Il Messico valuta la riduzione delle aree protette per la foca vaquita in pericolo.

Riduzione delle Aree Protette per la Vaquita in Messico

Le autorità messicane stanno valutando la possibilità di ridurre un’area protetta nel Golfo di California, famosa per la presenza della vaquita (Phocoena sinus), il delphinotto più piccolo e il mammifero marino più a rischio al mondo, con appena dieci esemplari rimasti. Questa proposta, pur non essendo ancora stata resa pubblica, è stata esaminata da Mongabay e prevede una contrazione della zona di divieto all’uso delle reti da pesca, consentendo il traffico navale in un’area attualmente sprovvista di attività.

Le Implicazioni della Proposta

Il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, insieme ad altre agenzie, sono al lavoro per redigere nuove normative che potrebbero avere un impatto significativo sulla salvaguardia dell’ultimo esemplare di vaquita. Le modifiche mirano a soddisfare le comunità di pescatori locali, richiamando ricerche scientifiche a supporto, ma le organizzazioni ambientaliste avvertono che questo cambiamento potrebbe compromettere ulteriormente la già fragile popolazione di vaquitas.

“Non possiamo dimenticare che questo è il mammifero marino più minacciato al mondo”, ha dichiarato Sarah Doleman, esperta della Ocean Campaign per l’Environmental Investigation Agency (EIA) del Regno Unito. La riduzione delle misure di protezione in atto rappresenterebbe un rischio concreto per il futuro di questa specie.


Le misure di protezione nel Golfo di California risalgono al 2005 e sono state recentemente aggiornate nel 2020, includendo una “zona a tolleranza zero” di circa 288 km², dove sono vietate tutte le attività di navigazione e pesca. Poco più di 1.263 km² circondano questa zona e sono soggetti a severe norme di pesca. Al di fuori di queste aree, esiste una “zona di divieto per le reti da pesca” di circa 11.000 km², dove l’uso di reti è stato collegato alla morte delle vaquitas poiché spesso rimangono intrappolate negli attrezzi da pesca.

Un Futuro Incerntio per la Vaquita

Il progetto di revisione prevede di eliminare il rifugio per la vaquita e di ridurre la zona di divieto per le reti da pesca, rivedendo anche le condizioni di accesso per i pescherecci. I critici di questa iniziativa avvertono che il ritorno della pesca e l’apertura alle attività di navigazione compromettono l’habitat naturale della vaquita, mettendo a rischio la sua sopravvivenza.

“Il governo sta praticamente abbandonando la maggior parte dell’habitat della vaquita”, afferma Alex Olivera, scienziato senior del Center for Biological Diversity. Le modifiche potrebbero portare a una riduzione degli spazi di protezione e aumentare l’attività di pesca che ha causato la decimazione della specie.

Sebbene le nuove normative si siano basate su analisi approfondite e siano emerse dopo consultazioni con comunità di pescatori e altri gruppi, la situazione rimane complessa e le agenzie governative non hanno ancora fornito un’uscita chiara riguardo a queste modifiche.


L’Importanza della Protezione della Vaquita

La vaquita è diventata un simbolo della lotta per la conservazione marina: con le sue dimensioni di 1,5 metri e un peso di circa 54 kg, questa specie è identificabile per i cerchi scuri attorno ai suoi occhi. Le sue popolazioni sono diminuite costantemente dal 1997, quando il numero era appena sotto i 600 esemplari. Oggi, la sua sopravvivenza è seriamente minacciata dall’uso di reti da pesca illegali per catturare un pesce in pericolo di estinzione, il totoaba (Totoaba macdonaldi), il cui mercato nero frutta profitti enormi.

Le protezioni attuali prevedono sistemi di monitoraggio sui vascelli e vietano la pesca notturna. Qualora fosse approvata la proposta, si renderebbero necessarie revisioni sostanziali a queste misure, con il risultato potenziale di consentire attività di pesca in aree già compromesse.

L’analisi interna delle modifiche suggerisce che il governo ha considerato la revisione delle normative dal 2023, richiedendo ulteriori dialoghi con le comunità locali. Tuttavia, non è chiaro se le agenzie abbiano preso una decisione finale riguardo ai cambiamenti.

Le fonti ufficiali comprendono il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali e il Centro Nazionale delle Aree Protette, che non hanno commentato la situazione con un rapporto diretto.

In un mondo dove ogni piccolo sforzo per proteggere la fauna selvatica conta, la questione della vaquita sottolinea l’urgenza di una protezione robusta delle aree marine e la necessità di un impegno collettivo per salvaguardare la biodiversità del nostro pianeta.

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Luigi Salemi: