabbia e perfezionando la forma. Le creste esterne, inoltre, possono contribuire a proteggere la zona centrale dalle correnti e a creare condizioni favorevoli per le uova.

La costruzione ha quindi una duplice funzione: è contemporaneamente un richiamo per la femmina e un ambiente adatto alla deposizione. E tutto questo viene realizzato senza strumenti, usando esclusivamente il corpo.

Una costruzione destinata a scomparire

C’è però un particolare affascinante. Queste opere non sono permanenti. Dopo l’accoppiamento, la struttura viene lentamente modificata dalle correnti marine e dal movimento della sabbia. Quello che aveva richiesto giorni di lavoro finisce per scomparire. Il fondale torna quasi normale e il “giardino” del pesce palla non rimane che come una traccia temporanea. Ma se una femmina sceglie quel maschio, il lavoro è servito.

L’arte nel mondo animale

Questa storia dimostra quanto sia difficile applicare agli animali i nostri concetti di comportamento semplice o complesso.

Il pesce palla non possiede mani, non utilizza utensili e non può osservare dall’alto il disegno che sta realizzando. Eppure riesce a produrre una struttura geometrica estremamente elaborata, ripetendo movimenti coordinati e seguendo una sorta di schema naturale.

Per gli esseri umani è un’opera sulla sabbia. Per il pesce palla è molto di più: è un cortile nuziale, una protezione per le uova e soprattutto il risultato di una straordinaria strategia evolutiva.

E forse la cosa più incredibile è proprio questa: sul fondo del mare, dove noi vediamo soltanto sabbia, può nascondersi uno dei più sofisticati “messaggi d’amore” del regno animale.

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