Il Perù punta sul bambù per recuperare la natura nella regione della coca.

Il Progetto di Sviluppo Sostenibile del Bambù in Perù

Dal 2023, l’agenzia di sviluppo peruviana PROVRAEM ha investito quasi 5 milioni di dollari nella piantagione di quasi 1.300 ettari di bambù nel VRAEM, la regione del paese con la maggiore produzione di coca. Questo progetto promuove il bambù come un’alternativa legale e ambientalmente sostenibile alla coltivazione di coca, cercando di ridurre l’impatto negativo di queste pratiche agricole. Nel comune di Pichari, la crescita del bambù come monocultura ha creato un microclima autosufficiente, attirando oltre 50 scimmie scoiattolo e diverse specie di uccelli in una zona un tempo degradatissima.

La fattoria di Paredes è diventata un modello di ecoturismo, con il supporto delle autorità peruviane che la vedono come un esempio positivo di successo. Gli esperti, tuttavia, avvertono che il bambù non è una coltura miracolosa: ci vogliono fino a otto anni per la prima raccolta matura, i guadagni sono significativamente inferiori rispetto alla coca e i benefici per la biodiversità si mantengono solo se le piantagioni sono collegate a corridoi forestali più ampi.


Un Ecosistema in Rinascita

Nel VRAEM, l’illecito commercio di coca ha rappresentato la maggior parte dell’economia locale per oltre 40 anni, portando alla deforestazione e impoverendo il suolo. Negli ultimi tre anni, il governo peruviano ha quindi puntato sull’espansione delle piantagioni di bambù come strumento per ristabilire gli ecosistemi locali e restituire il profitto agli agricoltori. Progetti come il Piano di Sviluppo Sostenibile del Bambù di PROVRAEM mirano a supportare più di 2.400 famiglie contadine locali. Finora, sono stati spesi circa 16,7 milioni di soles (circa 4,9 milioni di dollari) per piantare il bambù.

Il bosco di bambù di 6 ettari di Paredes è il più grande dell’area e rappresenta un esempio di successo per il progetto. Le canne di bambù, che possono raggiungere i 15-20 metri di altezza, hanno creato un microclima che favorisce la biodiversità e ha migliorato le condizioni ambientali circostanti.


Nonostante i vantaggi, gli esperti avvertono che il bambù da solo non risolve i problemi del VRAEM. Molti agricoltori potrebbero non avere le risorse necessarie per replicare il progetto di Paredes. Inoltre, il bambù non offre benefici economici immediati come la coca, che può essere raccolta quattro volte all’anno. La maggior parte degli agricoltori continua a scegliere coca per i suoi profitti rapidi, operando in un mercato grigio legale caratterizzato da una costante tensione.

Il Bambù come Opportunità di Profitto

Il mercato globale del bambù è in crescita, con previsioni che indicano un aumento del valore entro il 2036. In Cina, il bambù ha oltre 10 milioni di usi, dai pulsanti agli orologi, dai penne a molti altri oggetti di uso quotidiano. Le autorità ritengono che, nel tempo, il VRAEM potrebbe soddisfare la domanda di bambù sia a livello nazionale che internazionale.

PROVRAEM non solo promuove la piantagione di bambù, ma offre anche formazione agli agricoltori su come raccoglierlo e trattarlo con soluzioni ecologiche, aumentando la sua durata e resistenza agli insetti. “In passato, nessuno applicava un rivestimento. Ora il bambù trattato può durare oltre 50 anni,” afferma Arturo Yupanqui Cerrón di PROVRAEM.


L’ampliamento delle piantagioni di bambù ha anche creato un habitat per una vasta gamma di specie locali, contribuendo alla rinascita dell’ecosistema. Paredes ha osservato che il suo bosco sta diventando un rifugio per flora e fauna native, incluse orchidee e piante medicinali.

Le scimmie scoiattolo, che prima erano rare nel VRAEM, ora trovano rifugio nel bosco di Paredes, liberandosi dalla paura e alimentandosi dei parassiti presenti nel bambù. “Se non le disturbiamo, le scimmie non hanno paura e cominciano a sentirsi al sicuro,” spiega Paredes.

Rischi e Sfide del Progetto

Sebbene ci siano successi ambientali, le piccole piantagioni di bambù, come quella di Paredes, funzionano solo se sono parte di un ecosistema più vasto. “Le scimmie possono venire a nutrirsi, ma poi si spostano altrove per cercare cibo,” avverte Gilberto Domínguez Torrejón, esperto di bambù.

Esiste anche il rischio di specie di bambù invasive che potrebbero danneggiare la flora e fauna native. PROVRAEM promuove due specie: Guadua angustifolia, nativa dell’America Latina, e Phyllostachys aurea, originaria della Cina. Quest’ultima rappresenta una minaccia potenziale per l’ecosistema locale.


Il progetto è ancora nelle fasi iniziali, e ci vorrà del tempo prima che il bambù raggiunga la maturità necessaria per valutare l’efficacia delle sue finalità ambientali. Inoltre, Paredes sottolinea che non tutti gli agricoltori sono disposti a piantare bambù a causa delle sue lunghe tempistiche di raccolta e dei guadagni finanziari immediati che offrono altre colture, in particolare la coca.

La sua storia di successo è eccezionale, ma non deve celare le difficoltà affrontate dalla maggior parte degli agricoltori del VRAEM. Le sfide rimangono significative, e il futuro del bambù come alternativa sostenibile alla coca dipende anche dalla capacità di creare un ambiente favorevole e collegato con le foreste naturali circostanti.

Fonti:
– PROVRAEM
– DEVIDA: Agenzia Nazionale per il Controllo della Coca in Perù
– National Agrarian University La Molina

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Luigi Salemi: